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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cobitidae Cobitis

Il cobite comune, Cobitis bilineata  Canestrini 1865

Caratteri meristici - Denti faringei: 10. Vertebre: 40 - 43. Pinna dorsale: III, 6 - 8. Pinna caudale: 12 - 18 (nel 90% circa degli esemplari  16). Pinne pettorali: 8 - 10. Pinne ventrali: 5 - 7. Pinna anale:  III, 5.

Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale ellittica, lateralmente compresso, con altezza massima compresa 5,65 - 6 volte in SL. Profilo dorsale e ventrale quasi paralleli. Testa piccola, di lunghezza compresa 4,5 - 6 volte in SL, con profilo anteriore obliquo e muso conico. Bocca piccola, in posizione inferiore. Barbigli corti, più o meno ottusi, con il terzo paio più sviluppato. Denti faringei monoseriati. Occhio piccolo, situato in alto in prossimità del profilo dorsale della testa. Narici più vicine all'occhio che all'apice del muso. Una robusta spina erettile bicuspidata è presente in un solco posto poco più avanti rispetto al bordo inferiore dell'orbita. Squame piccole, cicloidi, profondamente infisse nel derma e coperte da abbondante muco. Linea laterale breve, estesa fino alla base della pinna pettorale. Canale laterale continuo, interrotto poco dopo la base della pettorale. Origine della pinna dorsale situata all'incirca a livello dei punto mediano del corpo. Pinna anale rettangolare, con margine posteriore dritto o lievemente convesso. Pinne ventrali  inserite a livello della corrispondenza con l'inserzione della pinna dorsale. La pinna caudale è generalmente è tronca, con orlo posteriore dritto o leggermente convesso. Nei maschi è presente un'unica paletta di Canestrini. Lo sviluppo della paletta di Canestrini sembra essere influenzato dagli ormoni androgeni, nelle femmine si nota solo in alcuni casi, a causa di ciò è stata ipotizzata nella specie un'inversione sessuale di tipo proteroandrico. Livrea di colore variabile secondo l'habitat e le condizioni fisiologiche dell'esemplare esaminato. Dorso più o meno scuro, di tinta variabile da bruno a grigio verdastro o verde brunastro. Fianchi progressivamente più chiari procedendo verso il ventre bianco giallastro. Sulla testa sono presenti numerose macchiette una evidente linea, estesa dall'occhio alla bocca, di colore nerastro o nero bruno, tra gli occhi e l'apice del capo si osserva una banda scura diretta obliquamente. La livrea differisce dalle altre specie di Cobitis europee per la forma disposizione delle zone di Gambetta. Zona 3 formata da una stretta striscia di piccole macchie, nei maschi termina generalmente sotto o anteriormente alla pinna dorsale. Sempre nei maschi adulti, la zona 2 e zona 4 appaiono costituite da linee continue, non suddivise in macchie quadrangolari. Sul peduncolo caudale, poco prima della base della pinna caudale, sono presenti due macchie nere, una superiore e l'altra inferiore. Pinne dorsale e caudale translucide, di colore grigio, giallastro o bruno giallastre, cosparse di macchioline nere o brune. Pinne pettorali, ventrali e anale semitrasparenti, di colore bianco giallastro.

Dimorfismo sessuale - Il dimorfismo sessuale di Cobitis bilineata fu studiato Canestrini (1871 b) e Gambetta (1934). I maschi hanno pinne pettorali lunghe, strette e appuntite, con il secondo raggio più robusto e più lungo degli altri, mentre nelle femmine sono meno lunghe e più larghe. La paletta di Canestrini, entro certi limiti, si può considerare carattere sessuale secondario maschile, pure essendo presente in una bassa percentuale di femmine. Secondo Lodi (1967), "deve essere considerata un residuo della livrea della fase maschile in individui che hanno invertito il sesso", il predetto autore basa queste conclusioni sullo studio di una popolazione vivente nel torrente Chisola (Piemonte), lo stesso lavoro dimostra come questi pesci siano caratterizzati "da una estesa variabilità sessuale con ermafroditi che invertono a stadi più o meno precoci accanto ad individui costantemente gonocorici". In realtà i risultati di indagini più recenti hanno dimostrato che gli ermafroditi non sono funzionali e che la loro presenza non è dovuta all'inversione sessuale, ma ad anomalie nello sviluppo delle gonadi. Nel periodo di frega gli individui di entrambi i sessi hanno livrea più accesa, con le macchie molto marcate ed evidenti. Nei maschi in riproduzione le due serie di macchie tendono a fondersi costituendo due fasce brune per ogni fianco (l'intero processo dura pochi giorni), in alcuni casi la banda superiore appare più marcata.

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Habitat e abitudini - Specie a notevole valenza ecologica, in grado di colonizzare una vasta gamma di ambienti. Si incontra dai d'acqua pedemontani ai fiumi planiziali e nei laghi di maggiori dimensioni. Habitat di preferenza è comunque costituito da corsi d'acqua d'alta pianura, a cavallo tra la zona dei ciprinidi reofili e quella dei ciprinidi a deposizione fitofila, a corrente moderata e con tratti di substrato molle dove i pesci possano infossarsi. Nell'ambito del corso d'acqua, C. bilineata si distribuisce in modo non uniforme, collocandosi in microambienti di acque poco profonde, a substrato prevalentemente composto da depositi sabbiosi e da materiali organici fini. Specie fortemente fotofoba con abitudini notturne. Durante il giorno i singoli esemplari restano infossati nel substrato, emergendo solo con la parte superiore della testa, mentre entrano in attività nelle ore crepuscolari e notturne, o in condizioni di scarsa luminosità. L'assunzione del cibo avviene ingerendo e filtrando i sedimenti a livello della camera branchiale, successivamente espulsi attraverso gli opercoli. Di indole moderatamente gregaria, forma piccoli branchi composti da 5 - 10 individui di varia taglia ed età. C. bilineata ha abitudini stanziali, se disturbato fa ritorno nel suo territorio appena il pericolo cessa. La specie è dotata di una notevole resistenza a fenomeni prolungati carenza di ossigeno, grazie all'elevata superficie branchiale ed alla capacità di assumere ossigeno atmosferico tramite respirazione intestinale. Da primavera alla fine dell'autunno C. bilineata staziona in prossimità delle rive in acque poco profonde, mentre durante la stagione rigida sverna infossato nel substrato.

Alimentazione - La dieta si compone principalmente di microinvertebrati bentonici, come insetti (chironomidi), rotiferi, crostacei e vermi. Nell'alimentazione rientra anche detrito organico e alghe. Le larve si cibano di zooplancton.

Riproduzione - A seconda della quota e delle condizioni climatiche dell'anno in corso, la riproduzione si svolge da aprile ad agosto. Nelle popolazioni della Pianura Padana la stagione di frega si estende dalla seconda metà di maggio alla prima metà di luglio. Come adattamento alla vita in corsi d'acqua soggetti a forti variazioni di portata, le femmine presentano maturazione asincrona dell'ovario, e sono in grado di effettuare da due a sette cicli di deposizione per stagione. Durante il rituale di corteggiamento il maschio insegue la femmina, stimolandola con il muso sulla testa e sui fianchi. Durante l'accoppiamento il maschio si attorciglia alla femmina, la quale risponde deponendo un gruppo di uova che vengono immediatamente fecondate. Le uova adesive sono depositate su erbe, radici e pietre nei pressi delle rive, dove vengono lasciate incustodite. Il numero di uova deposte varia da circa 300 per una femmina di 70 mm a circa 3.500 per una di 110 mm. Appena deposte le uova misurano da 1,3 a 1,6 mm di diametro ed hanno una tinta giallastra. Dopo la fecondazione, le uova si ingrossano per osmosi fino a raggiungere un diametro di 2,5 mm. Lo sviluppo embrionale è breve, richiede 2 - 3 giorni a 22 - 25 °C. Alla schiusa le larve misurano circa 4 mm.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno d'età, quando i maschi raggiungono la taglia di 50 - 60 mm SL e le femmine di 65 - 75 mm SL. L'accrescimento è relativamente lento, fino dall'inizio appare maggiore nelle femmine rispetto ai maschi; in questi ultimi il tasso di crescita in lunghezza e in peso si riduce notevolmente a partire dal secondo anno di vita, nelle femmine rimane elevato fino ad almeno il terzo anno. Questa è la causa del forte dimorfismo sessuale nelle dimensioni. Da uno studio svolto in una popolazione del torrente Timonchio (Vicenza), la relazione tra lunghezza totale (LT, mm) e peso (P, g), è: 

 

lnP = 3,19 x lnLT - 13. 

 

Il rapporto sessi nei primi due o tre anni di vita resta prossimo alla parità, nelle classi d'età successive tende a spostarsi a favore delle femmine. La dinamica di popolazioni di C. bilineata è scarsamente conosciuta. L'unica popolazione studiata in dettaglio è quella già citata del torrente Timonchio; in tale habitat la densità degli individui stimata varia tra 1,5 e 4,0 individui per m² e la produzione annua è stata calcolata in 3,3 grammi per m². La quasi totalità della produzione (65%) è dovuta alla prima classe d'età (gruppo 0+). Nella maggior parte delle popolazioni gli individui sembra che non superino 4-5 anni d'età. La taglia è piccola, le femmine raggiungono una dozzina di cm di lunghezza; i maschi misurano circa la metà.  

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e a parassiti di varie specie. I principali parassiti della specie appartengono ai generi Caryophyllaeus, Echinorhynchus, Gyrodactylus e Ligula. Viene predata da pesci (pesce gatto, persico trota, lucioperca ecc.), uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua.


  Particolari anatomici di C. bilineata  
Denti faringei Paletta del Canestrini

Status della specieC. bilineata appare ancora relativamente comune ed abbondante nella maggior parte del suo areale di diffusione. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino per alterazioni della qualità dell'acqua, causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo. C. bilineata risente di quelle modifiche dell'habitat che interessano la composizione del fondo, ma data la sua notevole adattabilità, è tra le specie che meno ha sofferto il degrado degli ambienti acquatici. Tra le cause di minaccia della specie vi è anche l'introduzione di specie ittiche predatrici alloctone. Al momento attuale le popolazioni di cobite dell'Italia settentrionale non sembrano correre rischi evidenti di contrazione della loro diffusione e consistenza, al contrario la specie risulta in espansione per le numerose introduzioni effettuate in zone estranee all'area di diffusione originale.

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

Valore economico - Specie priva di interesse commerciale. Le sue carni sono comunque buone dal punto di vista alimentare, potenzialmente utilizzabili per fritture. Viene commercializzato vivo come pesce da esca e talvolta anche come pesce d'acquario.

Pesca - La specie è di scarso interesse per la pesca. Talvolta viene raccolta da pescatori di professione per essere consumata come "frittura"; più spesso il cobite viene utilizzato come esca viva per la cattura di altre specie, quali i Salmonidi, il persico reale e il luccio.

Galleria Fotografica

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