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La
carpa di Prussia,
Carassius gibelio (Bloch,
1782) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 29 - 33. Squame sopra la linea laterale: 7. Squame sotto la
linea laterale: 6. Branchiospine: 37 - 52.
Vertebre: 30.
Pinna dorsale: III-IV, 18. Pinna caudale: 17-19.
Pinne pettorali: I, 14. Pinne ventrali: II, 9. Pinna anale: II-III, 8. Denti faringei: 4-4. |
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Descrizione
- Pur essendo molto simile al carassio ed al pesce rosso, C.
gibelio si distingue dalle specie congeneri per la costante presenza
di un maggior numero di branchiospine e per il bordo superiore della pinna
dorsale diritto o leggermente concavo. Questi carattere lo rendono
immediatamente riconoscibile dal carassio. Rispetto al pesce rosso ha il
corpo leggermente più compresso in senso laterale, profilo dorsale
meno arrotondato, e pinne dorsale ed anale più lunghe. Testa a forma
triangolare, con spazio interorbitale ampio. Bocca terminale relativamente
piccola, priva di barbigli, leggermente inclinata verso l'alto. Labbra
sottili. Occhio di medie dimensioni. Denti faringei molariformi e
monoseriati. Linea laterale completa, ad andamento quasi orizzontale.
Pinne dorsale ed anale provviste di un raggio semplice ossificato, robusto
dentellato sul bordo posteriore. Colorazione di fondo variabile da grigio
verde a grigio bruno sul dorso, fianchi progressivamente più chiari fino
al ventre biancastro. Le cellule dell'epidermide, ricche di pigmenti
cristallini e melanofori, formano sulle squame e sulle superfici ossee del
capo riflessi argentei ed una finissima puntinatura scura. Le pinne
dorsale e caudale sono scure, con sfumature di colore simile alla tinta di
fondo. Le pinne pari e la pinna anale, più chiare, hanno spesso riflessi
rosati. |
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Dimorfismo
sessuale - Durante il periodo della riproduzione, i maschi
presentano tubercoli nuziali su gli opercoli e, talvolta, sulla porzione
anteriore delle pinne pettorali. |
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Habitat
e abitudini
- Molti aspetti dell'ecologia e del ciclo biologico della carpa
di Prussia sono simili a quelli del del pesce rosso e manifesta la stessa
grande tolleranza verso le alterazioni ambientali. Predilige le acque a corso
lento o stagnanti, ricche di vegetazione, specialmente i laghi con rive
paludose o i bracci morti dei grandi fiumi. La specie si trova anche in
piccoli stagni, pantani, paludi e torbiere. C. gibelio è gregario
e bentonico, i branchi si spostano sul fondo alla ricerca del cibo.
Durante il periodo invernale si infossa nel substrato in una sorta di
letargo. In questo stato, sembra che possa sopravvivere anche a
temperature bassissime.
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Alimentazione - La dieta è prevalentemente
zooplanctonica, ma include anche insetti acquatici, crostacei molluschi,
vermi, detrito organico, alghe filamentose, macrofite, uova di pesce ed
avannotti, cambiando da un tipo di cibo all'altro a seconda delle
circostanze. Le specie del genere Carassius sono provviste di un
organo palatale per assaggiare il cibo e di numerose branchiospine che
favoriscono l'assunzione di particelle alimentari microscopiche.
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Riproduzione
- La
carpa di Prussia è un ciprinide fitofilo, da maggio alla fine di giugno,
si riunisce in branchi per raggiungere zone di bassa profondità, ricche
di vegetazione sommersa, dove si svolge la frega. Le uova aderiscono alle
piante, tramite dei filamenti adesivi presenti sulla membrana
citoplasmatica. C. gibelio può ibridarsi con le altre specie del
genere Carassius
e con la carpa. Le uova emesse
dalle femmine possono essere attivate dai gameti maschili di varie specie
di ciprinidi, sviluppandosi senza che vi sia una vera fecondazione. Tale
modalità riproduttiva è detta ginogenesi, perché la prole riceve solo geni
materni ed è perciò costituita esclusivamente da femmine.
La complessità riproduttiva della specie si riflette nella composizione
genetica delle sue popolazioni. Esistono popolazioni costituite soltanto
da individui diploidi di entrambi i sessi, altre sono composte da
esemplari diploidi e tetraploidi maschi e femmine (con femmine in
maggioranza nei tetraploidi), altre infine sono formate solamente da
femmine tetraploidi. La ginogenesi rende la specie particolarmente
infestante, in presenza di altre specie di ciprinidi è in grado di
colonizzare un ambiente a partire da un solo esemplare femmina. Inoltre le
femmine di C. gibelio si comportano come parassite verso lo sperma
delle altre specie interferendo sulla frega degli altri ciprinidi. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (K
= 0.13; tm = 1-4). A seconda
della popolazione, la maturità sessuale viene raggiunta dal primo al
quarto anno di età.
In condizioni ambientali favorevoli, gli esemplari di questa specie
possono raggiungere i 40 cm di lunghezza ed i tre chili di peso. La durata
della vita supera i dieci anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Tra i principali parassiti della specie
figurano i protozoi del genere Myxobolus, i copepodi del genere Ergasilus,
i cestodi del genere Caryophyllaeus e i trematodi dei generi Clinostomum,
Dactylogyrus e Gyrodactylus.
Questi pesci sono predati da pesci (luccio, lucioperca, siluro, ecc.),
uccelli e rettili ittiofagi. |
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Status
della specie - Semine
condotte in modo irrazionale hanno portato in epoca molto recente ad un
fortissimo aumento di questa specie in gran parte delle acque europee.
Benché manchino sfortunatamente accurate ricerche al riguardo, è
difficile pensare che la diffusione e l'incremento dei peci del genere Carassius,
che in molti casi ha assunto le caratteristiche di un autentica esplosione
demografica, sia avvenuta senza effetti negativi a carico delle comunità
ittiche preesistenti. Purtroppo tutte e tre le specie del genere sembrano
ancora in fase di espansione demografica. |
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Protezione
- Nessuna. Dove viene introdotto diviene specie infestante, e si
rende necessario provvedere alla rimozione con reti o corrente elettrica
ed emettere provvedimenti per scoraggiare la liberazione dei soggetti
pescati. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) la specie non viene citata. |
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Valore
economico - Specie priva di interesse nel settore alimentare; è
invece comunemente commercializzata come specie ornamentale. Carni
insipide, ricche di lische, in Italia non vengono consumate, ma sono
apprezzate in molti paesi dell'Europa orientale e dell'ex URSS. |
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Pesca
- Nelle zone dove è diventato infestante, viene utilizzato come
specie da gara. Viene pescato con lenze munite di galleggiante o posate al
fondo, innescate con lombrichi, mollica di pane, larve di insetti. Spesso
viene catturato per essere impiegato come esca viva per pesci predatori,
come il luccio ed il lucioperca. |
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