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Ruivaca, Achondrostoma oligolepis

(Robalo, Doadrio, Almada & Kottelat, 2005)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 30 - 38 + 2 - 3. File di squame tra la linea laterale e l'origine della pinna ventrale: 3 - 4 (di solito 3). Squame circumpeduncolari: 11 - 12. Raggi divisi sulla pinna dorsale: 6 - 8. Raggi divisi sulla pinna anale: 7 - 8.

 

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Descrizione - Corpo allungato a sezione trasversale ovale, lateralmente compressa. Profilo dorsale e profilo ventrale a curvatura quasi eguale. Testa relativamente piccola, con muso ottuso di lunghezza leggermente superiore al diametro oculare. La bocca leggermente rivolta verso il basso. Profilo ventrale della testa privo di angolo marcato in corrispondenza dell'articolazione mascellare inferiore. Labbra sono sottili prive di lamina cornea. Peduncolo caudale assottigliato poco prima della base di attacco della pinna caudale. Livrea variabile da grigio verde a bruno verde sul dorso, fianchi più chiari con forti riflessi argentei, ventre bianco argenteo. Pinne semitrasparenti, più scure la dorsale e la caudale, con riflessi arancio giallastri quelle della parte inferiore del corpo. Base delle pinne pari e della pinna anale di colore rosso arancio più o meno marcato.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. I maschi sono generalmente più snelli delle femmine.

 

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Habitat e abitudini A. oligolepis vive di preferenza in fiumi planiziali a corso lento o moderato, con substrato di vario genere, da fangoso a duro, ricco di vegetazione sommersa, di alghe filamentose e di alghe epilitiche. Vive in branchi, spesso in associazione con altri ciprinidi. Si trattiene normalmente in acque basse ma, in grandi bacini, si può anche incontrare in profondità. Trascorre i mesi più rigidi in gruppo, riparandosi sotto grandi massi od anfratti del fondale, in stato latente o rallentando molto l'attività alimentare.

 

 

Alimentazione - Specie onnivora. La dieta è orientata verso la predazione di organismi bentonici, come vermi, insetti e loro larve, crostacei e uova di altri pesci, ma comprende anche plancton, detrito organico, sostanze vegetali, alghe filamentose ed epilitiche.

 

 

Riproduzione - La frega avviene dalla primavera all'inizio dell'estate, a seconda delle condizioni climatiche dell'anno in corso. Durante questo periodo i riproduttori compiono piccole migrazioni alla ricerca di fondali adatti alla deposizione. La frega avviene in aree a scarsa profondità, con acqua corrente in grado di fornire un sufficiente apporto di ossigeno alle uova. Dopo la fecondazione le uova aderiscono a pietrisco, massi, o ad altri elementi del substrato, come radici e ceppi sommersi. Lo sviluppo embrionale è relativamente breve, le uova schiudono in una decina di giorni. Dopo l'assorbimento del sacco vitellino, le larve iniziano a spostarsi autonomamente ed a cibarsi di microrganismi bentonici, detriti e microinvertebrati.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. Specie di piccole dimensioni, la lunghezza standard degli esemplari adulti supera raramente i 15 cm.

 

 

Predatori, parassiti e malattieA. oligolepis è soggetta a malattie virali ed a parassitosi. Tra i parassiti sono noti vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. Gli esemplari feriti e/o malati contraggono spesso infezioni micotiche letali. Oltre che di pesci e crostacei, uova, larve ed immaturi sono spesso cibo di larve acquatiche carnivore di insetti o di insetti acquatici predatori. La specie rientra nella dieta abituale di varie specie di pesci, tra cui specie alloctone recentemente introdotte. Anche gli uccelli ittiofagi contribuiscono alla rarefazione di questa specie. Più raramente può essere catturata da rettili acquatici (serpenti, tartarughe).

 


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Status della specie - Nonostante A. oligolepis risulti ancora relativamente comune in gran parte della sua area di distribuzione, molte popolazioni sono entrate in declino. Le cause principali della rarefazione della specie sono dovute alla generale riduzione di portata dei corsi d'acqua, principalmente imputabile a prelievo idrico eccessivo, ad inquinamento urbano ed agricolo, a modificazioni degli alvei ed interruzione degli areali per la costruzione di dighe ed altri sbarramenti invalicabili ai pesci in risalita. Anche l'introduzione di specie esotiche, sia predatrici, sia competitrici, minaccia seriamente la consistenza delle popolazioni della specie.

 

 

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Specie priva di valore commerciale. Notevole importanza scientifica come endemismo iberico.

 

 

Pesca - La specie non riveste nessun interesse per la pesca sportiva e professionale. Occasionalmente degli esemplari possono essere catturati mentre si insidiano altre specie, specialmente se si utilizzano la tecnica a razzolo con lenze fornite di galleggiante e radenti il fondo, o con camolere e moschere fornite di esche artificiali, nonché con la bilancia. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici.

 

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