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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cobitidae Cobitis

Il cobite bruno, Cobitis puncticulata

Erk'akan, Atalay-Ekmekçi & Nalbant, 1998

Caratteri meristici - Pinna dorsale: III; 6. Pinna anale: II; 5.

Descrizione - Corpo sottile, relativamente alto, a sezione traversale ellittica compressa in senso laterale. Testa piccola, a profilo superiore più o meno diritto, con muso di forma conica incurvato verso il basso. Bocca piccola, in posizione inferiore, con apertura orale ornata da tre paia di barbigli tattili. Presenza di lobo mentale sviluppato ed appuntito. Denti faringei uniseriati. Squame cicloidi piccole, profondamente inserite nel derma, difficilmente rilevabili al tatto. Occhi relativamente piccoli, con spina sottorbitale. Linea laterale breve. Una sola lamina circolare nei maschi. Origine della pinna dorsale situata circa alla corrispondenza con quella delle pinne ventrali. Livrea di fondo del dorso marrone più o meno scuro. Fianchi progressivamente più chiari procedendo verso il ventre bianco giallastro. Sotto Z4  i fianchi sono pigmentati di scuro. Le macchie delle zone di Gambetta sono di colore grigio scuro. Z2 e Z4 di dimensioni simili, con macchie indistinte, piccole o confluenti. Z3 formata da piccole macchie scure molto addensate ed indistinte, forma quasi una banda laterale. Pinne semitrasparenti. Pinne dorsale e caudale cosparse di piccole macchie scure.

Dimorfismo sessuale - Non evidente. I maschi sono provvisti di lamina circolare (paletta del Canestrini) e raggiungono dimensioni minori rispetto alle femmine.

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Habitat e abitudini - Specie diffusa in acque ferme o a corrente moderata di pianura o bassa collina, in  fiumi e torrenti, laghi e bacini artificiali, stagni, canali e zone paludose. Preferisce corsi d'acqua e bacini di dimensioni modeste e con acque non eccessivamente torbide. Frequenta microhabitat di scarsa profondità, a substrato molle prevalentemente fangoso. Specie fotofoba con abitudini notturne. Durante il giorno resta infossati nel substrato, emergendo solo con la parte superiore della testa. La massima attività si registra durante le ore crepuscolari e notturne, oppure durante le perturbazioni. Quando i corsi d'acqua subiscono forti magre, e la specie sopravvive in piccole pozze con basso livello di ossigeno disciolto, riesce ad assumere ossigeno atmosferico tramite una particolare sezione dell'intestino molto vascolarizzata. Non è particolarmente gregaria, gli esemplari sono solitari o formano piccoli branchi composti da pochi individui di varia taglia ed età. Da primavera alla fine dell'autunno C. punticulata staziona in prossimità delle rive in acque poco profonde, mentre durante la stagione rigida sverna infossata nel substrato.

Alimentazione - Specie essenzialmente carnivora, si ciba di piccoli invertebrati acquatici bentonici tra cui crostacei, insetti, anellidi etc. Nella dieta rientra anche detrito organico di origine animale o vegetale.

RiproduzioneLa riproduzione si svolge da primavera all'autunno, a seconda della temperatura dell'acqua e della portata dei corsi d'acqua. Le femmine presentano maturazione asincrona dell'ovario, e sono in grado di effettuare vari cicli di deposizione per stagione. La frega ha luogo in acque basse, ben ossigenate e ricche di vegetazione sommersa. La fecondità è piuttosto bassa, ogni femmina produce solo alcune centinaia di piccole uova adesive per stagione. Le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa.

Accrescimento - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (Assumendo Fecondità < 10.000). Specie di piccole dimensioni. La taglia massima segnalata è di circa 78 mm SL per le femmine, i maschi sono sensibilmente più piccoli.

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e a parassiti di varie specie. I principali predatori sono rappresentati da pesci ittiofagi, tra cui molte specie alloctone, ed uccelli come aironi, nitticore, garzette.


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Status della specie - Da IUCN il nome C. punticolata è attribuito alle sole popolazioni anatoliche, non risulta aggiornata a quanto riportato da Kottelar & Freyhof (2007). In Anatolia la specie è considerata presente in una singola località sulle coste del lago Manyas. Tutte le popolazioni risultano in declino, principalmente a causa di inquinamento di origine agricola ed urbana, anche se una parte notevole deve essere ricondotta ad eccessiva captazione idrica durante il periodo estivo, modificazioni degli alvei naturali come canalizzazioni, bonifiche e creazione di dighe ed altri sbarramenti idrici. La specie è anche minacciata da introduzioni di specie ittiche alloctone predatrici.

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata in pericolo critico (CR B1ab(iii)+2ab(iii), Critically Endangered).

Valore economicoNessuno. Talvolta utilizzato come esca per la cattura di pesci predatori o come pesce da acquario. Specie d'interesse faunistico.

Pesca - Inesistente. Occasionalmente viene catturato con piccole reti, per l'impiego come esca viva.

Galleria Fotografica

 

 

     
     

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