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Il
cobite del Danubio, Cobitis
elongatoides
Bacescu
& Maier, 1969 |
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Caratteri
meristici - Specie riconosciuta grazie a studi di genetica e di
biochimica. I caratteri meristici si sovrappongono a quelli di altre
specie dello stesso genere. |
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Descrizione
- Corpo sottile, a sezione traversale ellittica compressa
lateralmente, meno allungato e più alto rispetto alla specie simpatrica
C. elongata. Testa piccola, con muso conico, a profilo superiore
incurvato anteriormente verso il basso. Bocca piccola in posizione
inferiore, ornata da tre paia di corti barbigli. Denti faringei
uniseriati. Squame cicloidi molto piccole, profondamente inserite nel
derma e coperte da abbondante muco. Occhi piccoli, con spina sottoculare
bifida. Linea laterale breve. Presenza di una singola lamina circolare.
Origine della pinna dorsale situata anteriormente alla corrispondenza con
quella delle pinne ventrali. Pinna anale a margine posteriore dritto o
lievemente convesso. Pinna caudale generalmente tronca, ad orlo posteriore
dritto o debolmente convesso. Livrea di fondo del dorso simile a C. elongata,
marrone verdastro più o meno scuro. Fianchi con sfumature giallastre,
progressivamente più chiari procedendo verso il basso. Ventre bianco o
bianco giallastro. Forma disposizione delle zone di Gambetta: Z3 di solito
lunga quanto Z2, le due zone si fondono assieme a livello del peduncolo
caudale; Z4 formata da macchie irregolari scure. Alla della base della
pinna caudale è presente un'unica macchia nera, quella superiore, grande
circa quanto il diametro oculare. Pinne
dorsale e caudale translucide, con sfumature grigio,
giallastro o bruno giallastre, cosparse di
macchioline nere o brune. Nella pinna caudale le macchie si dispongono a
formare una serie di bande trasversali. Pinne pari e anale
semitrasparenti. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. Le femmine raggiungono taglie
superiori rispetto ai maschi. |
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Habitat
e abitudini
- C. elongatoides vive di preferenza in acque limpide e correnti, come quelle del
torrente Argesel, affluente di sinistra del fiume Arges, ma si incontra
anche in grandi fiumi, laghi, sorgenti e nei bracci morti dei fiumi. La
specie ha abitudini stanziali e di
fondo, frequenta zone a substrato sabbioso, fangoso o con limo fine. Come molti congeneri
ha abitudini fotofobe, la massima attività coincide con le ore
crepuscolari e notturne, o giornate di cielo coperto. Non è specie gregaria,
gli esemplari si rinvengono generalmente isolati. Da primavera all'inizio
della stagione rigida è frequente in acque poco profonde, stazionando in
prossimità delle rive. Trascorre l'inverno in stato latente infossata nel
substrato.
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Alimentazione - La dieta si compone
principalmente di microinvertebrati bentonici, come insetti (chironomidi),
rotiferi, crostacei e
vermi. Nell'alimentazione rientrano anche
detrito organico e alghe. Le larve si cibano di
zooplancton. |
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Riproduzione
- La riproduzione ha luogo
tra aprile e l'inizio di agosto, a seconda della temperatura dell'acqua e
della portata dei corsi d'acqua. La frega ha luogo in acque basse,
correnti, ben ossigenate e ricche di vegetazione sommersa.
Probabilmente le femmine sono dotate di
maturazione asincrona dell'ovario, e sono in grado di effettuare vari
cicli di deposizione per stagione. La fecondità è piuttosto bassa, ogni
femmina depone solo due o tre centinaia di piccole uova adesive per anno.
Dopo la fecondazione le uova
aderiscono alla vegetazione fino alla schiusa.
C. elongatoides è in
grado di dare origine a linee di discendenza di origine ibrida o sperma
parassita con le specie simpatriche C. taenia e C. tanaitica.
Queste forme sono generalmente indistinguibili attraverso l'esame dei
caratteri esterni. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni.
Specie di taglia piccola, le femmine superano raramente i 130 mm SL,
mentre i maschi non superano i 75 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e a parassiti di varie specie. I principali predatori sono
rappresentati da pesci ittiofagi, tra cui molte specie alloctone, ed
uccelli come aironi, nitticore, garzette. |
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Status
della specie - C. elongatoides risulta comune ed abbondante
in gran parte della sua ridotta area di diffusione e non sono segnalate
particolari cause di pericolo. Localmente alcune popolazioni possono
entrare in declino a causa di inquinamento, eccessiva captazione di acque
durante il periodo estivo, modificazioni degli alvei e la creazione di
dighe ed altri sbarramenti invalicabili in grado di isolare le varie
popolazioni. Attualmente il maggior pericolo per la specie sembra essere
rappresentato dalla introduzione di specie ittiche alloctone, e da semine,
sovradimensionate rispetto alla capacità trofica dei corsi d'acqua, di
salmonidi effettuate per favorire la pesca sportiva. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Nessuno. Anche se in alcune località la carne è
considerata gustosa, la specie non è oggetto di pesca commerciale. |
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Pesca - Inesistente. Talvolta viene
catturato con piccole reti, per l'impiego come esca viva o pesce
ornamentale. |
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Galleria
Fotografica |
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