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Il cobite dei Balcani, Cobitis elongata
Heckel & Kner, 1858 |
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Caratteri
meristici - Specie riconosciuta grazie a studi di genetica e di
biochimica. I caratteri meristici si sovrappongono a quelli di altre
specie dello stesso genere. |
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Descrizione
- Corpo sottile, a sezione traversale ellittica compressa
lateralmente, relativamente più allungato rispetto alla maggior parte
delle specie del genere Cobitis. Testa piccola, inclinata
anteriormente verso il basso, con muso conico. Bocca piccola in posizione
inferiore, ornata da tre paia di corti barbigli. Denti faringei
uniseriati. Squame cicloidi, quasi
impercettibili, profondamente inserite nel derma e coperte da abbondante
muco. Occhi piccoli, con spina sottoculare bifida. Linea laterale breve.
Pinna dorsale situata all'incirca a livello dei punto mediano del corpo.
Pinna anale a margine posteriore dritto o lievemente convesso. Base delle
pinne
ventrali a livello della corrispondenza con la
base della pinna dorsale. Pinna caudale generalmente tronca, ad orlo
posteriore dritto o poco convesso. Livrea di fondo del dorso marrone
verdastro più o meno scuro. Fianchi con sfumature giallastre,
progressivamente più chiari procedendo verso il ventre bianco o
giallastro. La livrea differisce dalle altre specie di Cobitis per
la forma disposizione delle zone di Gambetta: la Z2 forma una linea
continua estesa fino al termine della base della dorsale; Z3 breve e poco
marcata, generalmente interrotta prima dell'origine della pinna dorsale;
Z4 formata da macchie quadrangolari scure, unite superiormente da una
linea di pigmenti scuri. Alla della base della pinna caudale sono
osservabili due macchie nere, una superiore ed una inferiore. Pinne
dorsale e caudale translucide, di colore grigio,
giallastro o bruno giallastre, cosparse di
macchioline nere o brune. Pinne pettorali, ventrali e anale
semitrasparenti. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. I maschi non sono provvisti di lamina
circolare (paletta del Canestrini). |
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Habitat
e abitudini
- Specie diffusa in acque a corrente debole o moderata, in fiumi a
substrato sabbioso o fangoso. Talvolta si incontra anche in tratti a
substrato duro e ricche di vegetazione sommersa, dove però stazione in
aree dove si accumulano sedimenti molli. Non è noto se risalga i torrenti
più piccoli o se frequenti tratti fluviali a rapida corrente. C.
elongata ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, nei
momenti di maggior insolazione resta infossata nel substrato. Non è specie
gregaria, gli individui si rinvengono generalmente isolati. Da primavera
all'inizio della stagione rigida è frequente in acque poco profonde,
stazionando in prossimità delle rive. Trascorre l'inverno infossata nel
substrato rimanendo in stato latente.
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Alimentazione - Specie essenzialmente
carnivora, si ciba di piccoli invertebrati acquatici bentonici come
crostacei, insetti, anellidi etc. Nella dieta rientra anche detrito
organico di origine animale o vegetale. Date le ridotte dimensioni del pesce, le prede
sono di piccola o piccolissima taglia. |
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Riproduzione
- La riproduzione ha luogo
tra aprile e agosto, a seconda della temperatura dell'acqua e della
portata dei corsi d'acqua delle zone in cui abita.
Probabilmente le femmine presentano
maturazione asincrona dell'ovario, e sono in grado di effettuare vari
cicli di deposizione per stagione. La fecondità è piuttosto bassa, ogni
femmina depone solo due o tre centinaia di piccole uova adesive per anno.
Le uova vengono deposte in avvallamenti del substrato od
fissate
ad ostacoli sommersi, in acque basse, correnti e ben ossigenate. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni.
Specie di taglia piccola, le femmine superano raramente i 160 mm SL,
mentre i maschi non superano i 90 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e a parassiti di varie specie. I principali predatori sono
rappresentati da pesci ittiofagi, tra cui molte specie alloctone, ed
uccelli come aironi, nitticore, garzette. |
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Status
della specie - C. elongata appare ancora comune ed
abbondante in gran parte della sua ridotta area di diffusione. Localmente
alcune popolazioni possono entrare in declino a causa di inquinamento, eccessiva captazione di acque durante il
periodo estivo, modificazioni degli alvei e la
creazione di dighe ed altri sbarramenti invalicabili in grado di isolare le
varie popolazioni. Attualmente il maggior pericolo per la specie sembra
essere rappresentato dalla introduzione di specie ittiche alloctone, come
L. gibbosus, M. salmoides, A. melas, e da semine
sovradimensionate di salmonidi effettuate per favorire il turismo
collegato alla pesca sportiva. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Nessuno. Anche se localmente la sua carne viene
considerata gustosa, la specie è priva d'interesse commerciale. Specie
d'interesse faunistico (endemismo balcanico). |
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Pesca - Viene considerata un buon pesce
da esca, come tale viene impiegata da pescatori dilettanti e
professionisti. |
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