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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Clupeiformes Clupeidae Alosa

La cheppia del Volga, Alosa volgensis (Berg, 1913)

Caratteri meristici - Branchiospine 99 - 105. Vertebre: 48 - 54. Numero cromosomico 2n = 48 (Klinkhardt et al., 1995). 

Descrizione - Corpo relativamente snello, a sezione ellittica, compressa lateralmente. Lunghezza della testa circa 22 - 26% SL. Diametro dell'occhio pari al 17 - 22 della lunghezza del capo. Lunghezza pettorale 14 - 19% SL. Branchiospine di lunghezza circa equivalente a quella dei filamenti branchiali, con spine ben evidenti. Denti poco sviluppati presenti su vomere e palatini. Origine della pinna dorsale poco più avanti della metà del corpo. Origine della pinna anale nettamente dietro la corrispondenza con la fine della pinna dorsale. Colorazione del dorso verdastra, più scura in primavera. Fianchi e ventre argentei, spesso con  riflessi verdastri e dorati. Pinne grigiastre e translucide.

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

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Habitat e abitudini Specie migratrice anadroma. Pelagica in mare, si sposta tra la superficie e profondità di circa 100 metri. Come A. kessleri sverna nelle acque del Mar Caspio meridionale e migra a nord per raggiungere i fiumi dove depone le uova in prossimità della foce od in acque salmastre. Non risale i fiumi per lunghi tratti come l'alosa di Kessler, ha una tolleranza minore per le basse temperature e giunge nei quartieri riproduttivi in epoca più tarda. Le popolazioni iniziano la migrazione ad aprile inoltrato, seguendo la costa occidentale del Mar Caspio. I primi esemplari raggiungono la costa nord quando la temperatura dell'acqua è di circa 9 °C. L'ingresso in massa nel Volga inizia dalla fine di aprile a giugno, toccando il picco massimo a circa 17 °C. Dopo la frega i riproduttori scendono al mare per riprendere la fase trofica. Alcuni esemplari possono compiere la migrazione riproduttiva anche tre volte, ma la maggior parte muore a causa dello stress riproduttivo. Gli avannotti restano in acque dolci o salmastre fino alla fine dell'estate, quando migrano in mare, dove si trattengono fino alla maturità.

Alimentazione - In mare la dieta è costituita principalmente da crostacei planctonici (Daphnia, Leptodora, Cyclops ), e da avannotti e piccoli pesci (Clupeonella cultriventris). Contrariamente ad altre specie del genere Alosa, in acqua dolce gli adulti si alimentano. Gli avannotti si cibano prevalentemente di crostacei planctonici ed altri microrganismi.

Riproduzione - La frega avviene in acqua dolce e salmastra, da metà maggio al principio di agosto, presso le foci o nel basso corso dei fiumi, se i riproduttori sono arrivati con le gonadi in stato di avanzata maturazione, a circa 500 km a monte (sotto la diga di Volgograd) se i gameti non erano ben sviluppati. La riproduzione si svolge nel corso principale dei corsi d'acqua, sopra banchi di sabbia, od in acque ferme come campi inondati e bracci morti del fiume. La frega avviene generalmente in tre riprese, con intervallo di circa 7 - 10 giorni, si svolge con modalità collettiva, ed ha un picco massimo l'acqua raggiunge una temperatura compresa tra 15 e 19 °C, mentre cessa del tutto a 25 - 27 °C. Ogni femmina può produrre fino a 281.000 uova, dal diametro di circa 1.5 mm. Le uova sono semipelagiche, sviluppandosi aumentano di volume fino a raggiungere circa 4 mm di diametro, scendono sul fondo e si lasciano trasportare dalla corrente. Lo sviluppo embrionale è relativamente veloce, a 22.7 °C, la schiusa avviene in circa 40 ore.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tm = 2 - 3). Entrambi i sessi raggiungono la maturità sessuale tra i 2 ed i 3 anni di vita. Lunghezza massima segnalata: 30.0 cm SL.

Predatori, parassiti e malattie - Le uova e gli avannotti vengono predate da pesci e da vari invertebrati, gli adulti da pesci ed uccelli ittiofagi. Tra i principali predatori figurano il siluro d'Europa (Silurus glanis) e la foca del Caspio (Pusa caspica). La specie è soggetta a malattie virali e batteriche. Akhondzadeh Basteh et al. (2006) riportano la presenza del batterio patogeno Vibrio haemolyticus in esemplari destinati all'alimentazione umana. In questi pesci sono state individuate varie specie di parassiti, tra cui trematodi digenei e monogenei, cestodi e crostacei parassiti.


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Status della specie - Fino dagli anni '60 la canalizzazione delle foci dei fiumi ha determinato la scomparsa delle aree di frega ed ha sbarrato le vie di migrazione, mentre l'intensiva costruzione di dighe attuata dall'URSS negli anni '50 e '60, hanno impedito ai pesci la risalita oltre i principali sbarramenti. Attualmente la specie risale soltanto il fiume Volga, dove appare molto rara e  dove spesso la frega non giunge a buon fine (vengono campionati pochissimi avannotti). Lo status attuale della specie nel fiume Ural non è conosciuto. Le aree di frega ancora disponibili hanno un'estensione stimata inferiore a 500 km², e sono presenti solo a valle della diga di Volgograd (forse una località è ancora presente nel fiume Ural). Il  progressivo degrado della qualità ambientale di queste zone, causato dall'eccessiva sedimentazione prodotta dalle dighe, prefigura un pesante impatto sulla specie entro il futuro prossimo.

ProtezioneA. volgensis è citata nell'Appendice III della Convenzione di Berna (fauna protetta) sotto il nome di A. pontica volgensis. Dalla Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è ritenuta in pericolo (EN B2ab(iii,v), endagered).

Valore economico - Era considerato tra i pesci più importanti per l'economia dei paesi rivieraschi del Caspio, ed era egolarmente presente sul mercato di Turchia e paesi dell'ex Unione Sovietica, dove veniva venduta fresca, salata, affumicata e marinata. Oggi, l'interesse commerciale è reso nullo dalla scarsa consistenza numerica della specie.

Pesca - Fino alla prima metà del XX secolo, veniva esercitata la pesca semindustriale in mare ed in acqua dolce, tanto che nel periodo 1936 - 1939, le catture superavano le 69.100 tonnellate annue. La pesca sportiva viene praticata durante la montata riproduttiva in acque fluviali con canna da lancio ed esche artificiali (cucchiai rotanti a 1 - 2 palette, piccoli cucchiaini ondulanti ad amo semplice, mosche artificiali di grandi dimensioni).

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