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Il
barbo pinnerosse,
Barbus
haasi Mertens, 1924 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie
laterale: 46 - 50 + 3 - 4. File di squame sopra la linea laterale: 8-11. File di
squame sotto la linea laterale: 5-9. Branchiospine: 9-13. Vertebre: 38-44.
Denti faringei: 5.3.2- 2.3.5. Pinna dorsale: III-IV, 7-9. Pinna caudale:
17. Pinna anale: III, 5. Pinne pettorali: 18. Pinne ventrali I, 8. |
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Descrizione - Corpo corto e robusto,
con altezza massima compresa tra il 7.2% ed il
26.3% della lunghezza standard. Testa grande, allungata, varia tra il 20.5% ed il 28%
LS. Occhio
relativamente più grande che in altre specie congeneri. Labbra grandi, carnose, con lobo mediano appariscente. Il labbro inferiore si
sposta indietro verso il dentale. I barbigli sono relativamente grandi,
anche considerando la maggiore grandezza del capo (Doadrio, 1984). B. haasii si distingue da tutte le altre specie iberiche e nord africane del
genere Barbus, per avere 5 denti faringei nella fila più esterna della
serie. I denti faringei delle specie di Barbus del gruppo iberoafricano, sono
caratterizzati dalla disposizione crescente delle loro creste, mentre in
B. haasii i denti non sono differenziati (Doadrio, 1990). B. haasii si
distingue da B. meridionalis per il terzo raggio indiviso della
pinna dorsale ossificato con, nella maggioranza degli esemplari, una
debole dentellatura. B. haasii si differenzia dalla specie del nord
Italia, B. plebejus, per il minor numero di squame sulla linea laterale,
per la morfologia delle mascelle e per l'analisi allozyme dei loci (Machordom
et al., 1995). La differenza più evidente tra B. haasii e B. barbus è data
dalle minori dimensioni e dalla debole dentellatura dell'ultimo raggio
della pinna dorsale. Il peduncolo caudale è alto e la sua altezza è circa
1.5 volte la sua lunghezza. L'origine della pinna dorsale, lunga,
slanciata e concava posteriormente, è posta circa alla metà del corpo,
allo stesso livello dell'inserzione delle pinne ventrali. La pinna anale è
normalmente molto lunga, raggiunge la base della pinna caudale. La tinta
della livrea è il carattere che distingue maggiormente B. haasii
dalle altre specie del genere Barbus. Colorazione di fondo delle
parti superiori giallastra, più scura dorsalmente. Piccole
macchie nere sono presenti alla base delle squame. Anche sul corpo è presente una
maculatura scura, con elementi più grandi di quelli di B. meridionalis.
Pur essendo numerose, le macchie non interessano lintera
superficie delle pinne. Durante il periodo di frega, la specie è
facilmente identificabile per il colore rosso od arancio della pinna
anale, di parte della caudale e delle pinne pari. |
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Dimorfismo sessuale
- Evidente nella la taglia: le femmine sono
più grandi dei maschi. Durante il periodo della riproduzione, in entrambi
i sessi il colore diventa più intenso. Nei maschi compaiono altri
caratteri sessuali secondari come i tubercoli nuziali nella parte
anteriore della testa (DOADRIO, 1984; Doadrio & Garzon, 1987). |
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Caratteristiche
osteologiche - l'etmoide è fine ed allungato, con una larghezza
massima pari a circa il 60% della sua lunghezza totale, e presenta
bordolaterale concavo. L'osso esoccipitale contatta e supera lo pterotico.
Il processo faringeo del basioccipitale è corto e largo, con cartilagine
faringea basioccipitale piccola. L'osso uroiale una piccola placca basale
un alto processo mediale. Il cleitro presenta una lunga branca superiore,
ed il suo bordo anteriore non appare così perpendicolare come nella branca
inferiore. I denti sono robusti e sono dotati di un uncino terminale, la
superficie masticatoria è debolmente sviluppata. La mascella ha un osso
palatino ben pronunciato. |
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Cariotipo - Il
cariotipo di B. haasii non è stato ancora studiato approfonditamente. In
base ad esami elettroforetici, B. haasii risulta essere una specie
tetraploide con 2n = 100 (Machordom, 1990; Machordom et al., 1990). La
condizione tetraploide è stata confermata da analisi condotte sul DNA
mitocondriale (citocromo b, e ATP sintetasi 8 e 9). La condizione
tetraploide è presente in tutti i membri del genere Barbus (Machordom e
Droadrio, 2001). |
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Caratteristiche
genetiche - L'analisi elettroforetica allozyme (Machordom, 1990;
Machordom et al., 1990) ha rivelato tre loci diagnostici per B. haasii,
non presenti nelle altre specie di Barbus iberici: aspartato aminesterasi
2.6.1.1 (AAT), malato deidrogenasi 1.1.1.37 (MDH) e fosfoglucomutasi
2.7.5.1 (PGM). L'analisi allozyme dimostra che B. haasii è strettamente
correlato a B. meridionalis. Il barbo pinnerosse è filogeneticamente
lontano dalle altre specie iberiche, inserite attualmente nel genere
Luciobarbus (Machordom, 1990; Machordom e Doadrio, 2001; Doadrio et al.,
2002). |
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Habitat
e abitudini- Si tratta di
una specie bentonica, che preferisce il tratto medio superiore di fiumi e
torrenti, in questa sua caratteristica ecologica ricorda più il B.
caninus italiano che il B. meridionalis. Vive in acque dal corso veloce, preferibilmente limpide e ben
ossigenate, dal fondo sabbioso, sassoso o ghiaioso con pietre e massi, al
di sotto dei quali suole rifugiarsi. Vive nello stesso habitat della trota
e di A. arcasii. Normalmente, a simili condizioni, corrispondono
corsi d'acqua di profondità non superiore a 1.50 m e non più larghi di
20m. B. haasi ha abitudini più
solitarie del resto dei barbi, comportamento da porre in rapporto con la
sua tendenza a colonizzare torrenti di basso livello trofico. Nei corsi
d'acqua più ricchi di alimento forma branchetti composti da pochi
individui. La tendenza solitaria viene meno durante la riproduzione,
quando è facile osservare branchi di barbi pinnerosse intenti alla frega.
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Alimentazione - La
dieta è carnivora e comprende fondamentalmente
macroinvertebrati bentonici, soprattutto larve di chironomidi,
efemerotteri e tricotteri (Sostoa et al., 1990). |
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Riproduzione
- La riproduzione ha luogo da aprile alla fine di giugno, a seconda
delle condizioni climatiche e del regime dei corsi d'acqua. I branchi in
frega si spostano in acque basse, su fondali ghiaiosi, sabbiosi o sassosi,
dove vengono deposte le uova. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al
substrato. Ogni femmina produce un numero di uova compreso tra 2.000 e 7.000.
Le femmine effettuano deposizioni multiple, adattamento legato alla
variabilità di portata tipica dei bacini in cui la specie è diffusa. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K = 0.17; tm = 1
- 4). Il maschio raggiunge la maturità sessuale prematuramente, alla fine
del primo anno di vita (Sostoa
et al., 1990).
Barbo di piccole dimensioni, nel fiume Ebro
non supera la lunghezza totale di 20 cm (Sostoa et al., 1990), non arriva
a 30 cm nella maggior parte dei fiumi dove è attualmente diffuso (Doadrio
& Garzon, 1987). La lunghezza media di 140 esemplari adulti ha dato un
valore di 158,6 mm (Doadrio e Perdices, 2003).
La durata di vita e di circa 5 - 6 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - B. haasii rientra nella
dieta di molte specie di pesci ittiofagi (salmonidi, altri ciprinidi,
esocidi), uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua. Viene parassitato, principalmente nelle
branchie, pinne ed epidermide da: Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus
bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon
homoion homoion. |
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Status
della specie - La specieè entrata in declino da circa 30 anni,
principalmente a causa di fenomeni antropici, come il prelievo idrico
eccessivo nei periodi di magra, inquinamento, e per l'immissione di molte
specie ittiche alloctone che danneggiano la specie sia per predazione
diretta, sia per competizione alimentare. |
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Protezione
- Nell'Annesso I
del "Real Decreto 1095/1989" della legge spagnola, si dichiara
specie oggetto di pesca. La
specie è elencata nell'Annesso V della Direttiva "Habitats" dell'Unione
Europea sotto il nome di B. capito.
La specie Barbus haasi è stata inserita
nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo 1994 (IUCN Red List), come
specie vulnerabile (VU A2ce+3ce, Vulnerable). |
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Valore
economico - Inesistente. Pesce d'interesse faunistico (endemismo
iberico). Le sue carni, piene di lische ma saporite, vengono generalmente consumate
fritte od in zuppa assieme ad altri tipi di pesci. |
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Pesca
- Praticata con frequenza, soprattutto con lenze collocate a fondo o
radenti il fondo, nonché con la bilancia. Le esche più idonee sono
costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti
acquatici. Si tratta di un pesce che oppone una resistenza
proporzionalmente notevole alla cattura. |
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