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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Aspius

L'aspio, Aspius aspius (Linnaeus, 1758)

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 64 - 76. Branchiospine: 8 - 11. Vertebre 49 - 51. Denti faringei biseriati, 3.5-5.3. Pinna dorsale: II - III; 7 - 10 (di regola 8). Pinna anale: III - IV; 12 - 14½. Pinne pettorali: 14 - 17. Pinne ventrali: 7 - 9. Numero cromosomico 2n = 50 - 52 (Klinkhardt et al., 1995).

Descrizione - Corpo slanciato, a sezione trasversale ovale, compresso lateralmente. Bocca ampia, in posizione terminale, con apertura orale inclinata verso l'alto. Mandibola più lunga della mascella, provvista distalmente di un tubercolo che a bocca chiusa si inserisce in un incavo della mascella. Branchiospine clavate e molto corte. Denti faringei biseriati, di forma allungata ed uncinati. Occhi relativamente piccoli. Squame cicloidi piuttosto piccole. Presenza di un'affilata carena coperta di squame estesa dalla base delle pinne ventrali all'ano. Livrea del dorso più o meno scura, di colore verde oliva o verde grigiastro, spesso con riflessi blu. Fianchi argentei, con sfumature rosate o giallastre. Ventre bianco, con riflessi giallastri o rosei. Pinne translucide, la pinna caudale e dorsale sono scure, le pinne pari e la pinna anale possono assumere tonalità arancio o rosso mattone, soprattutto nel periodo riproduttivo.

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Durante la stagione della riproduzione, nei maschi si sviluppano tubercoli nuziali nella parte anteriore del corpo e le femmine appaiono rigonfie per la maturazione delle uova.

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Habitat e abitudini Specie diffusa in acque ferme o correnti, in fiumi di grande e media portata, grandi laghi e lagune costiere. Esistono popolazioni semianadrome nel Mar Nero e nel Mar Caspio. Si riproduce in acque basse, a corrente sostenuta, più o meno ricche di vegetazione sommersa e substrato misto a sabbia, ghiaia e pietrisco. Le popolazioni lacustri risalgono i maggiori affluenti per raggiungere aree di frega adatte. Le popolazioni semianadrome vivono prevalentemente negli estuari e nelle zone salmastre marine, risalgono i fiumi solo per la frega. L'ingresso in acqua dolce avviene in autunno (metà di ottobre nel fiume Terek), ed i riproduttori svernano nel corso inferiore del fiume, prima di iniziare la montata primaverile. Gli esemplari più grandi conducono vita solitaria o si spostano in piccoli gruppi, mentre gli immaturi formano branchi relativamente poco numerosi. Sia gli esemplari di fiume che quelli lacustri svernano in acque profonde, ma non interrompono mai l'attività alimentare.

Alimentazione - Predatore attivo, veloce ed eclettico, in grado di riunire caratteri evolutivi (morfologici, etologici) vincenti di salmonidi ed esocidi. Nei primi mesi di vita si nutre prevalentemente d'invertebrati, ma le abitudini ittiofaghe si manifestano precocemente ed alla fine del primo anno di vita la sua dieta appare gia costituita in maggioranza da pesci. Gli adulti si nutrono generalmente di pesci (alborelle, sperlani, leucischi ecc.), ma predano anche anfibi anuri ed urodeli, giovani serpenti acquatici, pulcini di uccelli acquatici, e piccoli mammiferi come ratti ed arvicole.

Riproduzione -  La frega si svolge da marzo ad aprile (a metà di maggio nel Volga), quando la temperatura dell'acqua supera gli 8 °C (Reno) o è di poco inferiore (4 - 6 °C, Terek). La fecondità è elevata, a seconda delle dimensioni ogni  femmina produce da 50.000 a 500.000 uova adesive, dal diametro di 2.4 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. A temperature dell'acqua comprese tra 8,5 e 12,5 °C, lo sviluppo embrionale richiede 10 - 17 giorni. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino le larve iniziano a cibarsi di plancton e microinvertebrati; a 2 - 3 mesi di età gli avannotti sono in grado di nutrirsi di piccoli pesci.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tm = 3 - 4; tmax = 11; K = 0.10 - 0.33; Fecondità = 50.000 - 1 milione). In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il terzo ed il quinto anno di vita. La crescita è relativamente rapida, gli esemplari raggiungono il peso di circa 1 kg al quarto anno di vita. In Iran i pesci catturati a scopo commerciale hanno generalmente età comprese tra i 3 ed i 6 anni, con lunghezze oscillanti tra 38.1 e 56.7 cm e peso di 631 - 2.241 g (Razivi et al., 1972). In Europa centrale A. aspius supera raramente i 60 cm SL, mentre nei grandi sistemi idrografici dell'Europa orientale può raggiungere 80 cm. Sono segnalati esemplari record di 120 cm e 9 kg di peso. La durata della vita supera i 15 anni, ma in media è di 7 - 8 anni.

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie di origine virale e batterica e d è ospite di varie specie di parassiti. Molnár e Jalali (1992) riportano la presenza del trematode monogeneo Dactylogyrus tuba in esemplari pescati nel fiume Safid Rud. Gli individui più giovani sono predati da altri pesci ed ucceiili ittiofagi. Gli esemplari di taglia maggiore possono divenire prede per i grandi pesci come il siluro e lo storione e di uccelli come il falco pescatore e l'aquila di mare. Nel Mar Caspio questi pesci vengono catturati anche dalla foca (Pusa caspica).


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Status della specie - La specie appare ancora relativamente abbondante e comune in gran parte della sua area di diffusione. Localmente alcune popolazioni possono risultare in declino, specialmente in Europa centro occidentale. Le cause del decremento della specie sono da imputare principalmente ad alterazioni dell'habitat, causate da modifiche dell'alveo come canalizzazioni e costruzione di dighe ed altri ostacoli privi di strutture che consentano di mantenere la continuità fluviale, o da fenomeni di inquinamento di varia origine. L'area di distribuzione di A. aspius è comunque in espansione, a causa di immissioni effettuate a scopo alieutico in aree dove la specie risulta alloctona. Nei luoghi dove la specie si è acclimatata ha causato danni ecologici, sia per predazione verso i pesci autoctoni, sia per la competizione alimentare con altre specie ittiche predatrici.

Protezione - In vari stati esistono periodi di divieto di pesca e misure minime di cattura, di regola 28 - 35 cm. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

Valore economico - Specie di interesse commerciale per i paesi rivieraschi del Mar Caspio. Carni considerate saporite soprattutto nei paesi dell'Europa orientale de dell'ex URSS. Non abbiamo dati recenti sulla quantità di catture di questa specie. Nevraev (1929) segnala catture oscillanti tra i 267 ed i 2.429 esemplari per il periodo dal 1914 - 1915 al 1917 - 1918 nella regione di Anzali in Iran. Per la stessa località Holčík & Oláh (1992) riportano la pesca di 45.2 t e di 36.1 t rispettivamente per il periodo 1969 - 1970 e per il 1970 - 1971, equivalenti all'84% ed al 69% del totale delle catture di questa specie in acque iraniane. Negli anni compresi tra il 1921 ed il 1930 la media annuale di catture nel basso corso del fiume Kura era di 249.000 esemplari, Nel 1936 in Azerbaijan furono catturati più di 300.000 pesci.

Pesca - In Russia, Ucraina, Daghestan, Kazakhstan e Uzbekistan la specie viene catturata dai pescatori professionisti con reti a strascico e da posta, nasse e palamiti. La pesca A. aspius è tra le più apprezzate dai pescatori sportivi che lo  insidiano soprattutto con esche artificiali, con tecnica a spinning o con canne da mosca.

Galleria Fotografica

 
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