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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Alburnus

Alburno del Danubio,

Alburnus mento (Heckel, 1836)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 52-65 + 4. Branchiospine: 21-25. Denti faringei 2.5-5.2. Pinna anale: III-IV/15-171/2.

 

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Descrizione - Corpo slanciato a sezione trasversale ellittica, lateralmente compresso. Bocca in posizione superiore. Apertura orale nettamente inclinata verso l'alto. Mandibola prominente. Denti faringei biseriati. Lunghezza del muso minore pari o leggermente superiore al diametro oculare. Carena ventrale priva di squame anteriormente all'apertura anale, per una lunghezza di circa il 90% della distanza tra ano e base delle pinne ventrali, equivalente a quella di 8-12 squame. Pinna anale con origine scalata indietro di 11/2-21/2 squame rispetto alla corrispondenza con l'ultimo raggio della pinna dorsale. Lunghezza del peduncolo caudale pari 1.8-2.4 volte la sua altezza. Pinna caudale biloba e omocerca. Livrea del dorso variabile da verde oliva a blu verdastro, più o meno scura. Fianchi e parti laterali del capo argentei. Parte ventrale del corpo e superficie inferiore della testa di colore bianco. Iride argentea con bordi dorati. Pinne ialine, semitrasparenti, spesso con leggere sfumature giallastre o grigie. La pinna dorsale ha raggi e membrane leggermente pigmentati. Negli adulti in frega la base delle pinne pari appare di colore arancio o rossastro.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Durante il periodo di frega i maschi presentano numerosi piccoli tubercoli nuziali sulla testa e sul bordo dei raggi delle pinne. La femmina appare più tozza per la maturazione delle gonadi.

 

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Habitat e abitudini - Specie pelagica lacustre, si trattiene comunque anche lungo le coste. Durante il periodo di frega i riproduttori risalgono per brevi tratti gli affluenti per raggiungere aree adatte alla deposizione. La frega si svolge in zone a corrente sostenuta con substrato ghiaioso misto a sabbia a pietrisco. Gli adulti tornano ai laghi subito dopo la deposizione delle uova per alimentarsi. Costituisce branchi numerosi, composti da esemplari di taglia eterogenea, che si spostano negli strati superficiali della colonna d'acqua seguendo gli spostamenti giornalieri e stagionali del plancton. Durante la stagione rigida i branchi si spostano in profondità, sotto la linea del termoclino, dove stazionano senza interrompere la propria attività.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende prevalentemente microrganismi planctonici, ma vengono predati anche crostacei, insetti acquatici, alghe, diatomee, uova di pesce ed avannotti. Il regime alimentare mostra variabilità stagionali, in relazione con i cicli produttivi del plancton.

 

 

Riproduzione - La frega si svolge da maggio a luglio, con temperature dell'acqua non inferiori a 16-18 °C, in acque a corrente di circa 1 m/s. La maturazione dei gameti avviene a in tempi separati e la deposizione di verifica in più cicli con intervalli di una decina di giorni. La fecondità è relativamente elevata, ogni femmina produce diverse migliaia di piccole uova adesive. Dopo la fecondazione le uova aderiscono a ciottoli, pietre, o altri elementi del substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale relativamente veloce, richiede circa una settimana. Le larve si spostano a valle subito dopo la schiusa. A seconda della temperatura dell'acqua, le larve impiegano da una a due settimane per riassorbire il sacco vitellino.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni (assumendo Fecondità < 10.000). La maturità sessuale viene raggiunta tra il quarto ed il quinto di vita, le femmine maturano generalmente un anno più tardi dei maschi. Specie di medie dimensioni, raggiunge e  supera i 400 mm SL.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di parassiti, tra cui vari tipi di vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche gravi. Costituisce una fondamentale fonte di cibo per molte specie di pesci (Percidi, Esocidi ed altri ciprinidi), e per uccelli ittiofagi, come trampolieri, cormorani e svassi. Uova, larve ed immaturi sono spesso cibo di pesci, crostacei, insetti acquatici predatori, o larve acquatiche carnivore di insetti.

 


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Status della specieAlburnus mento risulta ancora abbondante e relativamente comune in tutti gli habitat compatibili della sua area di distribuzione. Si tratta di una specie robusta, molto feconda ed adattabile. Queste caratteristiche la rendono potenzialmente infestate se venisse effettuata la sua introduzione, accidentale o a scopo alieutico, in acque esterne alla sua area di distribuzione originale.

 

 

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La sua importanza economica è andata progressivamente diminuendo durante la seconda metà del secolo scorso. Attualmente viene catturata dai pescatori professionisti che insidiano specie più pregiate. Il suo impiego principale è l'utilizzo come pesce foraggio, ma viene comunque utilizzata per l'alimentazione umana. Apprezzato come pesce da frittura, a carni buone, anche se molto liscose.

 

 

Pesca - La pesca professionale viene praticata con reti da posta e bilance. La specie è molto popolare tra i pescatori. Come esca viene impiegata quasi esclusivamente la larva di mosca carnaria, si possono tuttavia utilizzare anche pezzetti di lombrico e la mollica di pane. E utile effettuare la pasturazione durante l'azione di pesca. L'uso della "bilancia" viene riservato alla cattura di piccoli esemplari da utilizzare come esche per la pesca di pesci predatori.

 

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