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Il
barbo dello Sperchios,
Barbus sperchiensis
Stephanidis, 1950 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 54 - 60 + 3 - 4. Squame
tra l'origine delle pinne ventrali e la linea laterale: 9 - 11. Squame tra
l'origine della pinna dorsale e la linea laterale: 12 - 16. |
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Descrizione
- Corpoa sezione ovale, poco compresso lateralmente. Bocca ventrale,
con 4 barbigli ai lati. Labbro inferiore con lobo mediano rigonfio. Terzo
raggio indiviso della pinna dorsale robusto, seghettato posteriormente,
negli adulti i dentelli sono presenti solo nella metà inferiore. Squame
cicloidi, inserite solidamente nel derma con eccezione della parte
anteriore dei fianchi. Colorazione del dorso più o meno scura, variabile
da bruno a verdastro con riflessi dorati. Fianchi progressivamente più
chiari, fino al ventre bianco o bianco giallastro. Sul dorso e sui fianchi
sono presenti gruppi di melanofori, addensati a formare macchie di
grandezza inferiore al diametro della pupilla, spesso organizzate in
chiazze di forma irregolare. Le pinne pari e la pinna anale hanno riflessi
rosso arancio più o meno brillante. La pinna dorsale e la caudale sono di
colore simile al dorso e presentano solo poche piccole macchie scure.
Talvolta la pinna caudale ha bordo esterno scuro. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila,
diffusa in fiumi
e torrenti con acque chiare, correnti e ben ossigenate e substrato duro
misto a sabbia e ghiaia. Specie
gregaria, forma piccoli gruppi che grufolano sul fondale alla ricerca del
cibo. Può associarsi con altri ciprinidi. Di indole moderatamente fotofoba
svolge massima attività nelle ore crepuscolari e durante le giornate di
cielo coperto. B. sperchiensis vive in corsi d'acqua soggetti a
forti escursioni stagionali di portata. Durante la stagione estiva, quando
grande parte del letto va in secca e si prosciuga, questi pesci trovano
rifugio sotto i salti d'acqua ed in pozze profonde, in grado di trattenere
sufficienti quantità d'acqua fino all'arrivo delle piogge autunnali. Nei
mesi più rigidi si raduna in branchi nelle pozze più profonde, dove
svolge attività ridotta o resta in stato latente, riparato in anfratti del
substrato o sotto grandi massi.
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Alimentazione - Dieta orientata quasi
esclusivamente su macroinvertebrati, come insetti e loro larve, molluschi, crostacei ed
anellidi. Nell'alimentazione rientrano anche detrito organico e modeste
quantità di sostanze vegetali. |
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Riproduzione - La frega si svolge da
primavera all'inizio dell'estate, a seconda delle condizioni
climatiche e del regime dei corsi d'acqua. I riproduttori si radunano
in branchi che migrano alla ricerca di zone di frega adatte, costituite da
aree di bassa profondità, con acqua corrente ben ossigenata e fondale
costituito da ciottoli ghiaia e sabbia. Le uova sono adesive ed aderiscono
al substrato. Come adattamento alla variabilità di portata tipica dei
bacini in cui la specie è diffusa, le femmine effettuano deposizioni
multiple, grazie alla maturazione in tempi diversi di gruppi di uova
ovariche. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo
minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Dimensione massima
segnalata: 20.0 cm TL. Età massima riportata: 6
anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La
specie rientra nella dieta di molte specie di pesci ittiofagi (salmonidi, altri ciprinidi, esocidi),
uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua. |
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Status
della specie - L'area di distribuzione è relativamente piccola,
l'estensione della zona di occorrenza è di circa 10.000 km² e comprende i
bacini di due fiumi in Tessaglia e due torrenti dell'isola di Eubea. Tutte
le località dove la specie è segnalata sono soggette ad un deterioramento
continuo dell'habitat, principalmente dovuto ad eccessivo prelievo idrico
nei periodi di magra. Anche l'inquinamento e l'introduzione di specie
alloctone sono causa di minaccia alla sopravvivenza della specie. Nel
lungo periodo l'introduzione di specie alloctone e di specie predatrici
per scopo alieutico, potrà causare seri problemi per competizione
alimentare, predazione, o inquinamento genetico. |
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Protezione
- Nessuna, eccetto per leggi generiche a protezione di esemplari del
genere Barbus, misure che spesso non vengono severamente
applicate. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) la specie è classificata come prossima ad
entrate in pericolo (NT Near Threatened). |
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Valore
economico - La specie ha commercio limitato e soltanto locale; la sua
frittura è considerata comunque un piatto molto prelibato.
Barbus
sperchiensis ha una notevole
importanza scientifica come specie endemica della Grecia. |
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Pesca - Praticata con frequenza,
soprattutto con lenze collocate a fondo o radenti il fondo, nonché con la
bilancia. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria,
lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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