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Il barbo italico, Barbus plebejus Bonaparte, 1839


Note sul nome italiano - Questo pesce viene spesso confuso con B. caninus e B. tiberinus.

Etimologia - Il nome plebejus deriva dalla parola latina che significa plebeo, nel suo significato di popolare o comune.

Nomi dialettali italiani - Piemonte - Barf. Lombardia - Barb. Veneto - Barbiol. Emilia Romagna - Barberi. Toscana e Lazio - Barbo, Barbio. Basilicata e Calabria - Barabbo.

Nomi comuni esteri - Francese - Barbeau du Po. Portoghese - Barbo-italiano. Inglese - Italian Barbel, Po Barb. Tedesco - Südbarbe, Po-barbe. Danese - Italiensk. Finnico - Italianbarbi. Polacco - Brzana balkanska. Repubblica Ceca - Parma jižní, Parma slovinská. Croato - Po mrena. Sloveno - Grba.

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Barbus Plebejus Bonaparte, 1839. "Iconografia della fauna italica per le quattro classi degli animali vertebrati" Tomo III. Pesci. Roma. Iconografia, v. 3 Fasc. 24-26, puntate 121-135, Fasc. 25, p. 216, pl. 110 fig. 1. Sinonimo senior, combinazione originale, nomenclatura ICZN valida. Opinioni - Nomenclatura valida come Barbus plebejus Bonaparte 1839, secondo Bianco 1988:154, Coad 1991:14 (con riserva), Coad 1995:13 (con riserva), Bianco 1995:307, Mrakovcic et al. 1995:184 (datato Valenciennes 1842), Kottelat 1997:50, Bianco 1998:127, Bianco in Banarescu & Bogutskaya 2003:339. Lectotipo designato da Bianco 1995:307.  Località tipo: Lago di Como, Italia. Tipo: lectotipo nella collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, n° ANSP 6183.

Barbus barbus plebejus Bonaparte, 1839. Iconografia, v. 3 Fasc. 25 Pl. 110 (fig. 1). Sinonimo senior, cambio di grado per "Barbus Plebejus" Bonaparte, 1839, nomenclatura ICZN non valida.

Barbus plebejus plebejus Bonaparte, 1839. Iconografia, v. 3 Fasc. 25 Pl. 110 (fig. 1). Sinonimo senior, cambio di grado per "Barbus Plebejus" Bonaparte, 1839, nomenclatura ICZN non valida.

Barbus Eques Bonaparte, 1839. Iconografia, v. 3 fasc. 25, punt. 129 Pl. 110 (fig. 2). Sinonimo junior, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Sinonimo di Barbus plebejus Bonaparte 1839, per Bianco 1995:307, Kottelat 1997:50, Bianco in Banarescu & Bogutskaya 2003:339. Sinonimo di Barbus tyberinus Bonaparte 1839, secondo Bianco in Banarescu & Bogutskaya 2003:427. Compare inizialmente come "Barbus plebius", senza caratteristiche distintive e non disponibile, in Cuvier 1829:273. Compare anche in Bonaparte 1839, fasc. 25 and pl. 110 come "plebejus" ed in Valenciennes in Cuvier & Valenciennes 1842:139 come "plebeius". Lectotipo designato da Bianco 1995:307. Località tipo: fiume Arno, Italia. Tipo: lectotipo nella collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, n°  ANSP 6145. Paralectotipi: ANSP 6144 (1), 6146-49 (4); ? USNM 10103 (3).

Barbus plebejus Cuvier, 1829: 273 (nomen nudum), ripetuto da Valenciennes, in Cuvier, 1842: 217: Nomen nudum, nomenclatura ICZN non valida.

Barbus plebeius Valenciennes, 1842. In Cuvier & Valenciennes. Histoire naturelle des poissons. Tome seizième. Livre dix-huitième. Les Cyprinoïdes. Hist. Nat. Poiss. i-xx + 1-472; v. 16 139 Pl. 462. Sinonimo junior, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Nomenclatura valida come Barbus plebeius Valenciennes 1842, per Lelek 1987:163 (descritto come plebejus). Sinonimo di Barbus plebejus Bonaparte 1839, secondo Bianco 1995:308, Kottelat 1997:50. Catalogo: Bertin & Estève 1948:22, Almaça 1969:1130. Compare inizialmente come "Barbus plebius", senza caratteristiche distintive e non disponibile in Cuvier 1829:273. Lectotipo designato da Almaça 1969:1130. Località tipo: fiume Po, Italia. Tipo: lectotipo al Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi, Francia, n° MNHN A. 3825. Paralectotipi: MNHN B-2581 [ex MNHN 3825] (1), 3828 (1).

Barbus plebejus lacerta (non Heckel, 1843). Errore d'identificazione, nomenclatura ICZN non valida.

Barbus plebejus ercisianus Karaman, 1971. Süsswasserfische der Türkei. 8. Teil. Revision der Barben Europas, Vorderasiens und Nordafrikas. Mitt. Hamb. Zool. Mus. Inst. 175-254; v. 67 204. Sinonimo ambiguo, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Discutibile sinonimo di Barbus plebejus Bonaparte 1839, secondo Kottelat 1997:50. Catalogo: Wilkens 1977:157. Località tipo: Ercis, Lago Van e acque presenti lungo la strada da Ercis a Patnos, Turchia. Tipo: nessuno. Sintipi: ZMH 3566 [13], 3567 [13].

Barbus plebejus kosswigi Karaman, 1971. Mitt. Hamb. Zool. Mus. Inst. v. 67 206. Sinonimo ambiguo, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Nomenclatura valida come Barbus kosswigi Karaman 1971, secondo Krupp 1985:22. Discutibile come sinonimo, ma anche come omonimo, di Barbus plebejus Bonaparte 1839, per Kottelat 1997:50. Catalogo: Wilkens 1977:157. Soggettivamente non valida; precedentemente occupata in "Barbus" da "Cyclocheilichthys kosswigi" Ladiges 1960. Località tipo: torrente Hamann, Beytilssebap, provincia di Hakkari, bacino del fiume Tigri, Turchia. Tipo: nessuno. Sintipi: ZMH 1159 [6].

 

Altri nomi

 

Barbus fluviatilis non Valenciennes 1842. In de Filippi, 1844, vol. 1: 594. Località: Lombardia, Italia.

Barbus plebejus Heckel & Knerr, 1858. In Heckel & Knerr, 1858: 82, fig. 28. Località: zone limitrofe a Milano e Trieste, Italia.

Barbus plebejus Nardo, 1860. In Nardo, 1860: 72. Località: fiumi dell'Adriatico superiore, Italia.

Barbus plebejus Steindachner, 1865. In Steindachner, 1865:142. Località: fiumi Isonzo e Soca, Italia e Slovenia.

Barbus plebejus Canestrini, 1858. In Canestrini, 1858: 72. Località: Italia e Istria.

Barbus plebejus Gunther, 1868. In Gunther, 1868: 88. Località: Lago Maggiore, Italia e Dalmazia.

Barbus plebejus plebejus Koller, 1926. In Koller, 1926: 172, Tab I, fig. 6 e 7. Località: Italia.

Barbus plebejus plebejus Gridelli, 1935. In Gridelli, 1935: 100. Località: nord  Italia.

Barbus plebejus plebejus Tortonese, 1970. In Tortonese, 1970: X, 274 fig. 11 A. Località: Italia.

Barbus plebejus plebejus Karaman, 1971. In Karaman, 1971: 200. Località: Italia e nord della Dalmazia.

Barbus plebejus Vucovic e Ivanovic, 1971. In Vucovic e Ivanovic, 1971: 179. Località: fiumi Soca-Isonzo, Zrmanja e Krka, zona nordest dell'Adriatico.

Barbus plebejus Bianco, 1988. In Bianco, 1988: 154. Località: Italia.

Barbus plebejus Gandolfi et al., 1991. In Gandolfi et al., 1991: 154. Località: Italia.

Barbus plebejus Bianco, 1994. Bianco, 1994: 154. Località: distretto Padano-Veneto.

 

Attribuzione di popolazioni - Bianco (1995b: 312) considera B. plebejus come specie ristretta ai fiumi dell'Italia e della Croazia afferenti alla parte nord del mare Adriatico e che il materiale reperito nel bacino della Vistola (Krupka & Holcik, 1976) sia da riferirsi a B. cyclolepis. Stratil et al. (1983) ritengono che il "B. plebejus" della Slovacchia sia probabilmente un ibrido tra B. barbus e B. petenyi. Lo status questi esemplari o gruppi di popolazioni può essere posto in discussione, ma la zoogeografia suggerirebbe che non siano conspecifici con B. plebejus. Secondo Kottelat le due specie nominali della Turchia, presenti nella lista dei sinonimi, non dovrebbero essere conspecifiche di B. plebejus ma il loro status rimane irrisolto; una terza specie (B. p. pergamonensis) è un sinonimo di B. cyclolepis. Analogamente Kottelat non ritiene che B. scincus Heckel, 1843 (p. 1049; località tipo: Aleppo, Siria) sia conspecifico con B. plebejus, come proposto da Almaça (1991: 70); Coad (1991: 14) lo tratta come sinonimo di lacerta Heckel, 1843 (p. 1045, pl. 2 fig. 1; località tipo: torrente Kueik vicino ad Aleppo, Siria).

Note sulla nomenclaturaBarbus plebejus kosswigi Karaman, 1971 è un omonimo secondario di Cyclocheilichthys kosswigi Ladiges. 1960 (p. 135, fig. 7), collocato in Barbus da Goad (1982: 263, 1991: 14). L'originale illustrazione di Barbus eques può essere identificata con B. plebejus. Dei sette sintipi di B. eques, presenti nella collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, n° dal 6144 al 6150, due sono esemplari di B. plebejus e cinque sono esemplari di B. tyberinus Bonaparte, 1839. L'illustrazione di fornita da Bonaparte somiglia più a B. plebejus che a B. tyberinus. Pertanto deve essere considerato sinonimo junior di B. plebejus piuttosto che di B. tyberinus (Bianco, 1995a).

Note sull'olotipo - I tre esemplari citati come sintipi di B. plebejus da Valenciennes, 1842, da Bertin ed Esteves (1948) come il lectotipo selezionato da Almaça (1969) conservato al Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi, Francia, n° 3825 "dal fiume Po", sono tipi di specie omonime junior. La prima descrizione di questa specie è stata fornita da Bonaparte, 1839. Nel lavoro di Cuvier (1829), il nome fu usato senza alcuna descrizione, condizione che lo rende nomen nudum e quindi non valido in nomenclatura. La descrizione fornita da Valenciennes è stata prima  pubblicata in  Cuvier & Valenciennes (1842). Karaman (1971) riporta il nome Barbus plebejus Bonaparte, 1832, ma in questo caso la data è sbagliata perché si riferisce alla pubblicazione del primo di dei 30 fascicoli della monografia di Bonaparte. La descrizione di Barbus plebejus compare nel venticinquesimo volume, pubblicato nel 1839 (Salvadori, 1888).

Il tipo proposto da Bonaparte fu depositato, assieme agli altri vertebrati della sua collezione, alla collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, dove è restato fino alla metà dell'800. Bohlke (1984) non riporta la locazione dell'esemplare di Barbus plebejus perché all'epoca della pubblicazione aveva notato che questa specie era stata originariamente descritta da Valenciennes. Bianco (2003) riporta che, durante il suo soggiorno all'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, trovò sei sintipi di B. plebejus in buone condizioni. Gli esemplari misuravano da 111 a 268 mm in Sl ed erano registrati sotto i numeri da 6183 a 6188. L'esemplare n° ANSP 6183, di 268 mm in Sl e 332 mm in lunghezza totale fu scelto come lectotipo (Bianco, 1995a). Ulteriori tipi designati da Bonaparte sono nella collezione del National Museum of Natural History di Washington, a seguito di uno scambio operato tra quella istituzione e l'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia (bianco, 2003).

Fonti bibliografiche principali - Un particolare ringraziamento al professor Pier Giorgio Bianco che ha messo a disposizione il suo lavoro su Barbus tyberinus pubblicato in "The Freswater Fishes of Europe", Vol. 5/II, Cyprinidae 2, part II: Barbus, edito da Petru M. Banarescu e Nina G. Bogutskaya, AULA - Verlag 2003, grazie al quale è stato possibile redigere questa scheda.

 

Distribuzione di Barbus plebejus secondo IUCN

 

In Italia la specie è autoctona. Barbus plebejus è endemico del distretto Padano-Veneto. La sua origine data dal Messiniano (circa 5.5 milioni di anni fa), ma l'attuale distribuzione è il risultato di eventi più recenti che si svolsero durante la fine dell'ultima glaciazione (ca. 12-15.000 anni fa) (Bianco, 1990). La specie è presente in quasi tutti i bacini del distretto Padano-Veneto, che include anche fiumi afferenti all'Adriatico da est e dal sud Italia, come i bacini del Krka e dello Zrmanje in Dalmazia ed il Vomano in Italia. (Bianco, 1995a; 1998). L'areale originario comprende il bacino del fiume Po e quelli dei fiumi afferenti al mare  Adriatico in Italia, Istria e Dalmazia fino al fiume Krka e al fiume Zrmanje (Bianco, 1995a; Vucovic & Ivanovic, 1971). Secondo Pavesi (1891), il barbo italicoè assente dai laghi Mergozzo, Pusiano e Sebino. Il limite sud sul fianco adriatico dell'Italia non può essere stabilito con certezza, perché questa specie è una di quelle maggiormente oggetto di semine ed introduzioni, in più non ci sono riferimenti certi pubblicati in precedenza (Bianco, 1995b). Nel distretto Tosco-Laziale, specialmente nei bacini dei fiumi Arno, Ombrone, e Tevere è certa la sua presenza in passato. Tra i pesci della collezione di Bonaparte, ora collocata nella collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, è stato rinvenuto un esemplare di Barbus plebejus designato come Barbus fluviatilis tyberinus Bonaparte, 1839. La località tipo, da cui questo esemplare era stato prelevato, è il fiume Tevere. Il campione presenta  72 squame lungo la linea laterale sul lato sinistro e 73 sul lato destro, in contrasto con le 47-63 tipiche dell'altra specie endemica il barbo tiberino, largamente diffuso in tutto il distretto Tosco-Laziale (Bianco, 1995a). Inoltre altri due esemplari di  Barbus plebejus erano catalogati come sintipi di B. eques Bonaparte, 1839, prelevati dal bacino del fiume Arno in Toscana. Se questi esemplari non sono stati soggetti ad uno scambio di posto, si deve concludere che anche  Barbus plebejus sia autoctono del distretto Tosco-Laziale. La cosa dovrebbe essere considerata possibile, perché esiste la possibilità che si siano verificati fenomeni di captazione fluviale, dovuti a sommovimenti tettonici, in grado di creare le condizioni adatte per una penetrazione di faune settentrionali nell'Italia peninsulare (Bartolini & Pranzini, 1988; Cattauto et al., 1988).

L'attuale area di distribuzione della specie è considerevolmente diversa da quella originaria, modificazione indotta dalle numerose introduzioni, problema che rende impossibile stabilirne i reali confini. In ogni caso, al Museo Zoologico dell'Università di Firenze sono presenti vari esemplari catturati nel 1878 nel fiume Cesano, nella regione Marche: Questi campioni hanno da 61 a 68 squame (ZMFU 2338). Questi campioni forniscono la prova che  l'areale originario della specie comprenda  anche la parte centrale dei fiumi afferenti al mare Adriatico in Italia.

Introduzioni - Secondo il Ministero Agricoltura e Foreste (1931), durante gli anni compresi tra il 1924 ed il 1930, sono stati ufficialmente realizzate introduzioni di ben 32 taxa realizzando scambi fra vari bacini idrogeografici. Tra questi taxa, 16 sono specie autoctone della penisola Italiana, come cavedani, barbi e scardole e Barbus plebejus. Durante questi 6 anni sono stati trasportati circa 50.000.000 di esemplari. Si può tranquillamente stimare che in 80 anni di piena attività si sia effettuata la traslocazione di circa 600 milioni di barbi nativi. In aggiunta ai due istituti tradizionalmente autori di tali immissioni e trasferimenti, i centri ittiogenici di Roma e Brescia, molti altri allevatori sono stati autorizzati a fornire materiale da ripopolamento. Secondo Zolletti (1958), all'epoca della sua pubblicazione, nel nord Italia esistevano circa 200 allevamenti, molti dei quali di ciprinidi nativi, come barbi e cavedani da destinare allo stoccaggio. il Barbus plebejus è una delle specie che più spesso è stata trasferita od immessa, sia per incrementare le popolazioni per la pesca sportiva, sia seminato assieme ad altre specie di ciprinidi sotto la dicitura "pesce bianco". Secondo Vitali & Braghieri (1983), pesci originari del bacino del Po, sono stati catturati vicino a Caorso dove è Barbus plebejus la specie predominante, e trasportati in diversi fiumi del nord e del centro Italia.

Come risultate delle massicce immissioni, è diventato comune in molti corsi d'acqua del distretto Tosco-Laziale, dove risulta difficile da distinguere dalla specie nativa Barbus tyberinus (Bianco, 1995a e b, 1998).

Nei fiumi della Liguria: Entella, Nervia, Lavagna e Parmagnola, Barbus plebejus è stato introdotto a partire dalla fine del 1964 (arbocco, 1966).

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