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Il
cobite siberiano, Cobitis
melanoleuca
Nichols, 1925 |
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Caratteri
meristici - Pinna dorsale: II - III; 6 - 7. Pinna anale: II -
III; 5 - 6. Pinne pettorali: I; 8. Pinne ventrali: I; 5 - 6. |
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Descrizione
- Corpo sottile, a sezione traversale ellittica compressa in senso
laterale. Testa piccola, con muso di forma conica incurvato verso il
basso. Bocca piccola in posizione inferiore, ornata da tre paia di corti
barbigli. Denti faringei uniseriati. Squame cicloidi piccole,
profondamente inserite nel derma e coperte da abbondante muco. Occhi
piccoli, con spina sottoculare bifida. Linea laterale breve. Presenza di
una lamina circolare nei maschi. Origine della pinna dorsale situata poco
avanti alla corrispondenza di quella delle pinne ventrali. Pinna anale a
margine posteriore debolmente convesso. Livrea di fondo del dorso marrone
grigiastro più o meno scuro. Fianchi progressivamente più chiari
procedendo verso il basso. Ventre biancastro. Presenza di due macchie
scure alla base della pinna caudale. Macchie postdorsali piccole, spesso
fuse a formare una sorta di marezzatura. Forma disposizione delle zone di
Gambetta: Z1 indistinta. Z2 composta da piccole macchie molto ravvicinate
o fuse tra loro. Z3 formata da poche macchie. Z4 composta da blocchi dai
bordi indistinti, generalmente fusi assieme a formare una linea continua.
Pinne semitrasparenti. Pinne
dorsale, caudale ed anale
cosparse di piccole macchie scure. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. I maschi sono provvisti di lamina
circolare (paletta del Canestrini) e raggiungono dimensioni minori
rispetto alle femmine. |
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Habitat
e abitudini
- Specie ad ampia valenza ecologica. Diffusa in torrenti pedemontani
fino a grandi fiumi di pianura, in laghi, stagni, canali e paludi. In
questi ambienti si colloca in zone poco profonde, a corrente moderata, con
substrato molle costituito prevalentemente da limo fine.
Fotofoba
con abitudini notturne.
Durante il giorno i singoli
esemplari restano infossati nel substrato, emergendo solo con la parte
superiore della testa, mentre entrano in attività nelle ore crepuscolari e
notturne, o in condizioni di scarsa luminosità. L'assunzione del cibo
avviene ingerendo e filtrando i sedimenti a livello della camera
branchiale. Forma piccoli branchi composti da pochi esemplari di varia
taglia ed età. C. melanoleuca sopravvive in carenza di ossigeno
grazie all'elevata superficie branchiale, ed alla capacità di assumere
ossigeno atmosferico per respirazione intestinale. Da primavera alla fine
dell'autunno staziona in prossimità delle rive in acque poco profonde,
mentre durante la stagione rigida sverna infossato nel substrato.
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Alimentazione - Specie essenzialmente
carnivora, si ciba di piccoli invertebrati acquatici bentonici come
crostacei, insetti, anellidi etc. Nella dieta rientra anche detrito
organico di origine animale o vegetale. |
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Riproduzione
- La riproduzione si svolge
dall'inizio della primavera all'l'inizio di agosto, quando la temperatura
dell'acqua raggiunge i 16 - 17 °C.
Probabilmente le femmine sono dotate di maturazione asincrona
dell'ovario, e sono in grado di effettuare vari cicli di deposizione per
stagione. La frega ha luogo in
acque basse, correnti, ben ossigenate e ricche di vegetazione sommersa.
La fecondità è piuttosto bassa, ogni femmina produce solo alcune centinaia
di piccole uova adesive per stagione.
Le uova aderiscono al substrato fino alla
schiusa. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni
(Assumendo Fecondità < 10,000). Specie di piccole dimensioni. Lunghezza
massima segnalata: 200 mm SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e a parassiti di varie specie. I principali predatori sono
rappresentati da pesci predatori, uccelli ittiofagi, come aironi,
nitticore, garzette, e rettili acquatici. |
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Status
della specie - C. melanoleuca risulta comune ed abbondante
in tutta la sua area di diffusione. Localmente alcune popolazioni possono
entrare in declino a causa di inquinamento, eccessiva captazione di acque
durante il periodo estivo, modificazioni degli alvei e la creazione di
dighe ed altri sbarramenti invalicabili in grado di isolare le varie
popolazioni. In taluni ambienti la specie può scomparire a causa
dell'introduzione di specie ittiche alloctone. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Nessuno. Anche se localmente la sua carne viene
considerata gustosa, la specie è priva d'interesse commerciale. |
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Pesca - Inesistente. Talvolta viene
catturato con piccole reti, per l'impiego come esca viva. |
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