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Il barbo di Crimea,
Barbus tauricus
Kessler, 1877 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie
laterale: 51 - 63. Branchiospine: 12 - 13. Denti faringei 2.3.5 -
5.3.2. Pinna dorsale: IV; 8. Pinna anale: III; 5. Pinne ventrali: 8. |
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Descrizione
- Corpo relativamente tozzo, a sezione semicircolare, bocca in
posizione ventrale dotata di 4 barbigli. Labbro inferiore con lobo mediano
rigonfio. Linea ventrale quasi rettilinea,
dorso lievemente arcuato. Ultimo raggio
indiviso debole, seghettato posteriormente nella parte centrale, i
dentelli sono presenti sul 50 - 70% della lunghezza del raggio. Squame
cicloidi, relativamente piccole e ben inserite nel derma. Sulle squame
sono presenti piccole creste epiteliali. Pinna dorsale con apice
leggermente appuntito e bordo posteriore concavo. Dorso verde oliva scuro, sfumato sui lati che prendono sfumature giallastre, il
ventre è bianco giallastro. Sui fianchi e sulla parte superiore del corpo
si osserva una marmoreggiatura di colore leggermente più scuro della tinta
di fondo costituita da macchie di forma e dimensioni irregolari.
Le macchie sono più evidenti negli immaturi e nei giovani. Le pinne pari e
la pinna anale hanno riflessi giallo arancio più o meno brillante. Pinne
dorsale e caudale di colore simile al dorso. Tutte le presentano piccole
macchie scure, più numerose sulle pinne impari, poco numerose od assenti
nelle pinne pari. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- La specie dimostra
una grande adattabilità, di incontra da torrenti montani con acque a
corrente veloce fino agli estuari salmastri, frequenta anche le acque
lente dei bacini artificiali. Risulta comunque più frequente a quote
comprese tra i 100 ed i 600 metri. Di indole gregaria, forma branchi
composti da esemplari di età e taglia diverse, spesso in associazione con
altri ciprinidi. B. tauricus incontra con
più frequenza nelle zone ombrose dei corsi d'acqua, dove siano presenti molti
ripari in alveo, luoghi dove trascorre le ore centrali della giornata.
Specie moderatamente fotofoba svolge massima attività nelle ore
crepuscolari e durante le giornate di cielo coperto. Trascorre i mesi più freddi in branchi,
nelle zone di maggior profondità, rimanendo in stato latente al riparo di
grandi massi od in anfratti.
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Alimentazione - La
dieta comprende principalmente microinvertebrati e macroinvertebrati
bentonici: larve di ditteri (Tipula, chironomidi), plecotteri,
efemerotteri, tricotteri, molluschi, anellidi e crostacei, talvolta preda
anche piccoli pesci. Entrano nella dieta sostanze vegetali e materiale
organico in decomposizione. |
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Riproduzione - La frega avviene da
primavera inoltrata fino ai mesi estivi, a seconda delle condizioni climatiche. Gli esemplari in frega
si raccolgono in branchi, per raggiungere aree adatte alla riproduzione,
generalmente rappresentate da correnti poco profonde, con fondali ghiaiosi, sabbiosi o sassosi.
A seconda del grado di maturazione delle uova ovariche, ogni femmina
depone da una a tre volte per stagione. Per ogni ciclo la femmina emette
alcune centinaia di uova non adesive. Dopo la fecondazione le uova vengono
trasportate dalla corrente tra i ciottoli e la ghiaia del fondo, dove
giacciono fino alla schiusa. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo
minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: più di 14 anni. I
maschi raggiungono la maturità sessuale a due anni, quando raggiungono una
taglia di circa 65 mm SL, mentre le femmine sono mature al terzo anno di
vita, quando misurano circa 100 mm SL. Dimensione massima segnalata: 70
cm. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Gli
esemplari di questa specie sono spesso ospiti di organismi
parassiti dei generi Gyrodactylus, Dactylogyrus e Paradiplozoon.
Questi barbi sono preda di pesci ittiofagi
(salmonidi, altri ciprinidi, esocidi), uccelli ittiofagi (airone,
nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua. |
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Status
della specie - La specie è ancora abbondante e comune nei torrenti
Bel Bek e Kacha, mentre risulta rara nei torrenti Salgir, Chornaya e nel
fiume Alma. Complessivamente B. tauricus è ritenuto in declino. Le
principali cause della rarefazione della specie sono il prelievo idrico
eccessivo e la forte pressione di pesca, spesso esercitata in periodi e
con mezzi non consentiti. Sono causa di minaccia anche inquinamento
urbano, agricolo ed industriale, le modifiche artificiali dei corsi
d'acqua e la creazione di dighe e sbarramenti invalicabili che
interrompono la continuità fluviale. |
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Protezione
- Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for
Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata
come specie vulnerabile (VU B1ab (i,ii,iii, v), Vulnerable). |
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Valore
economico - Specie priva di interesse commerciale. Le carni sono
comunque apprezzate dalla popolazione locale. Occasionalmente viene
commercializzato fresco o refrigerato. |
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Pesca
- B. tauricus viene occasionalmente catturato con le reti da
pescatori professionisti mente insidiano altre specie più pregiate. La
pesca sportiva è con frequenza, soprattutto con lenze collocate a fondo o
radenti il fondo. Le esche più idonee sono
costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti
acquatici. Si tratta di un pesce che oppone una resistenza
proporzionalmente notevole alla cattura. |
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