|
|
|
|
|
 |
L'alosa nerica,
Alosa immaculata Bennett, 1835 |
|
Caratteri
meristici - Squame in
linea laterale: 53 - 56. Squame
sulla carena: 30 - 36.
Branchiospine 36 - 69.
Vertebre 47 - 54. Cechi pilorici 21 - 62. Pinne ventrali: 9. Pinna
dorsale: III - V; 12 - 16. Pinna anale: II - IV, normalmente III; 15 - 21.
Numero cromosomico 2n = 48 (Klinkhardt et al., 1995). |
|
Descrizione
- Corpo relativamente snello, a sezione ellittica, compressa
lateralmente. Branchiospine di lunghezza circa equivalente a quella dei filamenti branchiali.
Denti ben sviluppati presenti su vomere e palatini. Origine della pinna dorsale un poco più avanti della metà del
corpo. Origine della pinna anale nettamente dietro la corrispondenza con
la base della pinna dorsale.
Colorazione del dorso scura, con parte superiore della testa nera. Fianchi
e ventre argentei, spesso con riflessi viola
o verde oliva. Pinne grigiastre e translucide, pinne pari con bordo
esterno scuro, e talvolta caudale nerastra. Durante il periodo di
frega, un cerchio giallo verdastro circonda l'occhio. |
|
Dimorfismo
sessuale - Non evidente.
|
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click
sull'immagine per ingrandire e per le informazioni. |
|
Habitat
e abitudini
- Specie migratrice
anadroma. In mare vive in
ambiente pelagico trattenendosi in acque profonde. In marzo - aprile
compare nelle acque salmastre alla foce dei fiumi, mentre la risalita in
acqua dolce inizia quando l'acqua raggiunge una temperatura di circa 6 - 9
°C, generalmente in primavera inoltrata. Solitamente il picco massimo
della migrazione si verifica in maggio. La riproduzione avviene in acque
superficiali, da 2 a 3 metri di profondità, nei tratti a forte corrente
del corso principale del fiume o degli affluenti di maggiore portata. Dopo
la frega i riproduttori scendono al mare per riprendere la fase trofica,
ma molti di essi muoiono a causa dello stress riproduttivo. Durante la
prima estate di vita, gli avannotti restano in acque dolci o salmastre a
bassa profondità, in lagune, aree di esondazione o lungo le rive dei
fiumi. In autunno gli immaturi migrano in mare, dove si trattengono fino
alla maturità.
|
|
Alimentazione - In mare l'alimentazione
si basa principalmente su elementi dello zooplancton (specialmente
crostacei) e di avannotti e piccoli pesci nectonici,
vengono predati anche anche organismi dello zoobenthos come anfipodi ed
altri crostacei (Upogebia,
Idothea, Crangon). In acqua dolce gli adulti non si
alimentano, mentre gli avannotti si cibano prevalentemente di crostacei
planctonici ed altri microrganismi. |
|
Riproduzione
- La frega inizia quando
l'acqua supera i 15 °C, dalla fine di aprile ad agosto, è collettiva
e si svolge solitamente tra l'una e le otto pomeridiane. Le uova sono
semipelagiche, sviluppandosi si spostano verso il fondo e vengono
trascinate dalla corrente. Lo sviluppo embrionale è relativamente veloce,
a 22 °C di temperatura dell'acqua, la schiusa avviene in circa 40 ore. |
|
Accrescimento e resilienza - Tempo
minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K =
0.32; tm = 2; tmax = 9). I maschi raggiungono la maturità sessuale tra i 2
ed i
3 anni, le femmine tra i 4 ed i 5.
La lunghezza massima segnalata è di 39.0. Età massima riportata: 7 anni. |
|
Predatori,
parassiti e malattie - Le uova e gli avannotti vengono predate da
pesci e da vari invertebrati, gli adulti da pesci ed uccelli ittiofagi.
La specie è soggetta a malattie virali e batteriche. In questi pesci sono
state individuate varie specie di parassiti, tra cui trematodi digenei e
monogenei, cestodi e crostacei parassiti. |
|
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click
sull'immagine per ingrandire e per le informazioni. |
|
Status
della specie - Le popolazioni di A. immaculata appaiono in
declino, sia a causa della forte pressione di pesca, sia per il
degrado dell'ambiente causato da inquinamento e dalla presenza di dighe e
sbarramenti che impediscono le migrazioni riproduttive. Fonti di
letteratura riportano che questa specie risaliva il Danubio per più di
1.600 km, fino a Mohacs (Ungheria), il Don per circa 900 km (Oust-Medveditskaya),
il Dniepr fino oltre Kiev, il Dniestr fino a Yampol ed il Bug fino ad
oltre Voznessensks. Attualmente l'area disponibile per la riproduzione di
questa specie si è molto ridotta, viene stimata inferiore a 2.000
km² e destinata a diminuire ulteriormente. |
|
Protezione - A.
immaculata è citata nell'Appendice III della Convenzione di Berna (fauna
protetta) sotto il nome di Alosa pontica. Nella Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è
classificata vulnerabile (VU, Vulnerable B2ab(v)). |
|
Valore
economico - Pesce importante per l'economia delle popolazioni
rivierasche del Mar Nero e del Mare d'Azov. Carni discrete ma ricche di
spine, migliori quelle dei soggetti pescati in acque dolci. Viene
commercializzata fresca, salata, affumicata e marinata. |
|
Pesca - Pesca semi-industriale in mare ed in acqua dolce. La pesca
sportiva viene praticata durante la montata riproduttiva in acque fluviali
con canna da lancio ed esche artificiali (cucchiai rotanti a 1-2 palette,
piccoli cucchiaini ondulanti ad amo semplice, mosche artificiali di grandi
dimensioni). |
|
Galleria
Fotografica |
|
|
 |
|
|
|
Pag. 1 |
|
|
|
|