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Alborella del fiume Neretva,

Alburnus neretvae, Buj, Sanda & Perea 2010

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 40-48. Branchiospine: 17-26. Denti faringei 2.5-5.2. Pinna dorsale: III/8-9. Pinna anale: III/13½-15½.

 

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Descrizione - Corpo a sezione trasversale ellittica compresso lateralmente. Bocca in posizione superiore. Apertura orale nettamente inclinata verso l'alto, con vertice a livello del centro della pupilla o leggermente superiore. Denti faringei biseriati. Lunghezza del muso minore o pari al diametro oculare. Carena ventrale esposta per almeno 2/3 della distanza tra la base delle pinne ventrali e l'apertura anale. Pinna caudale biloba e omocerca. Livrea argentea, con colore di fondo variabile da verde oliva a blu verdastro sul dorso, fianchi più chiari procedendo verso il ventre bianco perlaceo. Se si osserva l'esemplare da una certa angolazione, si nota una striscia iridescente di colore verde dorato situata tra il dorso e la linea laterale. Una striscia trasversale scura, poco marcata, è presente sui fianchi. Iride argentea. Pinne semitrasparenti, ialine, spesso con leggere sfumature giallastre o grigie.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Durante il periodo di frega la femmina appare più tozza per la maturazione delle uova.

 

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Habitat e abitudini A. neretvae è particolarmente frequente nel corso medio ed inferiore del bacino del fiume Neretva, dove si incontra anche nella zona di estuario. Nel periodo di frega i riproduttori si spingono gono fino alle aree pedemontane per raggiungere le aree di riproduzione. La deposizione avviene in acque a corrente sostenuta, ben ossigenate, con substrato ghiaioso misto a sabbia a pietrisco. Forma branchi numerosi, composti da esemplari di taglia eterogenea, che si muovono nella colonna d'acqua seguendo gli spostamenti giornalieri e stagionali del plancton. Durante la stagione rigida i branchi si spostano in acque più calme e profonde, dove stazionano senza interrompere la propria attività.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende microrganismi planctonici, crostacei, insetti acquatici, alghe, diatomee, uova di pesce ed avannotti. Il regime alimentare mostra variabilità stagionali, in relazione con i cicli produttivi del plancton.

 

 

Riproduzione - La frega si svolge da tarda primavera ad inizio estate. La maturazione dei gameti avviene a in tempi separati e la deposizione di verifica a più cicli con intervalli di circa una decina di giorni. La fecondità è relativamente elevata, ogni femmina produce varie migliaia di piccole uova adesive. Dopo la fecondazione le uova aderiscono alla vegetazione o ad altri elementi del substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale relativamente veloce, richiede circa una settimana. A seconda della temperatura dell'acqua, le larve impiegano 7-14 giorni per riassorbire il sacco vitellino.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. In entrambi i sessi la maturità viene raggiunta al secondo anno di vita. Lunghezza massima segnalata: 119 mm SL.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di parassiti, tra cui vari tipi di vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche gravi. A. neretvae compare tra gli elementi dell'alimentazione di molte specie di pesci, rettili acquatici, ed uccelli ittiofagi, come trampolieri, cormorani e svassi. Uova, larve ed immaturi sono spesso preda di pesci, crostacei, insetti acquatici predatori, o larve acquatiche carnivore di insetti.

 


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Status della specieA. neretvae ha un'areale di distribuzione limitato (con area di occorrenza inferiore a 10.000 km²), ma è localmente abbondante ma non risulta essere in declino, anche se localmente alcune popolazioni possono essere minacciate da perturbazioni dell'habitat particolarmente gravi. Anche se nel bacino del fiume Neretva esistono minacce per altri pesci endemici, come specie invasive alloctone (ad es. Lepomis gibbosus, Sander lucioperca ed altri), dighe, prelievo idrico eccessivo, siccità ed inquinamento agricolo ed urbano, queste non sembrano avere impatto sulla specie tanto da farla rientrare in qualsiasi categoria di pericolo.

 

 

Protezione - Nessuna. Per l'Unione Europea la specie non è valutabile perché la sua area di distribuzione non rientra nel territorio dell'Unione. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Irrilevante, viene comunque utilizzata per l'alimentazione umana. A. mentoides ha un notevole interesse scientifico come raro endemismo delle acque interne della Penisola di Crimea.

 

 

Pesca - La pesca professionale è inesistente. La pesca sportiva si pratica con canne e lenze armate in maniera simile a quelle utilizzate per la cattura delle alborelle.

 

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