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Il cobite del fiume Istanca,
Cobitis
pontica
Vasil'eva & Vasil'ev, 2006 |
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Caratteri
meristici - Pinna dorsale: III; 7 - 8. Pinna anale: III; 6. |
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Descrizione
- Corpo sottile, a sezione traversale ellittica compressa in senso
laterale. Testa piuttosto corta e alta, a profilo superiore più o meno
diritto, con muso di forma conica incurvato verso il
basso. Bocca piccola, in posizione inferiore, con apertura orale ornata da tre paia di
barbigli tattili. Denti faringei uniseriati. Squame cicloidi piccole,
profondamente inserite nel derma, difficilmente rilevabili al tatto. Occhi
relativamente piccoli, con spina sottorbitale. Linea laterale breve. Una
sola lamina circolare a forma di ascia nei maschi. Origine della pinna dorsale situata circa
alla corrispondenza con quella delle pinne ventrali. Pinna anale a margine
posteriore debolmente convesso. Livrea di fondo del dorso marrone
giallastro più o meno scuro. Fianchi progressivamente più chiari
procedendo verso il basso. Ventre biancastro. Presenza di una singola
macchia scura, di grandezza circa pari a quella dell'orbita, di forma
ovale o arrotondata, posta nella parte superiore della base della pinna caudale.
Forma disposizione delle zone di
Gambetta: Z3 più o meno larga quanto Z2. Z2 e Z3 si mantengono separate
fin quasi alla base della pinna caudale. Z4 composta da macchie scure di
media grandezza, spesso fuse assieme a gruppi di 2 - 3, ma senza formare una linea continua. Pinne semitrasparenti. Pinne
dorsale e caudale cosparse di
piccole macchie scure. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. I maschi sono provvisti di lamina
circolare (paletta del Canestrini) e raggiungono dimensioni minori
rispetto alle femmine. |
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Habitat
e abitudini
- C. pontica è diffusa in acque ferme o a corrente
moderata di pianura o bassa collina, in fiumi e torrenti, laghi e bacini artificiali, stagni, canali e zone
paludose. In questi ambienti si colloca in microhabitat caratterizzati da scarsa profondità, con substrato molle costituito
prevalentemente da limo fine.
Specie fotofoba con abitudini
notturne. Durante
il giorno i singoli esemplari restano infossati nel substrato, emergendo
solo con la parte superiore della testa, entrano in attività durante le
ore crepuscolari e notturne o in condizioni di scarsa luminosità.
L'assunzione del cibo avviene ingerendo e filtrando i sedimenti a livello
della camera branchiale. Quando i corsi d'acqua subiscono forti magre, e
la specie sopravvive in piccole pozze con basso livello di ossigeno
disciolto, respirando aria tramite una sezione
dell'intestino adattata ad assorbire l'ossigeno atmosferico. Forma piccoli
branchi composti da pochi esemplari di varia taglia ed età. Da primavera
alla fine dell'autunno staziona in prossimità delle rive in acque poco
profonde, mentre durante la stagione rigida sverna infossata nel
substrato.
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Alimentazione - Specie essenzialmente
carnivora, si ciba di piccoli invertebrati acquatici bentonici tra cui
crostacei, insetti, anellidi etc. Nella dieta rientra anche detrito
organico di origine animale o vegetale. |
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Riproduzione - La
riproduzione si svolge da primavera all'autunno, a seconda della
temperatura dell'acqua e della portata dei corsi d'acqua. Le
femmine presentano maturazione asincrona dell'ovario, e sono in grado di
effettuare 2 - 3 cicli di deposizione per stagione.
La frega ha luogo in acque basse, ben ossigenate e ricche di vegetazione
sommersa. La fecondità è
piuttosto bassa, ogni femmina produce solo alcune centinaia di piccole
uova adesive per stagione. Le
uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. |
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Accrescimento -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni.
Specie di piccole dimensioni.
La taglia massima segnalata è di circa 100 mm SL per le femmine, i maschi
sono sensibilmente più piccoli. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e a parassiti di varie specie. I principali predatori sono
rappresentati da pesci ittiofagi, tra cui molte specie alloctone, ed
uccelli come aironi, nitticore, garzette. |
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Status
della specie - C. pontica risulta comune ed abbondante in
tutta la sua area di diffusione. Localmente alcune popolazioni possono
entrare in declino a causa di inquinamento, eccessiva captazione di acque
durante il periodo estivo, modificazioni degli alvei e la creazione di
dighe ed altri sbarramenti invalicabili in grado di isolare le varie
popolazioni. In taluni ambienti la specie può scomparire a causa
dell'introduzione di specie ittiche alloctone. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a
preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Nessuno.
Talvolta utilizzato come esca per la cattura di pesci predatori o come
pesce da acquario. Specie
d'interesse faunistico. |
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Pesca - Inesistente. Occasionalmente viene
catturato con piccole reti, per l'impiego come esca viva. |
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