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Il barbo tiberino, Barbus tyberinus Bonaparte, 1839


Etimologia del nome - Il nome specifico tyberinus è derivato dal fiume Tevere, nel quale furono catturati gli specimen utilizzati per la prima descrizione della specie.

Nomi dialettali italiani - Valgono quelli in uso per B. plebejus.

Nomi comuni esteri - Inglese - Horse barbel. Ceco - Parma teverenská.

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Barbus tyberinus Bonaparte, 1839. Sinonimo senior, cambio di grado, nomenclatura ICZN valida. Revisionato da Bianco, 1995: 313 - 318. Località tipo: Italia centrale e meridionale. Tipo: lectotipo alla collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, n° ANSP 6152. Paralectotipi: nella stessa collezione, n° ANSP 6153 - 6179, cinque paralectotipi di B. eques sono presenti nella stessa collezione ANSP 6144 e 6146 - 6149.

Barbus fluviatilis tyberinus Bonaparte, 1839. Iconografia della fauna italica per le quattro classi degli animali vertebrati. Tomo III. Pesci. Fasc. 25, pl. 110 fig. 3. Sinonimo senior, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Nomenclatura valida come Barbus tyberinus Bonaparte 1839 , secondo Bianco 1995:313, Kottelat 1997:50, Bianco 1997:618, Bianco 1998:127, Bianco & Ketmaier 2001:194, Bianco in Banarescu & Bogutskaya 2003:427. Località tipo: fiume Tevere presso Roma, Italia. Tipo: lectotipo conservato nella collezione dell'Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia, n° ANSP 6152, designato da Bianco, 1995b: 313).

Barbus eques Cuvier, 1829: 273. Nomen nudum, ripetuto da Valenciennes, in Cuvier, 1842: 217. Nomenclatura ICZN non valida.

Barbus eques Valenciennes 1842. In Cuvier & Valenciennes 1842:141, Pl. 463. Histoire naturelle des poissons. Tome seizième. Livre dix-huitième. Les Cyprinoïdes. Historie naturelle des poissons. Tome Sixième. v. 16: i-xx + 1-472, Pls. 456-487. Omonimo junior di Barbus eques Bonaparte, 1839. Nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Sinonimo di Barbus tyberinus Bonaparte 1839, secondo Bianco 1995:313. Località tipo: Firenze, Italia. Tipo: lectotipo conservato al Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi, Francia, MNHN A.6913, designato da Almaca, 1969: 1131.

Barbus canalii Valenciennes, 1842. In Cuvier & Valenciennes 1842:143. Historie naturelle des poissons. Tome Sixième. v. 16. Sinonimo junior, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Sinonimo di Barbus tyberinus Bonaparte 1839, secondo Bianco 1995:313, Kottelat 1997:51, Bianco in Banarescu & Bogutskaya 2003:427. Località tipo: fiumi Topino (chiamato erroneamente Topico nel lavoro originale) e Tevere presso Perugia, Italia. Tipo: lectotipo conservato al Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi, Francia, MNHN 1412, e designato da Almaca, 1969: 1132. Paralectotipi: (2) collocazione attuale ignota.

Barbus fucini Costa, 1853. Fauna del regno di Napoli, ossia enumerazione di tutti gli animali che abitano le diverse regioni di questo regno e le acque che le bagnano, etc. Part 1; folio 7, figure 1 - 7. Sinonimo junior, combinazione originale, nomenclatura ICZN non valida. Opinioni - Sinonimo di Barbus tyberinus Bonaparte 1839, secondo Bianco 1995:313, Kottelat 1997:51, Bianco in Banarescu & Bogutskaya 2003:427. Località tipo: lago Fucino, Italia. Tipo: nessuno. Sintipi: conservati al Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi, Francia, MNHN 192, Bianco, 1995b: 313, MNHN NMW 54799 [1]).

 

 

Altri nomi

 

Barbus tyberinus (Bonaparte, 1839), Kottelat, 1997: "European Freswater Fishes" 50 - 51.

Barbus tyberinus (Bonaparte, 1839), Bianco, 1998: 234; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus fluviatilis plebejus (non Bonaparte, 1839), De Filippi, 1844; località tipo: Italia centrale.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Canestrini, 1866: 72 - 77; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Canestrini, 1880: 43; località tipo: Italia centrale.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Giglioli, 1874: 11; località tipo: Castelnuovo in Garfagnana, Fiume Arno a Firenze, Casentino (prov. Arezzo), fiume Volturno presso Venafro, Italia.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Vinciguerra, 1890: 28; località tipo: provincia di Roma, Italia.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Scotti, 1898: 42 - 43; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Supino, 1916: 40 - 41; località tipo: Italia centrale.

Barbus barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Koller, 1926: 172; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Brunelli & Chiappi, 1931: 274 - 275; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Bini, 1962: 471; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Tortonese, 1970: 471; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Karaman, 1971: 200; località tipo: torrenti Stura e Masone, provincia di Genova, Italia.

Barbus plebejus (non Bonaparte, 1839), Gandolfi, Zerunia,, Marconato & Torricelli 1991: 198 - 202; località tipo: Italia centrale e meridionale.

Barbus fucini (Costa, 1838), Bianco, 194: 463; località tipo: Italia centrale e meridionale.

 

Note sulla sistematica - Per lungo tempo ed anche attualmente, il barbo tiberino è stato considerato conspecifico di B. plebejus. Ad esempio, negli ultimi 50 anni sono stati estremamente rari i testi divulgativi  che considerassero la specie isolata dai gruppi di popolazioni padane. Alla luce dei nuovi studi di tipo cariologico e genetico, e grazie al lavoro di scienziati come P. g. Bianco, B. tyberinus ha ricevuto il rango di specie valida.

Fonti bibliografiche principali - Un particolare ringraziamento al professor Pier Giorgio Bianco che ha messo a disposizione il suo lavoro su Barbus tyberinus pubblicato in "The Freswater Fishes of Europe", Vol. 5/II, Cyprinidae 2, part II: Barbus, edito da Petru M. Banarescu e Nina G. Bogutskaya, AULA - Verlag 2003, grazie al quale è stato possibile redarre questa scheda.

 

Distribuzione di Barbus tiberinus

 

 

Areale originario - L'areale originario di B. tyberinus era probabilmente meno vasto di oggi. La variazione è stata determinata da progressive introduzioni (Bianco, 1995). Lungo il versante tirrenico della penisola, B. tyberinus è probabilmente indigeno in tutti i fiumi dei bacini compresi tra il fiume Magra a nord ed il fiume Sele al sud: Nel Lazio la specie è comune in ogni bacino, includendo quelli del Fiora, Marta, Mignone, Arrone, Tevere e Liri-Garigliano. Non è frequente nei laghi di Bolsena e Bracciano (Bianco, 1989) ed è assente da tutti gli altri laghi vulcanici del centro Italia (Vinciguerra, 1890). La specie è naturalmente assente nei bacini dei fiumi afferenti al mar Ionio. Sul versante adriatico della penisola B. tyberinus è documentato durante tempi storici ed attualmente, è presente in tutti i bacini della regione Abruzzo e nel fiume Ofanto, che segna il suo limite di espansione a sud sul versante est dell'Italia (Bianco, 1979). Il limite a nord, sul versante adriatico, non è stato ancora determinato con certezza. La specie è assente dai fiumi Fortore e Saccione della regione Molise (Bianco, 1975), dal lago Trasimeno (Moretti e Giannotti, 1966) e dal lago artificiale di Campotosto in Abruzzo: Nei fiumi del Distretto Padano-Veneto è stato riscontrato nel fiume Esino, in provincia di Ancona (Bianco, 1991) e nel bacino del Po, presso la città di Cuneo in Piemonte. B. tyberinus è probabilmente originario del Distretto Padano-Veneto, dal quale sarebbe poi penetrato nell'IItalia peninsulare a seguito di fenomeni di captazione correlati al movimento delle faglie, fenomeni che avrebbero determinato lo scambio di specie adattate al freddo tra il Distretto Padano-Veneto e quello Tosco-Laziale (Bartolini e Pranzini, 1988; Cattauto et al:, 1988).

Nella località tipo di B. fucini (= tyberinus), il lago del Fucino, la specie si è estinta nel 1874, a seguito della bonifica che ha comportato il prosciugamento del lago (Targioni Tozzetti, 1874).

B. tyberinus ed altre specie primarie d'acqua dolce è endemico delle regioni del sud Europa a partire dal Miocene, circa 5 MYA, quando i suoi antenati penetrarono nella regione Perimediterranea provenendo dalla Paratetide, durante la fase di lago-mare del Mediterraneano (Bianco, 1990). In ogni caso il barbo tiberino si e distinto da B. plebejus a causa di eventi di vicarianza.

 

 

Introduzioni - In Italia è ormai pratica corrente promuovere introduzioni di grandi quantità di pesce, principalmente provenienti da nord e destinati alle acque interne peninsulari. Questo trasporto di pesce ha avuto inizio come spostamento da una zona del bacino padano ad un'altra, ed è stato ufficialmente permesso per circa un secolo. tra la fine del diciannovesimo secolo ed il 1970, le due maggiori agenzie governative, I Centri Ittiogenici di Roma e Brescia, hanno promosso il trasporto pan-italico dei pesci d'acqua dolce. Il Centro Ittiogenico di Roma istituiva centri di allevamento nell'Italia centrale e meridionale, trasportando pesce da nord a sud, mentre il Centro Ittiogenico di Brescia curava le immissioni in tutto il nord Italia (Bianco, 1998b). 

Secondo il Ministero Agricoltura e Foreste (1931), durante gli anni compresi tra il 1924 ed il 1930, sono stati ufficialmente realizzate introduzioni di ben 32 taxa realizzando scambi fra vari bacini idrogeografici. Tra questi taxa, 16 sono specie autoctone della penisola Italiana, come cavedani, barbi e scardole. I barbi sono stati spesso trasportati dalle loro acque d'origine, in ogni altro fiume d'Italia (Bianco, 1998b).

Il Centro Ittiogenico di Roma ha trasferito per molto tempo popolazioni conspecifiche ed eterospecifiche di ciprinidi, dai bacini dei fiumi del nord, come il Po o l'Adige, fino al Tevere, al Lago Trasimeno ed ad altri corpi d'acqua dell'Italia centrale (Moretti e Giannotti, 1966; Sommani, 1979). Questo tipo di attività è stata incrementata durante gli ultimi 20 o 30 anni, fino a quando la gestione delle acque interne venne trasferita alle amministrazioni regionali e provinciali. Attualmente ognuna delle 95 province italiane possono operare indipendentemente in materia di gestione delle acque interne.

Tra le conseguenze delle massicce introduzioni B. plebejus, originario del nord Italia, è diventato molto comune il tutto il Distretto Tosco-Laziale, cioè negli stessi bacini dove è endemico B. tyberinus. Esemplari di B. tyberinus provenienti dall'area nord del bacino del fiume Magra, sono stati introdotti in Liguria nel fiume Bisagno (Arbocco, 1966; Bianco, 1995).

Nell'Italia meridionale B. tyberinus è stato introdotto nel fiume Basento della Basilicata, a seguito di materiale frammisto ad avannotti di trota (Bianco, 1987).

La specie è stata introdotta nel fiume Mignone (Cataudella et al., 1977), probabilmente da una popolazione del fiume Paglia, nel bacino del Tevere. Recentemente B. tyberinus è stato osservato anche nel fiume Mingardo (Bianco, pers comm).

Durante il IXX secolo, sono state introdotte popolazioni di B. tyberinus, provenienti dal Lago del Fucino, nel Lago di Scanno e nel Lago di San Domenico in Abruzzo (Riccardi, 1929). 

Per incrementare la pesca sportiva, la popolazione originale del fiume Amaseno è stata incrementata tramite semine di provenienti da altre località (Zerunian, 1984). A causa delle numerose, spesso sconosciute, introduzioni e semine, rulta quasi impossibile stabilire l'originale area di distribuzione della specie, ciò è particolarmente vero riguardo al versante adriatico dell'Italia peninsulare.

 

 

BibliografiaAnon., 2001 Fish collection database of the National Museum of Natural History (Smithsonian Institution). Smithsonian Institution - Division of Fishes.

Bianco, P.G. and V. Ketmaier, 2001 Anthropogenic changes in the freshwater fish fauna of Italy, with reference to the central region and Barbus graellsii, a newly established alien species of Iberian origin. J. Fish Biol. 59(Suppl.A):190-208.

Bianco, P.G., 1998 Diversity of barbine fishes in southern Europe with description of a new genus and a new species (Cyprinidae). Ital. J. Zool. 65:125-136.

Crivelli, A.J., 1996 The freshwater fish endemic to the Mediterranean region. An action plan for their conservation. Tour du Valat Publication, 171 p.

Hanel, L. and J. Novák, 2002 Ceské názvy zivocichu V. Ryby a ryboviti obratlovci (Pisces) 3., maloústí (Gonorhynchiformes) - máloostní (Cypriniformes). Národní muzeum (zoologické oddelení), Praha.

Hilton-Taylor, C., 2000 2000 IUCN red list of threatened species. IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, UK. xviii + 61 p.

Kottelat, M., 1997 European freshwater fishes. Biologia 52, Suppl. 5:1-271.

 


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