www.ittiofauna.org   contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Barbus

Il barbo mediterraneo, Barbus meridionalis

Risso, 1826

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 44 - 48. Squame sopra la linea laterale: 9 - 11. Squame sotto la linea -laterale: 6 - 9. Squame circumpeduncolari: 24 - 28. Branchiospine: 6 - 12. Vertebre: 35 - 43. Pinna dorsale: III -I V, 8. Pinna caudale: 17 - 19. Pinne pettorali: 18. Pinne ventrali: II, 7 - 8. Pinna anale: III, 5. Denti faringei: 5.3.2-2.3.5.

DescrizioneBarbus meridionalis, fa parte del genere Barbus sensu stricto, caratterizzato dalla formula dei denti faringei 5.3.2-2.3.5. Il corpo è piuttosto tozzo e diviene maggiormente robusto al crescere della taglia. La testa appare proporzionalmente piccola, più che in B. haasi. Le labbra sono dure, di spessore variabile anche se normalmente appaiono ben sviluppate, con il lobulo medio chiaramente visibile. Il labbro inferiore, separato dal mento da una profonda incisura, è continuo e completamente coperto da papille, come in tutte la specie del genere Barbus s. str.. I barbigli sono corti e sottili, il paio anteriore non raggiunge il bordo anteriore dell'orbita, mentre il paio posteriore non ne supera il bordo posteriore. Gli occhi sono relativamente piccoli. L'ultimo raggio indiviso della pinna dorsale non presenta dentellatura ed è meno robusto che nelle altre specie. Barbus meridionalis si distingue da B. barbus, specie con cui ha distribuzione simpatrica, per la minor robustezza e l'assente dentellatura dell'ultimo raggio indiviso della pinna dorsale. Le pinne pettorali, ventrali e caudale sono particolarmente corte. L'origine delle pinne dorsali e ventrali è situata allo stesso livello. La pinna dorsale è bassa ed a profilo convesso. Il peduncolo caudale è corto ed alto. La lunga pinna anale delle femmine raggiunge l'inserzione della pinna caudale. Le pinne sono coperte di macchie nerastre e la dorsale ha profilo convesso. Negli adulti, la colorazione del corpo ricorda le forme giovanili delle altre specie del genere Barbus. La livrea appare bruno verdastra e fittamente coperta di macchie scure, può variare in intensità e tinta a seconda delle condizioni dell'habitat. Le pinne presentano macchie scure disposte in righe. Gli adulti sono di solito più scuri dei giovani.

Caratteristiche osteologiche - L'etmoide è lungo, con bordo laterale concavo nella parte superiore. L'osso prevomerino è grande. Lo pterosfenoide ed il parasfenoide sono estesamente connessi. Il parasfenoide è lungo, con la parte anteriore molto grande. Lo sfenotico è rettangolare, con un processo esterno debolmente sviluppato. L'osso pterotico non supera il bordo esoccipitale, come accade nel genere Luciobarbus. La parte faringea del basioccipitale è ridotta ed il processo faringeo è corto e largo. Le ossa circumorbitali sono ravvicinate. L'osso mascellare ha un largo processo palatino rivolto in avanti. L'osso uroiale ha il lato basale ridotto. Il lato basale dell'osso faringeo è piccolo. Il bordo anteriore del cleitro è perpendicolare alla faccia esterna della branca inferiore, mentre forma un angolo minore do 90° in B. haasii e B. peloponnesiacus. Le vertebre (da 35 a 43) caudali sono da 16 a 19 e le toraciche da 20 a 24.

Dimorfismo sessuale - Durante il periodo riproduttivo, i maschi hanno tubercoli nuziali diffusi su tutto il corpo. Generalmente le femmine sono più allungate dei maschi (Doadrio, 1984). Nelle femmine la pinna caudale è lunga e raggiunge la pinna caudale.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Variazioni - Le popolazioni francesi e spagnole di B. meridionalis sono geneticamente monomorfiche e all'incirca identiche morfologicamente (Machordom et al., 1990). Fino a poco tempo fa, B. caninus e B. meridionalis venivano considerati conspecifici da diversi autori, come Arbocco (1966), Oliva (1950) e Tortonese (1970). Altri autori, incluso Berg (1932) e Gunther (1868) e recentemente Bianco (1995) riconoscono B. meridionalis come specie valida. In recenti studi filogenetici sui geni del DNA mitocondriale, come quello del citocromo b, hanno evidenziato una considerevole divergenza tra B. meridionalis e B. caninus, ed essi sono stati considerati come due diverse linee di mtDNA (Tsigenopoulos e Berrebi, 2000). Attualmente B. meridionalis è considerato specie monofiletica, con areale ristretto al sud della Francia ed al nordest della Spagna.

Sottospecie - Fino a poco tempo fa a B. meridionalis venivano assegnate diverse sottospecie: petenyi, diffuso dall'est dei Carpazi fino alla Macedonia ed al nordest della Grecia; rebeli, presente in Montenegro, Albania e nordovest della Grecia; peloponnesius, della Grecia meridionale; caninus, del nord Italia. Attualmente questi taxa sono stati rimossi da B. meridionalis e considerati specie valide.

Cariotipo - Attualmente non abbiamo studi approfonditi sul cariotipo del barbo meridionale. Barbus meridionalis è una specie tetraploide, come tutte le specie del sottogenere Barbus s. str. 2n = 100.

Specificità proteica - Gli studi allozyme di Barbus meridionalis dal sud della Francia, hanno rivelato un'apparente mancanza di polimorfismo. La maggior parte delle popolazioni sono monofiletiche per i 35 loci analizzati (Berrebi et al.,1988). Differenze tra B. meridionalis e B. haasii, sono state osservate in sei loci che esprimono gli alleli di: Aat-2, aspartatoamminotranferasi; Mdh-2, malalto-deidrogenasi; Mdh-3; Pgi-2, fosfoglocoisomerasi; Pgm-1, fosfoglucomutasi; Pgm-2 (Machordom et al. 1990).

Nove sistemi enzimatici di B. meridionalis sono stati riscontrati differenti da quelli di B. barbus (Le Brun, 1988), mostrano differenze interspecifiche per i seguenti sistemi enzimatici: Aat, Ak (adenilato chinasi), Est-5 (esterasi), Gda (guanino deaminasi), Mdh, Pgm, Sod (superossido dismutasi), Ldh (lattato deidrogenasi), e 6Pgdh (6-fosfogluconato deidrogenasi).

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Habitat e abitudini - Il barbo meridionale vive nei fiumi e torrenti di montagna, con flusso rapido ed acque limpide ed ossigenate ed è molto sensibile all'inquinamento. Ciò nonostante, abbonda anche nel corso medi di alcuni piccoli torrenti mediterranei del nord della Cataluña (Sostoa et al., 1990) e in Francia colonizza anche il corso medio di fiumi pi grandi, come il Rodano. Il comportamento è simile a quello del barbo canino.

Alimentazione - Il regime alimentare del barbo meridionale è orientato su di una dieta a base di invertebrati,  non avendo la tendenza a nutrirsi di detriti vegetali per le caratteristiche tipiche del proprio habitat. La dieta è quindi prettamente carnivora e comprende larve di insetti acquatici, crostacei e anellidi. Particolarmente predate sono le larve di efemerotteri e di ditteri (chironomidi, simulidi ed altri).

Riproduzione -  La frega avviene tra la seconda metà di maggio e la prima metà di giugno. Le uova, alcune centinaia per femmina, sono deposte in acque basse tra i ciottoli del fondo. I branchi in frega attuano migrazioni verso monte, per raggiungere i quartieri di riproduzione situati su fondali ghiaiosi, sabbiosi o sassosi, poco profondi, ove avviene la deposizione.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (K=0.14; Fec=669). Si tratta di una specie di taglia relativamente piccola, lunghezza standard media x = 166.86 mm, che in Spagna supera raramente la lunghezza di 30 cm (Sostoa et al., 1990 ).

Predatori, parassiti e malattie -  Viene parassitato, principalmente nelle branchie, pinne ed epidermide da: Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon homoion homoion. I giovani esemplari vengono predati da pesci ittiofagi, specialmente specie alloctone introdotte. Gli esemplari più grandi possono essere vittime di uccelli ittiofagi e di pesci predatori più grandi. L'introduzione di S. glanis nelle acque iberiche rappresenta una potenziale minaccia per la specie.


  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Status della specie - Il barbo meridionale è in forte contrazione in gran parte dell'areale di distribuzione. Le cause principali sono essenzialmente la riduzione delle portate dei corsi d'acqua, che proprio nei tratti pedemontani subiscono in genere massicci prelievi idrici, l'inquinamento e le modificazioni antropiche sugli alvei e le immissioni sovradimensionate di salmonidi. 

Protezione - La specie è inserita nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitats naturali, come specie minacciata. Nella "Lista Roja de los Vertebrados de España" (Icona, 1986) figura come specie non minacciata. Nel ANEXO I del Real Decreto 1095/1989 (BOE 12.9.89), della legge spagnola,  si cita come specie oggetto di pesca. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata come prossima ad entrare in pericolo (NT, Near Threatened).

Valore economico - Specie priva di interesse commerciale. Le carni del barbo meridionale sono piuttosto scadenti e di conseguenza questa specie è poco stimata dal punto di vista alimentare. Occasionalmente viene commercializzato fresco o refrigerato.

Pesca sportiva - Praticata con frequenza, soprattutto con lenze collocate a fondo o radenti il fondo, nonché con la bilancia. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. Si tratta di un pesce che oppone una resistenza proporzionalmente notevole alla cattura.

Galleria Fotografica

barbus_meridionalis02.jpg (48546 byte)

barbus_meridionalis03.jpg (69911 byte)

barbus_meridionalis04.jpg (34180 byte) barbus_meridionalis01.jpg (79845 byte)
   Pag. 1 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4 Pag. 4

Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Barbus
www.ittiofauna.org Webmuseum
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org