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Il barbo del Peloponneso,
Barbus peloponnesius
Valenciennes, 1842 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie
laterale: 47 - 53. Squame circumpeduncolari: 20 - 24.
Branchiospine: 7 - 11.
Pinna dorsale: III, 7 - 9.
Pinne ventrali: 8. Denti faringei: 2.3.5-5.3.2. Numero cromosomico: 2n = 100. |
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Descrizione
- Corpo relativamente tozzo, a sezione trasversale ovale, leggermente
compressa lateralmente. Bocca ventrale con 4 barbigli. Labbro inferiore
con lobo mediano rigonfio. Linea ventrale
quasi rettilinea, dorso arcuato. Terzo raggio indiviso della pinna dorsale
debole, non seghettato posteriormente. Livrea del dorso
bruno verde, variabile fino a bruno nerastro. Fianchi progressivamente più
chiari, fino al ventre bianco o bianco sporco. Su dorso e fianchi si notano bande a forma di sella o macchie irregolari,
di colore poco più scuro della tinta di fondo e sfumature dorate o
rossastre. La maculatura è particolarmente evidente negli immaturi, mentre
spesso risulta quasi del tutto assente negli esemplari anziani. Pinne pari e pinna anale ialine, di colore bruno giallastro e con
riflessi arancio o rossastri, spesso macchie o strie bruno scure più o meno evidenti.
Pinna dorsale di colore simile a quello del dorso e con maculatura scura
marcata. Pinna caudale simile alla dorsale, ma con lobo inferiore
sfumato di arancio o rossastro, caratteristica particolarmente evidente negli esemplari più
grandi. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Preferisce acque chiare e ben ossigenate.
Presente fiumi, torrenti e in laghi dove frequenta principalmente le zone
prossime agli immissari ed emissari. Specie bentonica, vive in piccoli
branchi, frequentemente associati ad altri ciprinidi presenti nel suo
habitat. B. peloponnesius è moderatamente fotofobo, svolge massima
attività nelle ore crepuscolari e durante le giornate di cielo coperto.
Durante l'estate ricerca acque fresche ed ossigenate, comune in rapide e
raggi. Nei mesi più rigidi si raduna in branchi nelle pozze più profonde,
dove resta in stato latente riparato in anfratti o sotto grandi massi.
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Alimentazione - La
dieta comprende insetti acquatici e loro larve (tricotteri,
plecotteri, efemerotteri, chironomidi, simulidi ed altri), crostacei,
molluschi ed anellidi. Gli avannotti si cibano di microinvertebrati
bentonici e di plancton. |
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Riproduzione - La frega avviene da
marzo
a luglio, a seconda delle condizioni climatiche e della portata dei corsi
d'acqua. Le uova, alcune centinaia per femmina, sono deposte in acque
basse tra i ciottoli del fondo. I branchi in frega attuano migrazioni
verso monte, per raggiungere i quartieri di riproduzione situati su
fondali poco profondi con substrato misto a ciottoli, ghiaia e sabbia. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. La maturità
sessuale viene raggiunta in entrambi i sessi tra il secondo ed il terzo
anno di età. Specie di piccola taglia, le dimensioni dei singoli esemplari
sono condizionate dalla capacità trofica del corso d'acqua. Dimensione
massima segnalata 19 cm. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Viene parassitata, principalmente nelle
branchie, pinne ed epidermide da organismi dei generi Gyrodactylus, Dactylogyrus e Paradiplozoon.
La specie è predata da pesci ittiofagi (salmonidi, altri ciprinidi,
esocidi), uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua. |
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Status
della specie - La specie risulta
ancora relativamente abbondante in gran parte della sua area di
distribuzione. Anche se B. peloponnesius riesce a superare bene le
variazioni delle condizioni ambientali grazie alla sua elevata resilienza, ocalmente
alcune popolazioni possono entrare in declino. I principali fattori
di minaccia per la specie sono rappresentati dall'eccessivo prelievo
idrico effettuato nei periodi di magra, dalla canalizzazione dei corsi
d'acqua e dalla creazione di dighe od altri ostacoli invalicabili che
interrompano la continuità fluviale e dall'immissione di specie ittiche
alloctone o predatrici, effettuate in modo incontrollato od illegalmente. |
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Protezione
- La specie è elencata nell'Appendice III della Convenzione di Berna
come Barbus peloponesis. La specie è sottoposta a misure di
protezione, misura minima e periodi di divieto, dalla legge greca sulla
pesca. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione
minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse commerciale. Le carni sono piuttosto scadenti e di conseguenza questa specie è
poco stimata dal punto di vista alimentare. Occasionalmente viene
commercializzato fresco o refrigerato. Localmente il pesce è apprezzato
come frittura o pesce da zuppa. |
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Pesca - Praticata con frequenza, soprattutto
con lenze collocate a fondo o radenti il fondo, nonché con la bilancia. Le
esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi,
larve di insetti acquatici. Localmente viene catturato anche a scopo
commerciale. |
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Galleria
Fotografica |
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