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Il
barbo dell'Egeo,
Barbus cyclolepis
Heckel, 1837 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 64 - 71 + 3 - 4. Squame
tra l'origine delle pinne ventrali e la linea laterale: 10 - 13. Squame
tra l'origine della pinna dorsale e la linea laterale: 15 - 20. |
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Descrizione
- Corpo tozzo, scarsamente compresso ai lati, a sezione
quasi circolare. Muso lungo da 2.4 a 3.2 volte il diametro oculare. Barbigli
inferiori, se piegati all'indietro, lunghi fino alla
regione orbitale. Labbro inferiore carnoso, con lobo mediano evidente
negli esemplari superiori a 100 mm SL, ridotto ad un cuscinetto rigonfio
negli individui più piccoli. Ultimo raggio indiviso della pinna dorsale
robusto, seghettato posteriormente. Squame cicloidi, parzialmente
conficcate nel derma sulla zona anteriore dei fianchi. Altezza del
peduncolo caudale pari a 1.6 - 1.9 volte la sua lunghezza. Colorazione del dorso grigio bruna o grigio verde
con riflessi bluastri, Fianchi progressivamente più chiari, fino al ventre bianco
o bianco giallastro. Sul dorso e sui fianchi sono presenti gruppi di melanofori,
addensati a formare macchie irregolari di
grandezza inferiore al diametro della pupilla. Le pinne pari e la pinna anale
hanno riflessi rosso arancio più o meno brillante. La pinna dorsale e la caudale sono
di colore simile al dorso e presentano solo poche piccole macchie scure. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila,
diffusa in fiumi
e torrenti con acque chiare, correnti e ben ossigenate. Preferisce i
fondali sassosi o ghiaiosi. Gli
individui sono gregari, forma piccoli gruppi che grufolano sul fondale
alla ricerca del cibo. Può associarsi in branco con altri ciprinidi.
Specie moderatamente fotofoba svolge massima attività nelle ore
crepuscolari e durante le giornate di cielo coperto.
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Alimentazione - La dieta comprende quasi
esclusivamente larve di insetti acquatici, crostacei e anellidi. Vengono predate
principalmente larve di efemerotteri, ditteri, tricotteri e
plecotteri. |
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Riproduzione - La frega si svolge da
aprile a luglio, a seconda delle condizioni
climatiche e del regime dei corsi d'acqua. I branchi in frega migrano verso monte, per raggiungere i quartieri di riproduzione
situati su fondali ghiaiosi, sabbiosi o sassosi, poco profondi, dove
vengono deposte le uova. Le uova sono adesive ed aderiscono al substrato.
Le femmine effettuano deposizioni multiple, come dimostrano i differenti
stadi di maturazione delle uova osservati in femmine adulte. Si tratta di
un adattamento
alla variabilità di portata tipica dei bacini in cui la specie è diffusa. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo
minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K =
0.168; tmax = 6). Dimensione massima: 30.0 cm TL. Età massima riportata: 6
anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La
specie rientra nella dieta di molte specie di pesci ittiofagi (salmonidi, altri ciprinidi, esocidi),
uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua. |
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Status
della specie - La specie risulta ancora largamente diffusa ed
abbondate nella maggior parte della sua area di diffusione. L'area di distribuzione stimata è maggiore di
20.000 km². Localmente alcune popolazioni possono essere minacciate da
alterazioni ambientali di origine antropica, come inquinamento ed
eccessivo prelievo idrico durante i frequenti periodi di magra. Nel lungo
periodo l'introduzione di specie alloctone o di specie predatrici
destinate alla pesca sportiva, potrà causare problemi alla specie, per
competizione alimentare, predazione, o inquinamento genetico. |
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Protezione
- Nessuna, eccetto per leggi generiche a protezione di esemplari del
genere Barbus, misure che spesso non vengono severamente
applicate. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione
minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - La specie ha commercio limitato e soltanto locale; la sua
frittura è considerata comunque un piatto assai prelibato.
Barbus
cyclolepis ha una notevole
importanza scientifica come specie endemica. |
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Pesca - Questo barbo è catturato sia dai
pescatori sportivi sia da quelli professionisti, Praticata con frequenza,
soprattutto con lenze collocate a fondo o radenti il fondo, nonché con la
bilancia. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria,
lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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Galleria
Fotografica |
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