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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Alburnus

Alburno comune,

Alburnus alburnus (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 45-48. Denti faringei: 2,5-5,2. Branchiospine: 16-22. Vertebre: 36-46. Pinna dorsale: II-IV/7-9. Pinna anale: III-IV/17-201/2. Pinne pettorali: 11-16. Pinne ventrali 6-9.

 

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Descrizione - Corpo allungato, snello, a sezione trasversale ellittica compressa lateralmente. Testa piccola. Lunghezza del muso minore del diametro dell'occhio. Bocca in posizione terminale, ad apertura nettamente nettamente obliqua e rivolta verso l'alto. Mandibola prominente. La retta ideale che passa per l'apice dei premascellari si colloca sulla parte superiore dell'occhio (vedere A. albidus). Squame cicloidi relativamente piccole e lassamente inserite nel derma. Denti faringei biseriati e  seghettati. Squame di tipo cicloide, piccole e lassamente inserite nel derma. Linea laterale con andamento parallelo al profilo ventrale del corpo nel tratto dalla coda alla pinna pettorale, incurvato anteriormente verso l'alto. Pinne ventrali con origine anteriore alla corrispondenza con la pinna dorsale. Pinna anale con origine posteriore alla corrispondenza con i raggi 4 e 5 della pinna dorsale. Pinna caudale biloba, con apici appuntiti e bordo posteriore incavato. Il colore complessivo è argenteo, con margine posteriore delle squame superiori dei fianchi grigio. Dorso variabile da blu scuro a verde oliva a blu verdastro, nettamente distinto dalla tinta più chiara dei fianchi. Sulla linea mediana del dorso si osserva una sottile linea scura. Negli esemplari in vita una leggera pigmentazione è presente a livello della linea laterale, ma questa non si addensa a formare una distinta striscia scura. Sopra questa area, se si osserva l'esemplare da una certa angolazione, si nota una striscia iridescente verde dorato. La striscia laterale scura è ben evidente negli esemplari conservati. Parte ventrale del corpo e superficie inferiore del capo di colore bianco perlaceo.  Iride argentea, con un anello giallo intorno al bordo esterno ed un altro più piccolo vicino alla pupilla. La parte superiore dell'iride può essere pigmentata di scuro. Pinne dorsale e caudale con raggi scuri e membrane translucide con riflessi giallastri. Le membrane possono essere leggermente pigmentate, particolarmente nella pinna dorsale. Pinne pettorali semitrasparenti, con bordo anteriore leggermente scuro, ed il resto della superficie sfumato di grigio giallastro o arancio, in alcuni esemplari la base è di colore giallastro. Pinne ventrali e pinna anale di solito quasi trasparenti ed incolori, anche se i raggi della pinna anale talvolta assumono una leggera tinta grigiastra con riflessi giallastri, arancio o rossastri. Bordo posteriore della pinna caudale di colore nerastro.

 

 

Dimorfismo sessualeNon evidente. Durante il periodo di frega i maschi presentano tubercoli nuziali sulla testa ed altri più piccoli sul bordo dei raggi delle pinne e sui bordi delle squame.

 

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Denti faringei

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Habitat e abitudini A. alburnus vive in acque ferme o a lento corso, non è particolarmente esigente rispetto alla qualità dell'acqua, ma risulta essente in ambienti a torbidità elevata od eccessivamente eutrofici. Nei laghi è frequente in ambiente pelagico, mentre nei fiumi si trattiene di preferenza lungo le sponde. Specie tipica di pianura, raramente si incontra a quote superiori ai 400 m. di indole gregaria, forma branchi composti anche da migliaia di individui. Nelle acque aperte lacustri i branchi effettuano spostamenti verticali, seguendo gli spostamenti stagionali e giornalieri del plancton. Si avvicinano al litorale soprattutto in coincidenza con il periodo di frega, anche se numerosi esemplari si trattengono in acque basse durante tutta la buona stagione. Nei fiumi gli alburni stazionano acque di scarsa o media profondità, più raramente si spostano in corrente, dove si spostano seguendo il cibo trasportato dalla corrente. La specie si alimenta durante tutto il corso dell'anno, rallentando l'attività solo nei periodi più freddi. Gli alburni svernano in branco radunandosi in profondità, seguendo la fluttuazione termica stagionale dell'epilimnio.

 

 

Alimentazione - La dieta di A. alburnus comprende microrganismi planctonici, crostacei bentonici, come gli anfipodi, insetti acquatici, alghe, diatomee, uova di pesce ed avannotti. Il regime alimentare mostra variabilità stagionali, in relazione con i cicli produttivi del plancton.

 

 

Riproduzione - In Europa la riproduzione si svolge da maggio ad agosto, con temperature dell'acqua non inferiori a 12 °C, l'optimum per la frega è di 15-16°C . In Azerbaijan il picco massimo della frega si verifica solitamente in giugno (Abdurakhmanov, 1962). Le aree di frega sono situate in acque basse con fondale duro, misto a pietrisco, sabbia e ghiaia. La frega si svolge con modalità collettiva in 3-6 riprese, ad intervalli di 9-11 giorni, generalmente nelle prime ore del mattino. Gli esemplari più anziani iniziano la frega per primi. La fecondità della specie supera le 10.000 uova. Le uova sono adesive ed hanno diametro di circa 1.4 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa.  Lo sviluppo embrionale richiede circa una settimana.

 

 

Accrescimento e resilienza -  Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni (tm=2-3; K=0.19; tmax=7; Fecondità=1.500). In entrambi i sessi la maturità viene raggiunta tra secondo ed il terzo anno d'età. Da uno studio effettuato in Russia (Berg, 1948-1949) risulta una lunghezza media per i maschi maturi di 9.7 cm, e per le femmine riproduttive di 10.5 cm. La velocità di accrescimento è variabile a seconda dell'ambiente, con tendenza ad una crescita maggiore negli habitat lentici. L'accrescimento stagionale ha maggiore intensità tra maggio e settembre. L'alburno raggiunge la dimensione massima di 25.0 cm TL con un peso di 60.0 g. La durata della vita supera i 9 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di parassiti, tra cui vari tipi di vermi trematodi, cestodi ed altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. Studi effettuati su esemplari iraniani hanno riscontrato la presenza dei parassiti monogenei Dactylogyrus parvus, Dactylogyrus alatus e Dactylogyrus chalcalburni (Molnár & Jalali, 1992) e di Clinostomum complanatum, un parassita in grado di indurre laringofaringite nell'uomo (Shamsi et al., 1997. Gli esemplari feriti e/o malati possono contrarre malattie micotiche gravi. A. alburnus costituisce una fondamentale fonte di cibo per molte specie di pesci predatori, in particolare per S. lucioperca. La specie viene predata anche da uccelli acquatici, come trampolieri, svassi, cormorani, e da rettili acquatici. Uova, larve ed immaturi sono spesso cibo di pesci, crostacei, insetti acquatici predatori, o larve acquatiche carnivore di insetti.

 


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Status della specieA. alburnus risulta ancora abbondante e e comune in gran parte del suo areale. La specie risulta molto adattabile ed è tra le specie che hanno meno risentito del degrado degli ambienti acquatici. In tempi più o meno recenti è stata introdotta in numerose località situate fuori dell'areale originario, dove spesso ha causato problemi ecologici collaterali. A. alburnus può dimostrarsi altamente nociva per le specie di ciprinidi autoctoni, superandole nella competizione alimentare e disturbando il loro ciclo riproduttivo.

 

 

Protezione - Generalmente nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La sua pesca riveste una certa importanza economica, specialmente in Europa orientale e nei paesi dell'ex URSS. Viene commercializzato fresco, refrigerata o conservato. Con le squame, contenenti cristalli di guanina, si produce la cosiddetta "essenza d'Oriente", che viene impiegata per colorare perle artificiali ed altra bigiotteria. Per ottenere 100 g di sostanza sono necessari circa 5.000 pesci. Nel basso corso del fiume Don, le catture annuali della specie ammontano a circa 30 tonnellate, equivalenti a più di 10 milioni di esemplari.

 

 

Pesca - La pesca professionale viene praticata, con reti volanti e a circuizione, soprattutto nei laghi e nei grandi fiumi. La specie è molto popolare tra i pescatori, che spesso conducono gare dedicate a questo ciprinide. La cattura è praticata durante tutto l'anno dai pescatori principianti per la semplicità della attrezzatura necessaria. Come esca viene impiegata quasi esclusivamente la larva di mosca carnaria, si possono tuttavia utilizzare anche pezzetti di lombrico e la mollica di pane. E utile effettuare la pasturazione durante l'azione di pesca. L'uso della "bilancia" viene riservato alla cattura di esemplari da utilizzare come esche per la pesca di pesci ittiofagi.

 

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