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Il genere Alburnus Rafinesque, 1820

 

Alburnus Rafinesque 1820. Ichthyologia Ohiensis [Part 5]. Western Revue and Miscellaneous Magazine v. 2 (n° 4): 235-242. Genere maschile. Specie tipo - Cyprinus alburnus Linnaeus 1758. Tipo per tautonomia. Genere proposto per le specie europee, ma non viene citata nessuna specie in particolare; la prima attribuzione di questa specie non è stata indagata. Anche in Rafinesque 1820:46.  Opinioni - Nomenclatura generica valida come Alburnus Rafinesque 1820, secondo Bogutskaya 1987:936, Bogutskaya 1997:163, Bogutskaya 1998:56, Bogutskaya et al. 2000:62, Hänfling & Brandl 2000:267, Bogutskaya & Naseka 2004:78, Freyhof & Kottelat 2007:205 [ref. 29339], Freyhof & Kottelat 2007: 213, Özuluğ & Freyhof 2007:233, Kottelat & Freyhof 2007:151, 161, Özuluğ & Freyhof 2008:307, Coad 2009:63, Buj et al. 2010:129, Perea et al. 2010:3, 14, Parin et al. 2014:67, Mousavi-Sabet et al. 2015:40, Elp et al. 2015:181, Jouladeh-Roudbar et al. 2015:862, Birecikligil et al. 2016:465, Esmaeili et al. 2017:34, Birecikligil et al. 2017:129, Bogutskaya et al. 2017:81, Mohammadian-Kalat et al. 2017:487, Mangit & Yerli 2017:1, Matveyev et al. 2017:360, Çiçek et al. 2018:8, Esmaeili et al. 2018:14, Freyhof et al. 2018:573, Freyhof et al. 2018:113, Özuluğ et al. 2018:29.

 

 

Sinonimi - Chalcalburnus Berg 1933:709. Faune de l'U.R.S.S. et des pays limitrophes fondée principalement sur les collections de l'Institut zoologique de l'Académie de Sciences de l'U.R.S.S. Poissons. Marsipobranchii et Pisces. Volume 3. Ostariophysi. Leningrad. Les poissons des eaux douces de l'U.R.S.S. et des pays limitrophes. 3-e édition, revue et augmentée. v. 3: 705-846. Genere maschile. Specie tipo - Cyprinus chalcoides Güldenstädt 1772. Tipo per designazione originale. Opinioni - Sinonimo di Alburnus Rafinesque 1820, per Bogutskaya 1997:164. Nomenclatura generica valida come Chalcalburnus Berg 1933, secondo Economidis 1986, Bogutskaya 1987:936, Bogutskaya 1998:54. Sinonimo di Alburnus Rafinesque 1820, secondo Freyhof & Kottelat 2007:207, Freyhof & Kottelat 2007:213, Özulug & Freyhof 2007:233, Özulug & Freyhof 2007:307.

 

  Genere Specie  
Alburnus

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Alborella meridionale

Alburnus albidus

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Alburno comune

Alburnus alburnus

Alborella

Alburnus arborella

Alborella del lago di Prespa

Alburnus belvica

Alburno carenato

Alburnus chalcoides

Alborella danubiana

Alburnus danubicus

Alborella della Georgia

Alburnus derjugini

Alborella del fiume Kura

Alburnus filippii

Alborella caucasica

Alburnus hohenackeri

Alborella di Tracia

Alburnus istambulensis

Alburno del Mare d'Azov

Alburnus leobergi

Alburno del lago Doiran

Alburnus macedonicus

Alburno del lago Mandras

Alburnus mandrensis

Alburno del Danubio

Alburnus mento

Alburno di Crimea

Alburnus mentoides

Alborella del fiume Neretva

Alburnus neretvae

Alburno pontico

Alburnus sarmaticus

Alburno del fiume Sava

Alburnus sava

Alburno di Schischkov

Alburnus schischkovi

Alborella del lago di Scutari

Alburnus scoranza

Alborella di Tessaglia

Alburnus thessalicus

Alburno del lago Vistonis

Alburnus vistonicus

Alburno del lago Volvi

Alburnus volviticus

 

Il genere include specie che tradizionalmente venivano incluse in due generi distinti: Aburnus e Chalcalburnus. La distinzione tra i due gruppi era basata sulla morfologia della carena ventrale (squamata o solo parzialmente coperta da squame), su numero e dimensioni delle branchiospine, e sul grado di separazione tra i denti faringei. I caratteri considerati mostrano variabilità e sovrapposizione in diverse specie di entrambi i gruppi così come all'interno di una stessa specie, e non hanno valore diagnostico a livello generico. La lunghezza della parte priva di squame della carena ventrale viene calcolata come numero di squame disposte lungo di essa, contate dall'ano in avanti. La lunghezza relativa delle branchiospine e dei filamenti branchiali viene usata per diagnosticare varie specie, Freyhof & Kottelat (2007 a-b), hanno utilizzato come carattere diagnostico la misura delle branchiospine presenti all'altezza dell'angolo tra i rami superiore ed inferiore del primo arco branchiale ed i corrispondenti filamenti branchiali disposti sul lato opposto dell'arco. In base ai dati rilevati dai due ricercatori, è emerso che molte sottospecie di A. alburnus e di A. chalcoides sono da considerare come specie valide.

 

 

Al genere Alburnus appartengono Leuciscidi di piccola e media taglia, ampiamente diffusi su tutto il continente europeo. Le specie appartenenti al gruppo sono caratterizzate dalla bocca supera o supero-mediana, con mascella inferiore più o meno sporgente. I denti faringei, seghettati e biseriati, sono disposti su due file, di solito in numero di 2 sulla fila anteriore e 5 su quella posteriore, hanno forma uncinata e superficie masticatoria seghettata. I barbigli sono sempre assenti. Le squame, di media grandezza sono cicloidi, sottili, debolmente inserite nel tegumento. Le pinne sono sostenute esclusivamente da raggi molli. La pinna anale ha base ampia, sostenuta da almeno 12 raggi completi (il primo indiviso e gli altri divisi), preceduti da due raggi rudimentali. La linea laterale e completa ed in posizione medio ventrale. Si tratta di un genere antico, resti fossili appartenenti a specie riferibili a questo gruppo sono stati ritrovati in giacimenti databili al Miocene. Il genere Alburnus risulta affine ai generi Squalus e Scardinius, con i quali in natura forma ibridi intergenerici.

 

 

Il genere comprende varie specie diffuse in Europa, nel Medio Oriente ed in Asia occidentale. In Italia sono presenti due taxa, A. alborella e A. albidus. Il primo è indigeno ed ampiamente distribuito in Italia settentrionale; sembra inoltre indigeno anche nelle Marche e nella parte settentrionale della Toscana, mentre nei bacini più meridionali dell'Italia centrale sono presenti popolazioni originatesi da materiale introdotto; lo stesso taxon è presente anche in Dalmazia. A. albidus rappresenta un endemismo dell'Italia peninsulare, dalla Campania e dall'Abruzzo fino alla Calabria.

 


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