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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Barbus

Il barbo del fiume Terek, Barbus ciscaucasicus Kessler, 1877

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 60 - 71. Branchiospine: 7 - 9. Pinna dorsale: II - III, 81/2. Pinna anale: I - II, 5. Pinne ventrali: 8. Numero cromosomico: 2n = 100.

Descrizione - Corpo allungato a sezione ovale, leggermente compresso in senso laterale a partire dal quarto posteriore dell'area predorsale. Bocca in posizione ventrale provvista di 4 barbigli. Labbro inferiore carnoso, con lobo mediano sprovvisto di solco posteriore. Ultimo raggio indiviso della pinna dorsale robusto, flessibile per circa il 30% della sua lunghezza, dotato posteriormente di 30 - 60 dentelli. Negli esemplari adulti l'altezza della pinna dorsale è pari al 10 - 15% SL, piegata indietro non raggiunge la corrispondenza con l'apertura anale. La pinna anale, piegata indietro, non arriva alla base della pinna caudale. Livrea del dorso variabile da bruno verde fino a bruno dorato, sfuma sui fianchi fino a diventare bianco giallastra sul ventre. Testa, schiena e fianchi presentano piccole macchie irregolari e punti di colore leggermente più scuro della tinta di fondo. Pinne ialine con sfumature di tinta simile a quella di fondo della livrea, prive di macchie o con una scarsa puntinatura non disposta in barre trasversali. Pinna caudale priva di chiazze o con macchie di grandezza inferiore al diametro della pupilla.

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

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Habitat e abitudini Fiumi e torrenti di montagna e collina con acque chiare, correnti e ben ossigenate.  Frequente nei corpi d'acqua di minore portata a corrente veloce, dalle sponde ben vegetate e con molti ripari in alveo. Specie bentonica, vive in piccoli branchi, composti da individui di età e taglia diversa. Nel comportamento è simile a Barbus carpaticus. Specie moderatamente fotofoba svolge massima attività nelle ore crepuscolari e durante le giornate di cielo coperto. Durante l'estate ricerca acque fresche ed ossigenate, comune in rapide e raggi. Nei mesi più rigidi si raduna in branchi  nelle pozze più profonde, dove resta in stato latente riparato in anfratti o sotto grandi massi.

Alimentazione - La dieta comprende crostacei, molluschi, anellidi, insetti e loro larve, come tricotteri, efemerotteri, plecotteri e ditteri (chironomidi, simulidi ed altri).

Riproduzione -  La frega avviene in più riprese da marzo a settembre, a seconda delle condizioni climatiche. I branchi spesso compiono migrazioni in risalita per raggiungere le aree di riproduzione, situate nel corso superiore di fiumi o torrenti. La deposizione avviene in acque poco profonde e ben ossigenate, con substrato misto a ghiaia, sabbia e ciottoli. Le femmine mature producono in media circa 9.000 uova. La frega è ciclica ed ogni femmina depone circa due o tre volte nella stessa stagione. L'incubazione dura da una a due settimane, le larve giacciono sul fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino. Successivamente restano nel luogo di nascita, dove conducono vita bentonica, alimentandosi di plancton, microinvertebrati e detrito organico. I riproduttori ridiscendono a valle dopo la frega.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La maturità sessuale viene raggiunta  tra il secondo ed il terzo anno di età nei maschi, mentre nelle femmine di solito al quarto. Dimensione massima segnalata: 50.0 cm TL. Età massima riportata: 7 anni.

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a parassiti, che si annidano principalmente nelle branchie, pinne ed epidermide, appartenenti ai generi Gyrodactylus, Dactylogyrus e Paradiplozoon. B. carpaticus è predato da pesci ittiofagi (salmonidi, altri ciprinidi, esocidi), uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua.


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Status della specie - Attualmente la specie non sembra essere in immediato pericolo, appare ben distribuita in quasi tutto il suo areale. Abbondante nel corso medio superiore dei fiumi, risulta infestante nel bacino del Don. Singole popolazioni,  possono essereminacciate da azioni antropiche come il prelievo idrico, l'inquinamento industriale ed urbano, modifica degli alvei e dalla pesca di frodo.

Protezione - Esistono leggi locali di protezioni, come misura minima e periodi di divieto, ma generalmente si riferiscono a specie del genere Barbus in senso lato. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

Valore economico - Specie priva d'interesse commerciale. Le carni sono ricche di lische e questa specie è poco stimata dal punto di vista alimentare. Localmente il pesce è apprezzato come frittura o pesce da zuppa ed è venduto fresco.

Pesca - Localmente viene praticata pesca semiprofessionale con con lenze calate a fondo, reti e con la bilancia. Nell'area di origine della specie è diffusa la pesca con mezzi illegali, come veleni od esplosivi. La pesca sportiva è quella classica per i ciprinidi reofili: a razzolo con canna fissa o a mulinello, Le esche più usate sono larve di mosca carnaria, lombrichi e larve di insetti acquatici.

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