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Savetta, Chondrostoma soetta, Bonaparte 1840

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 54-62. Branchiospine: 24-29. Vertebre. 44. Pinna dorsale: III/8-9. Pinna caudale: 17-19. Pinne pettorali: 15-18. Pinne ventrali: II/8-9. Pinna anale: III/11-131/2. Denti faringei: 6 (7)-6 (7).

 

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Descrizione - Corpo massiccio, allungato, a sezione trasversale ovale, leggermente compresso, con altezza massima pari al 25 -34% SL. Testa relativamente piccola, a forma conica, con muso appuntito ad apice arrotondato. Bocca in posizione ventrale, con apertura orale diritta. Il labbro superiore è prominente. Labbro inferiore provvisto di uno spesso margine corneo. Denti faringei uniseriati, lunghi ed a forma di coltello. Occhio di dimensioni medie. Peritoneo di colore nerastro. Squame cicloidi relativamente piccole. Linea laterale ad andamento coincidente con il profilo del margine ventrale. Pinne dorsale e anale con bordo posteriore concavo. Pinna caudale con lobi appuntiti e margine esterno ad incisura marcata. Pinne ventrali inserite a livello della corrispondenza con la base della pinna dorsale. Colorazione del dorso variabile da grigio cenerina, a grigio verdastra o grigio brunastra. Fianchi argentei, sempre privi di banda longitudinale scura. Ventre di colore bianco argentato. Pinne dorsale e caudale scura, con sfumature grigio verdastre. Pinna anale con leggere sfumature rosee. Pinne pari translucide, con sfumature giallastre, rossicce o color arancio più o meno marcate.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

  Anatomical details of C. soetta: conformation of the oral opening and  the face.  
Particolari anatomici di C. Soetta: conformazione dell'apertura orale e del muso.

 

Habitat e abitudini - Specie reofila diffusa in laghi e fiumi di portata medio elevata, con substrato duro misto a sabbia, ghiaia e pietrisco, e provviste di abbondante vegetazione sommersa. Frequenta prevalentemente corsi d'acqua di pianura, spingendosi fino ad una quota di circa 500 metri. Relativamente stanziale, bentonica e gregaria, C. soetta forma branchi di taglia ed età eterogenee anche molto numerosi, spesso in associazione con altri ciprinidi reofili. Durante l'estate i branchi stazionano frequentemente al riparo di grossi massi o della vegetazione sommersa, quasi sempre in prossimità rapide, in zone la cui profondità oscilla tra i 50 centimetri ed i due metri. In inverno si spostano in acque profonde, nascondendosi in anfratti o sotto grandi massi al riparo da forti correnti, dove restano in stato latente o svolgono attività ridotta. Effettua notevoli spostamenti tanto in ambiente fluviale che lacustre, specialmente durante la stagione di frega. Nei laghi la savetta frequenta acque superficiali in prossimità dei litorali solo durante i mesi più caldi.

 

 

Alimentazione -  Specie onnivora. Nella dieta ha ruolo fondamentale la componente vegetale, in particolare alghe epilitiche e diatomee. Nel regime alimentare rientrano discrete quantità di detrito organico ed, in misura minore, invertebrati bentonici, come insetti acquatici, molluschi, vermi e crostacei. Gli avannotti e gli immaturi più giovani si cibano di microinvertebrati e di plancton, con la crescita la componente vegetale aumenta progressivamente fino a divenire nettamente dominante. In tempi passati la savetta era considerata pesce dannoso, a causa del fatto che si ciba anche di uova di altri pesci.

 

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Riproduzione - La frega avviene da marzo a giugno, a seconda delle condizioni climatiche dell'anno in corso, ma con temperature dell'acqua non inferiori a 15 °C. Nei fiumi i branchi di riproduttori compiono migrazioni per portarsi in acque a corrente rapida, ben ossigenate, con substrato ghiaioso o sassoso. In ambiente lacustre si spostano in acque litorali con spiagge miste a sabbia e ghiaia o entrano negli immissari e negli emissari. La deposizione si svolge generalmente di notte. La fertilità è relativamente elevata, per stagione ogni femmina produce fino a circa 100.000 uova per stagione. Le uova sono adesive, di colore verdastro, e dal diametro di 1,5 mm. Dopo la deposizione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. Lo sviluppo embrionale richiede circa una quindicina di giorni.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. La maturità sessuale è raggiunta in entrambi i sessi tra il terzo ed il quarto anno di età, quando gli esemplari raggiungono in media una lunghezza di 15 - 20 cm. Una ricerca condotta nel fiume Ticino, ha dimostrato che l'accrescimento non è particolarmente veloce; le savette misurano 13-15 cm al 3° anno e 22-26 cm (100-200 g di peso) al 5° anno. In questa popolazione, l'età massima osservata è stata di 9 anni, per una lunghezza di circa 40 cm e un peso di circa 700 g. La relazione tra peso (P, in g) e la lunghezza totale (LT, in mm) è: 

 

P = 2,97 x l0-6LT 3.23

 

In due bacini artificiali dell'Appennino Tosco-Emiliano, dove la specie è stata introdotta in epoca recente, sono stati osservati tassi di accrescimento simili a quelli del Ticino ed è stato dimostrato che le femmine, a partire dal 5° anno d'età, hanno una velocità di crescita più elevata di quella dei maschi. Il tasso di sopravvivenza è minore per i maschi, nelle classi di età avanzate il rapporto sessi si sposta a favore delle femmine. Un altro studio è stato da noi effettuato sulla popolazione dell'invaso di Montedoglio in provincia di Arezzo. La savetta può raggiungere le dimensioni massime di 40 centimetri con un peso di circa un chilogrammo, ma in genere raggiunge una lunghezza media di 25 centimetri ed un peso che si aggira sui 250 - 300 grammi.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui vari tipi di vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei parassiti ed altri invertebrati. Gli esemplari feriti e/o malati contraggono spesso infezioni micotiche gravi. C. soetta fa parte della dieta di varie specie pesci (tra cui molte predatrici alloctone introdotte) ed uccelli ittiofagi, e di rettili acquatici. In Italia settentrionale la specie ha subito un calo notevole a causa della presenza di numerosi cormorani.

 


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Status della specieC. soetta è una delle specie che ha maggiormente risentito della costruzione di dighe e sbarramenti lungo il corso medio e inferiore dei fiumi. Questi ostacoli, impedendo gli spostamenti verso le aree adatte alla deposizione delle uova, hanno ridotto sia l'areale che la consistenza delle popolazioni. Inoltre, è proprio in corrispondenza di questi manufatti che durante la rimonta sono spesso pescate grandi quantità di savette, facilmente catturabili con reti di vario tipo. Sembra che la specie sia fortemente diminuita nella pianura Padana, soprattutto in alcune zone del Piemonte, della Lombardia e del Veneto, e che sia oggi rara o rarissima nel Lago Maggiore e nei laghi di Lugano, di Como, d'Iseo e di Garda (in questo frequenta unicamente i settori est e sud). L'introduzione della specie predatrice S. glanis e della congenere C. nasus stanno creando alla specie forti problemi di sopravvivenza. C. nasus, proveniente probabilmente da fiumi sloveni e croati,  danneggia la specie per competizione alimentare e riproduttiva. C. soetta è stata introdotta in corsi d'acqua dell'Italia centrale (Arno, Tevere), dove in assenza di competitori e di predatori particolarmente voraci, ha costituito popolazioni numerose e ben differenziate.

 

 

Protezione - Generalmente nessuna. Per questa specie è opportuna l'introduzione di misure di protezione, in particolare durante l'epoca della riproduzione, trattandosi di un endemismo delle acque italiane. La specie è inserita nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla conservazione della fauna selvatica europea e degli habitat naturali, come specie minacciata. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata in pericolo (EN B2ab(i,ii,iii,iv,v), Endangered).

 

 

Valore economico - Specie priva di valore commerciale. Carni piuttosto molli considerate di pessima qualità, ricche di spine; dopo la cattura si alterano con estrema rapidità e, comunque, prima di cuocerle sarebbe consigliabile eliminare la membrana peritoneale che dà loro un pessimo sapore.

 

 

Pesca sportiva - Praticata piuttosto attivamente, soprattutto con lenze munite di galleggiante radenti il fondo. Le esche più idonee sono costituite da lombrichi, larve di mosca carnaria, erbe acquatiche ed in particolare, in acque stagnanti, dalla mollica di pane. Risulta efficace la pasturazione durante l'azione di pesca. La savetta viene apprezzata dai pescatori sportivi, essendo un pesce che, alla cattura, si difende a lungo e vigorosamente.

 

 

Pesca professionale - Attualmente non è più praticata. Nei laghi prealpini a volte grandi la savetta viene catturata con le reti calate per catturare specie ittiche più pregiate.

 

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