|
La
serie di ordini dei Teleostei comincia tradizionalmente con le specie ritenute
più primitive che, per quanto riguarda l'ittiofauna europea, sono le
Alose, le Trote ed i Lucci. In
questo eterogeneo insieme si rilevano alcuni caratteri di ricorrenti, sui
quali da molto tempo gli ittiologi distinguono gli ordini Clupeiformes e
Salmoniformes.
L'ordine Clupeiformes include alcuni tra
i più primitivi osteitti teleostei viventi, i loro fossili risalgono al
Cretaceo superiore: 100-65 milioni di anni fa, e può essere definito in
base ai caratteri seguenti.
Il
corpo è allungato e più o meno appiattito lateralmente, a sezione
trasversale ovaliforme, ricoperto da squame, talvolta caduche, cicloidi o
ctenoidi, assenti sul capo. La bocca, in posizione terminale, presenta
denti numerosi, piccoli e deboli. L'orlo boccale superiore è formato dai
premascellari, non protrattili, e dai mascellari, di solito accompagnati
da sopramascellari. Una vistosa palpebra adiposa contorna gli occhi. Il
ventre è dotato di una carena longitudinale mediana formata da placchette
ossee dentellate. La linea laterale è assente, esistono rami sensoriali
sul capo. Le pinne hanno raggi articolati e ramificati, nessuno
spiniforme. La pinna caudale è omocerca e biloba; le ventrali sono
addominali, con più di sei raggi. Il mesocoracoide è sempre presente. Le
miospine sono numerose. La vescica natatoria è fornita di dotto
pneumatico e, generalmente, di due prolungamenti anteriori, uno per lato,
che penetrano nella rispettiva regione otica del cranio. La colorazione di
base è azzurro-verdastra: iridescente sul dorso, argentea sui fianchi e
sul ventre.
|
|
I
Clupeiformi sono in gran parte marini e pelagici, ma alcune specie vivono
in acqua dolce e altre sono migratrici anadrome. Alcune hanno dato origine
a forme sedentarie, che vivono nei laghi. La
maggior parte delle specie frequentano acque tropicali (in particolare
quelle degli oceani Indiano e Pacifico) e nessuna è presente nelle acque
artiche e antartiche.
Questi
pesci ossei, tipici rappresentanti del cosiddetto pesce azzurro, sono
pescati attivamente per la bontà delle loro carni, grasse e saporite.
Circa un terzo - 14 milioni di tonnellate - del quantitativo di pesce
complessivamente pescato nel mondo, è costituito da aringhe delle diverse
specie.
La
tradizione ittiologica ascrive ai Clupeidae moltissime ed eterogenee
specie (da 150 a 200 circa), distinte in base a caratteri diagnostici
riguardanti il numero di branchiospine (che aumenta sensibilmente con
l'età), e di vertebre (che tuttavia differisce, almeno nei valori medi,
in base alle popolazioni), raggruppate in almeno 35-50 generi, di non
sempre facile distinzione anche per gli ittiologi. La
famiglia Clupeidae, i cui esemplari d'acqua dolce sono conosciuti
popolarmente con i nomi generici di alose o di cheppie, è l'unica presente
nelle acque dolci europee dove è rappresentata da 3 generi e 5 specie.
|