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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cobitidae Cobitis

Il cobite albanese, Cobitis ohridana Karaman, 1928

Caratteri meristici - Specie riconosciuta in base a studi di genetica e di biochimica. I caratteri meristici sono in gran parte sovrapponibili a quelli di altre specie dello stesso genere, non hanno quindi buon valore identificativo. La tassonomia e l'area di distribuzione della specie sono confermate come corrette.

Descrizione - Corpo sottile, a sezione traversale ellittica compressa in senso laterale. Testa piccola, con muso di forma conica incurvato verso il basso. Bocca piccola in posizione inferiore. Apertura orale ornata da tre paia di corti barbigli. Denti faringei uniseriati. Squame cicloidi piccole, profondamente inserite nel derma e coperte da abbondante muco. Occhi piccoli, con spina sottoculare bifida. Linea laterale breve. Presenza di una lamina circolare nei maschi. Origine della pinna dorsale situata circa alla corrispondenza con quella delle pinne ventrali. Pinna anale a margine posteriore debolmente convesso. Livrea di fondo del dorso marrone giallastro più o meno scuro. Fianchi progressivamente più chiari procedendo verso il ventre bianco o giallo biancastro. Singola macchia scura nella parte superiore della base della pinna caudale, spesso piccola, indistinta o mancante. Forma e disposizione delle zone di Gambetta: Z1 indistinta, si presenta come una marezzatura fusa con le macchie dorsali della parte anteriore del corpo. Z2 composta da macchie molto ravvicinate, fuse tra loro a costituire una linea continua, frammentata a livello del peduncolo caudale dove si fonde con Z3. Z3 formata una sottile linea di piccole macchie, confluenti con Z2 a livello del peduncolo caudale. Z4 costituita da grandi blocchi scuri, generalmente uniti  a formare una linea continua, o fusi assieme a gruppi di due o tre, la frammentazione è più evidente sul peduncolo caudale. Pinne semitrasparenti. Pinne dorsale e caudale cosparse di piccole macchie scure, spesso organizzate in bande trasversali regolari.

Dimorfismo sessuale - Non evidente. I maschi sono provvisti di lamina circolare (paletta del Canestrini) e raggiungono dimensioni minori rispetto alle femmine.

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Habitat e abitudini - Specie ad ampia valenza ecologica. Diffusa in torrenti pedemontani fino a grandi fiumi di pianura, in laghi, stagni, canali e paludi. In questi ambienti si colloca in tratti di scarsa profondità, in acque ferme o a corrente moderata, con substrato molle costituito prevalentemente da limo fine. Specie fotofoba con abitudini notturne. Durante il giorno i singoli esemplari restano infossati nel substrato, emergendo solo con la parte superiore della testa, mentre entrano in attività nelle ore crepuscolari e notturne, o in condizioni di scarsa luminosità. L'assunzione del cibo avviene ingerendo e filtrando i sedimenti a livello della camera branchiale. Forma piccoli branchi composti da pochi esemplari di varia taglia ed età. Da primavera alla fine dell'autunno staziona in prossimità delle rive in acque poco profonde, mentre durante la stagione rigida sverna infossata nel substrato.

Alimentazione - Specie essenzialmente carnivora, si ciba di piccoli invertebrati acquatici bentonici tra cui crostacei, insetti, anellidi etc. Nella dieta rientra anche detrito organico di origine animale o vegetale.

RiproduzioneLa riproduzione si svolge da aprile alla fine di agosto, a seconda della temperatura dell'acqua e della portata dei corsi d'acqua. Le femmine presentano maturazione asincrona dell'ovario, e sono in grado di effettuare 2 - 3 cicli di deposizione per stagione. La frega ha luogo in acque basse, ben ossigenate e ricche di vegetazione sommersa. La fecondità è piuttosto bassa, ogni femmina produce solo alcune centinaia di piccole uova adesive per stagione. Le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa.

Accrescimento - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Specie di piccole dimensioni. La taglia massima segnalata è di circa 65 mm SL per le femmine, i maschi sono più piccoli.

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e a parassiti di varie specie. I principali predatori sono rappresentati da pesci ittiofagi, tra cui molte specie alloctone, ed uccelli come aironi, nitticore, garzette.


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Status della specieC. melanoleuca risulta comune ed abbondante in tutta la sua area di diffusione. Localmente alcune popolazioni possono entrare in declino a causa dell'introduzione di specie ittiche alloctone.

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

Valore economicoNessuno. Talvolta utilizzato come esca per la cattura di pesci predatori o come pesce da acquario. Specie d'interesse faunistico (endemismo balcanico).

Pesca - Inesistente. Occasionalmente viene catturato con piccole reti, per l'impiego come esca viva.

Galleria Fotografica

 

     

     
     

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