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Pesce rosso, Carassius auratus (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 26-31. File di squame sopra la linea laterale: 4-5. File di squame sotto la linea laterale: 6-7. Branchiospine: 38-47. Vertebre: 30. Pinna dorsale: III-IV/15-19. Pinna caudale: 17-19. Pinne pettorali: I/15-18. Pinne ventrali: II/7-8. Pinna anale: II-III/4-7. Denti faringei: 4-4.

 

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Descrizione - Corpo tozzo ed alto, lateralmente compresso, con peduncolo caudale corto e spesso. Testa a forma triangolare, con spazio interorbitale ampio, Muso lungo circa quanto il diametro oculare. Bocca terminale, piuttosto piccola, priva di barbigli, leggermente inclinata verso l'alto. Labbra sottili. I mascellari raggiungono posteriormente l'altezza della narice o il margine anteriore dell'orbita. Occhio di medie dimensioni. Denti faringei molariformi e monoseriati. Linea laterale completa, ad andamento pressoché orizzontale. Profilo della pinna dorsale generalmente lievemente concavo. Pinne dorsale ed anale provviste di un raggio semplice ossificato, robusto dentellato sul bordo posteriore. La colorazione della forma selvatica può assumere varie tonalità: dal grigio verde al grigio azzurro, fino a dorata. Sul dorso è scura, sfuma gradatamente sui fianchi fino a diventare biancastra sul ventre. Le popolazioni d'allevamento possono assumere un numero grandissimo di tinte e sfumature, da rosso acceso a bianco, da nero a pezzato. La selezione operata dagli allevatori ha prodotto anche una grande varietà di forme, fino a realizzare razze addirittura bizarre. Il pesce rosso selvatico viene regolarmente confuso con il carassio. Probabilmente quasi tutti i "carassi" presenti nel centro Italia sono pesci rossi o C. gibelio. C. auratus si distingue facilmente da C. carassius per il bordo superiore della pinna dorsale concavo, per il maggior numero di branchiospine, per il muso più appuntito e per la testa, in proporzione più grande. Più difficile risulta distinguere il pesce rosso selvatico dalla carpa di Prussia. C. gibelio tende ad avere un numero maggiore di branchiospine, corpo leggermente più compresso, con profilo dorsale meno arcuato, e pinna dorsale più lunga.

 

 

Dimorfismo sessuale - Durante il periodo della riproduzione, i maschi presentano piccoli tubercoli nuziali su gli opercoli e, talvolta, sulla porzione anteriore delle pinne pettorali.

 

    Comparazione tra le branchiospine del pesce rosso e del carassio, con illustrazione dei denti faringei.  
Carassius auratus Carassius carassius Denti faringei di Carassius auratus

 

Habitat e abitudini - Molti aspetti dell'ecologia e del ciclo biologico del pesce rosso sono simili a quelli del carassio. Ama le acque a corso lento o stagnanti, ricche di vegetazione. La specie è comune in laghi, stagni, paludi, fossati e fiumi con acque poco correnti. In alcuni ambienti di solito forma piccole popolazioni molto localizzate che tendono a ridursi e scomparire con il tempo, in altri le popolazioni sono numericamente più consistenti e stabili. Il pesce rosso risulta molto tollerante alle variazioni ambientali. Riesce a vivere in acque ferme altamente eutrofiche, con bassi livelli di ossigeno disciolto ed alte concentrazioni d'inquinanti. Sopravvive per diverse ore fuori dall'acqua (Pelz, 1987) o immerso nel fango. Sopporta bene elevata torbidità (fino a 225,000 mg/l di fango in sospensione), variazioni di pH comprese tra 4.5 e 10.5, elevate temperature dell'acqua (limite letale a 41.4°C), ed elevata salinità (17‰).

 

 

Alimentazione - La dieta è prevalentemente zooplanctonica, ma include anche insetti acquatici, crostacei molluschi, vermi, detrito organico, alghe filamentose, macrofite, uova di pesce ed avannotti, cambiando da un tipo di cibo all'altro a seconda delle circostanze. I pesci rossi sono provvisti di un organo palatale per assaggiare il cibo e le numerose branchiospine favoriscono l'assunzione di particelle alimentari microscopiche. Uno studio sul contenuto stomacale di esemplari selvatici e stato recentemente svolto in tre località irachene (Hussain et al., 2006). Ad Hawr al Hammar, la dieta è risultata composta per il 46.1% di alghe ed il 25.5% da diatomee, con una percentuale di piante, crostacei, insetti, lumache e pesci inferiore al 10% per ciascuna categoria. Ad Hawr al Hawizah  le percentuali erano 36.3% alghe, 21.3% diatomee, 17.5% copepodi, con piante, cladoceri, ostracodi ed insetti a meno del 10% ciascuno. Nella palude di Al Kaba'ish (= Chabaish) i risultati hanno dato il 45.5% di alghe, il 25.2% di diatomee, con piante, varie specie di crostacei, insetti e lumache a meno del 10% per ciascuna categoria.

 

 

Riproduzione -  Il periodo di frega coincide con temperature dell'acqua comprese tra i 15 ed i 20 °C, a seconda della latitudine e dell'altitudine va da primavera inoltrata fino circa ad agosto. Le uova sono deposte in più riprese, in numero di circa 200.000 per femmina. Le uova aderiscono alla vegetazione acquatica. Le larve schiudono dopo 5 - 8 giorni e misurano 3-4 mm. Il pesce rosso risulta affine sia a Carassius carassius, che alla carpa, Cyprinus carpio, specie con le quali da spesso origine ad ibridi. In condizioni naturali le uova emesse dalle femmine di carassio dorato possono essere attivate dai gameti maschili di varie specie di ciprinidi, tra cui le più frequenti sono Cyprinus carpio, Tinca tinca, Blicca bjoerkna, Scardinius erythrophthalmus, sviluppandosi senza che vi sia una vera fecondazione. Con tale modalità riproduttiva, detta ginogenesi, la prole riceve solo geni materni ed è perciò costituita esclusivamente da femmine. A tale proposito Sayad Borani et al. (2001) riportano che la popolazione di pesce rosso presente nella Laguna di Anzali Mordab, in Iran, appare costituita per il 99.3% da femmine e solo dallo 0.7% di maschi.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni (K=0.17; tm=1; tmax=30). A seconda della popolazione, la maturità sessuale viene raggiunta dal primo al quarto anno di età. Il pesce rosso è una specie di taglia media: in buone condizioni trofiche raggiunge normalmente lunghezza totale massima di 35 cm e peso di circa 1 kg; in casi eccezionali raggiunge la lunghezza totale di 45 cm e il peso di circa 3 kg.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche e portatrice delle stesse. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui vari tipi di vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. Tra i più noti parassiti della specie figurano protozoi del genere Myxobolus,copepodi del genere Ergasilus, cestodi del genere Caryophyllaeus, e trematodi dei generi Clinostomum, Dactylogyrus e Gyrodactylus. Gli esemplari feriti e/o malati contraggono spesso infezioni micotiche anche gravi. La specie rientra nella dieta di molte specie di pesci ed uccelli ittiofagi. Meno di frequente di rettili acquatici e, occasionalmente, di mammiferi. Uova, larve ed immaturi sono spesso cibo di larve acquatiche carnivore di insetti o di insetti acquatici predatori.

 


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Status della specie - Semine condotte in modo irrazionale hanno portato in epoca molto recente ad un fortissimo aumento di questa specie in gran parte delle acque europee. Benché manchino sfortunatamente accurate ricerche al riguardo, è difficile pensare che la diffusione e l'incremento dei peci del genere Carassius, che in molti casi ha assunto le caratteristiche di un autentica esplosione demografica, sia avvenuta senza effetti negativi a carico delle comunità ittiche preesistenti. Purtroppo tutte e tre le specie del genere sembrano ancora in fase di espansione demografica.

 

 

Protezione - Nessuna. Dove viene introdotto diviene specie infestante, e si rende necessario provvedere alla rimozione con reti o corrente elettrica ed emettere provvedimenti per scoraggiare la liberazione dei soggetti pescati. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie non viene citata.

 

 

Valore economico - Specie priva di interesse nel settore alimentare; è invece comunemente commercializzata come specie ornamentale. Carni insipide, ricche di lische, in Italia non vengono consumate.

 

 

Pesca - Nelle zone dove è diventato infestante, viene utilizzato come specie da gara. Viene pescato con lenze munite di galleggiante o posate al fondo, innescate con lombrichi, mollica di pane, larve di insetti. Spesso viene catturato per essere impiegato come esca viva per pesci predatori, come il luccio ed il lucioperca.

 

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