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La colmilleja del fiume Alagón,
Cobitis
vettonica, Doadrio &
Perdices 1997 |
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Caratteri
meristici - Pinna dorsale: II - III; 71/2.
Pinna anale: II - III; 6 - 7. Specie riconosciuta principalmente dalle
caratteristiche del DNA mitocondriale, sul campo molto difficile da
distinguere da C. paludica. |
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Descrizione
- Corpo allungato e appiattito lateralmente. Testa piccola, moderatamente
allungata, con muso conico inclinato in avanti. Bocca in posizione
inferiore. Barbigli corti, più o meno ottusi, il terzo paio più
sviluppato. Rispetto alle atre specie del genere i barbigli sono
estremamente brevi, a volte quasi impercettibili. Denti faringei
monoseriati. Occhio piccolo, posto in prossimità del profilo dorsale del
capo. Spina erettile bifida posta davanti al bordo inferiore dell'orbita.
Squame piccole, cicloidi, coperte da muco. Linea laterale breve, estesa
fino alla base della pinna pettorale. Pinna dorsale situata a metà della
lunghezza totale. Pinna anale con margine posteriore dritto o lievemente
convesso. Origine delle pinne
ventrali di poco anteriore alla
corrispondenza con l'inserzione della pinna dorsale. Pinna caudale con
bordo posteriore dritto o leggermente convesso. Le pinne pettorali hanno
lunghezza compresa 4.9 - 8.6 volte nella lunghezza standard nel maschio,
6.9 - 13.5 volte nelle femmine. Si osserva una sola paletta di Canestrini.
Livrea di colore variabile
secondo l'habitat e le condizioni fisiologiche dell'esemplare esaminato.
Dorso generalmente grigio bruno
o marrone, fianchi più chiari e ventre bianco giallastro. Sul capo
sono presenti numerose piccole striature e macchiette scure. La zona di
Gambetta Z4 è formata da macchie di forma arrotondata, ben evidenti e
separate nelle femmine e negli immaturi, con tendenza a formare linee
continue nei maschi. Pinne
translucide, semitrasparenti, di colore grigio,
giallastro o bruno giallastro, cosparse di
macchioline nere o brune disposte in linee orizzontali. |
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Dimorfismo
sessuale - Vi è un chiaro dimorfismo sessuale, con i maschi più
piccoli rispetto alle femmine. Nel maschio le pinne pettorali e ventrali
sono più lunghe, e sul secondo raggio delle pinne pettorali è presente la
lamina circularis o paletta di Canestrini. |
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Habitat
e abitudini
- Specie bentonica, diffusa
in laghi e corsi d'acqua di grande e media portata, con acque chiare e
fondale roccioso misto a sabbia e ghiaia. Ha abitudini fotofobe,
generalmente è attiva al crepuscolo e di notte, o in condizioni di cielo
coperto. Durante il giorno si nasconde tra gli anfratti del substrato, o
si seppellisce nella sabbia. Di indole stanziale e moderatamente gregaria,
tende a formare piccoli branchi composti da meno di 10 esemplari.
Preferisce acque calde o temperate, da
10 ºC a 25 ºC, con temperatura dell'acqua ottimale di circa 20 ºC.
Da primavera alla fine dell'autunno
si sposta in acque poco
profonde, lungo le rive o nelle secche,
in tratti a lenta corrente e substrato
sabbioso. All'arrivo dei primi
freddi si sposta in settori profondi e tranquilli, dove trascorre i
periodi più rigidi in stato latente, sepolta nel substrato o nascosta tra
gli anfratti del fondale.
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Alimentazione - Si alimenta catturando
con il muco delle
cellule branchiali le particelle alimentari presenti nel detrito
ingerito, per poi convogliare il secreto verso l'esofago. La dieta è
strettamente carnivora, comprende microinvertebrati bentonici, come crostacei copepodi e rotiferi,
insetti, vermi ed altri piccoli invertebrati. |
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Riproduzione
- La riproduzione si svolge da primavera ad estate inoltrata, secondo le condizioni
climatiche dell'anno in corso, quando la temperatura dell'acqua
raggiunge o supera
18 °C. La frega si svolge in acque poco profonde, ricche di
vegetazione sommersa. La deposizione avviene in più riprese ad intervalli.
Ogni femmina produce alcune centinaia di piccole uova per stagione. Le
uova sono adesive ed aderiscono al substrato. La durata dello
sviluppo embrionale è breve, con temperatura dell'acqua intorno al 20 °C
richiede 4 - 6 giorni. Alla schiusa le larve sono dotate di fototassi
negativa, si nascondono nella vegetazione o tra gli anfratti del substrato
fino al riassorbimento del sacco vitellino, successivamente iniziano a
condurre vita bentonica. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, Medio: 1.4 - 4.4 anni (assumendo
Fecondità < 10,000). La maturità sessuale viene raggiunta in entrambi i
sessi tra il secondo ed il terzo anno di età. Lunghezza massima
segnalata: 6 cm (maschio); 9 cm SL (femmina). La durata della vita è di
circa 5 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Specie ospite di parassiti dei generi Caryophyllaeus, Echinorhynchus, Gyrodactylus e
Ligula. C. taenia viene predata da numerose specie di pesci, uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e
serpenti d'acqua.
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Status
della specie - C. vettonica è endemica in Spagna, esclusiva
del bacino del fiume Alagón (Caceres e Salamanca), vicino al confine con
il Portogallo, dove occupa una superficie stimata di soli 50 chilometri
quadrati. La specie risulta complessivamente in declino. La popolazione
risulta frammentata, a causa della scomparsa della specie dal centro e
dalle zone inferiori del bacino, verificatasi negli ultimi anni, e la
conseguente dispersione degli esemplari in subpopolazioni di piccole
dimensioni. Il declino appare continuo, sia per estensione di area
occupata, sia per il numero di località dove C. vettonica risulta
presente. Secondo Doadrio & Perdices (1997), la sopravvivenza della specie
minacciata da vari fattori, in particolare da inquinamento e da pesca
indiscriminata e massiccia per impiego come esca (uso oggi severamente
vietato, assieme alla pesca). Nel tratto inferiore del bacino, C.
vettonica soffre la predazione da parte di numerose specie alloctone
introdotte nelle acque del fiume e delle numerose dighe presenti. Tra le
principali minacce ci sono anche l'aumento degli scarichi urbani, in
particolare durante la stagione secca, e lmassiccia costruzione di dighe,
a cui si aggiunge l'inquinamento prodotto da frantoi di olio e
dall'impiego di fertilizzanti azotati in agricoltura. Gli stessi autori
propongono come mezzi principali per la conservazione della specie la
depurazione adeguata dei residui urbani, agricoli e industriali, il
controllo delle specie esotiche, la proibizione della pesca della
colmilleja del fiume Alagón, e la creazione di zone protette che
comprendano i fiumi dove la specie è presente. |
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Protezione -
Nessuna. In Spagna viene proposto di classificare C. vettonica come
specie “En Peligro de Extinción” nel "Catalogo Nacional de Especies
Amenazadas", secondo il Real Decreto 439/90. La specie è catalogata come
“Sensibile alle alterazione dell'habitat” nell'Annesso I del "Catálogo
Regional de Especies Amenazadas de Extremadura", legge 8/1998 del 26 di
giugno. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) la specie è classificata in pericolo (EN
B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v), Endangered). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse commerciale. Le sue carni
sono buone dal punto di vista alimentare, potenzialmente utilizzabili per
fritture. Viene commercializzata viva, come pesce da esca e talvolta anche
come pesce d'acquario. Pesce d'interesse faunistico (endemismo iberico). |
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Pesca - Le piccole dimensioni della specie
escludono ogni interesse legato professionale o alla pesca sportiva. |
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