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Linnaeus collocò tutti i
Ciprinidi nell'unico genere Cyprinus, che venne smembrato
prima da G. Cuvier e in seguito da L. Agassisiz, Heckel, Bonaparte;
quest'ultimo pubblicò un catalogo delle specie. Le specie
presenti nel catalogo furono enumerate con la rispettiva distribuzione geografica,
da Berg (1932), in un importante lavoro che
oggi appare superato in più punti. Una classificazione dell'intera
famiglia si deve a Kryzanovsky (1947), mentre Ramasami (1955)
svolse ricerche sull'osteologia e la filogenesi delle specie del
gruppo.
Nell'insieme,
questi Pesci offrono un aspetto complessivo alquanto uniforme,
soprattutto se si considerano quelli che vivono nelle regioni
temperate. Da questa uniformità derivano grandi difficoltà per la classificazione.
La determinazione
delle specie non è sempre facile; occorre tener conto della notevole
variabilità di certi caratteri. Le popolazioni che nei
diversi fiumi o laghi rappresentano una medesima specie
possono differire per la sagoma del corpo, per la forma del
muso, per il numero di squame sulla linea laterale e di raggi
nelle pinne, per certi dettagli della colorazione. Non mancano gli
endemismi.
I caratteri
meristici mostrano spesso un'evidente abbassarsi di valori
procedendo da nord a sud del loro areale, e le analisi
condotte su popolazioni di varie regioni europee hanno
dimostrato che ciò rientra in un fenomeno di più larga
scala; esistono indubbi " gradienti " (clines) i
quali rendono molto discutibili certe distinzioni in
sottospecie, fondate su differenze assai lievi e collegate da
tutte le gradazioni.
I Ciprinidi d'Europa presentano
interessanti e dimostrativi esempi di differenziazione
geografica. All'interno di alcuni generi sono presenti forme
che costituiscono degli agglomerati di vere e proprie
"superspecie", sono
rappresentate da popolazioni diverse
nell'Europa centrale e settentrionale, nella Penisola Iberica,
in Italia e nei Balcani. Per la loro somiglianza morfologica,
queste spesso sono definite come sottospecie, anche se studi
di carattere cariologico, etologico, ne abbiano dimostrata la
validità specifica. Si tratta ad esempio del complesso del Barbus
meridionalis, B. caninus, B. peloponnesius
ecc., o del complesso genere Chondrostoma.
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Famiglia |
Genere |
Specie |
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| Cyprinidae |
Abramis |
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Abramis
ballerus, Abramis
bjoerkna, Abramis
brama, Abramis
sapa. |
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Alburnoides |
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Alburnoides
bipunctatus. |
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Alburnus |
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Alburnus
albidus, Alburnus
alburnus,
Alburnus
alburnus charusini
. |
| Anaecypris |
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Anaecypris
hispanica. |
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Aspius |
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Aspius
aspius. |
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Aulopyge |
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Aulopyge
huegelii. |
| Barbus |
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Barbus
albanicus, Barbus
barbus, Barbus
bocagei, Barbus
brachycephalus, Barbus
caninus, Barbus
capito, Barbus
comizo, Barbus
cyclolepis, Barbus
euboicus, Barbus
graecus, Barbus
graellsii, Barbus
guiraonis, Barbus
haasi, Barbus macedonicus, Barbus
meridionalis, Barbus
microcephalus, Barbus peloponnesius, Barbus
plebejus, Barbus
prespensis, Barbus sclateri, Barbus
steindachneri, Barbus
tyberinus. |
| Carassius |
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Carassius
auratus, Carassius
carassius, Carassius
gibelio. |
| Chalcalburnus |
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Chalcalburnus belvica, Chalcalburnus
calcoides. |
| Chondrostoma |
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Chondrostoma almacai,
Chondrostoma arcasii, Chondrostoma
arrigonis, Chondrostoma
colchicum,
Chondrostoma
duriense,
Chondrostoma
genei, Chondrostoma
knerii,
Chondrostoma kubanicum,
Chondrostoma lemmingii,
Chondrostoma lusitanicum,
Chondrostoma
miegii,
Chondrostoma
nasus,
Chondrostoma oligolepis,
Chondrostoma
occidentale,
Chondrostoma
oretanum, Chondrostoma
oxyrhynchum, Chondrostoma
phoxinus, Chondrostoma
polylepis,
Chondrostoma prespense,
Chondrostoma
scodrense, Chondrostoma
soetta, Chondrostoma
toxostoma, Chondrostoma
turiense,
Chondrostoma vardarense,
Chondrostoma
variabile, Chondrostoma
willkommii. |
| Cyprinus |
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Cyprinus
carpio. |
| Ctenopharyngodon |
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Ctenopharyngodon
idellus. |
| Gobio |
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Gobio alverniae,
Gobio
banarescui,
Gobio
benacensis, Gobio delyamurei,
Gobio
gobio, Gobio kubanicus,
Gobio lozanoi,
Gobio occitaniae. |
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Romanogobio |
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Romanogobio
albipinnatus,
Romanogobio antipai,
Romanogobio banaticus,
Romanogobio belingi,
Romanogobio
ciscaucasicus,
Romanogobio
elimeius,
Romanogobio
kesslerii,
Romanogobio macropterus,
Romanogobius
parvus,
Romanogobius
pentatrichus,
Romanogobius
tanaiticus,
Romanogobio
uranoscopus,
Romanogobio vladykovi. |
| Hypophthalmichthys |
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Hypophthalmichthys
molitrix, |
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Aristichthys |
 |
Aristichthys nobilis |
| Iberocypris |
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Iberocypris
palaciosi. |
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Ladigesocypris |
 |
Ladigesocypris
ghigii. |
| Leucaspius |
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Leucaspius
delineatus. |
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Leuciscus
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Leuciscus idus, Leuciscus leuciscus. |
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Telestes |
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Telestes agassii,
Telestes beoticus,
Telestes montenigrinus,
Telestes muticellus,
Telestes pleurobipunctatus,
Telestes
polylepis, Telestes souffia,
Telestes turskyi,
Telestes ukliva. |
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Squalius |
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Squalius aphipsi,
Squalius aradensis,
Squalius burdigalensis,
Squalius carolitertii,
Squalius cephalus,
Squalius danilewskii,
Squalius illyricus,
Squalius keadicus,
Squalius lucumonis,
Squalius microlepis,
Squalius peloponnensis,
Squalius prepensis,
Squalius pyrenaicus,
Squalius svallize,
Squalius torgalensis,
Squalius zrmanjae. |
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Petroleuciscus |
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Petroleuciscus borysthenicus. |
| Mylopharyngodon |
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Mylopharyngodon
piceus. |
| Pachychilon |
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Pachychilon
macedonicum, Pachychilon
pictum. |
| Parabramis |
 |
Parabramis
pekinensis. |
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Pelecus |
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Pelecus
cultratus. |
| Pimephales |
 |
Pimephales
promelas. |
| Phoxinellus |
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Phoxinellus
adspersus, Phoxinellus
alepidotus, Phoxinellus
croaticus,
Phoxinellus dalmaticus, Phoxinellus
epiroticus, Phoxinellus
fontinalis, Phoxinellus
ghetaldii,
Phoxinellus jadovensis,
Phoxinellus krbavensis, Phoxinellus
metohiensis,
Phoxinellus pseudalepidotus, Phoxinellus
pstrossii. |
| Phoxinus |
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Phoxinus
czekanowskii, Phoxinus
phoxinus, Phoxinus percnurus. |
| Pseudophoxinus |
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Pseudophoxinus laconicus,
Pseudophoxinus marathonicus, Pseudophoxinus
minutus, Pseudophoxinus stymphalicus,
Pseudophoxinus
prespensis,
Pseudophoxinus thesproticus. |
| Pseudorasbora |
 |
Pseudorasbora
parva. |
| Rhodeus |
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Rhodeus
amarus,
Rhodeus colchicus,
Rhodeus sericeus. |
| Rutilus |
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Rutilus
aula, Rutilus
basak, Rutilus
frisii,
Rutilus karamani, Rutilus
meidingeri, Rutilus ohridanus,
Rutilus panosi,
Rutilus pigus,
Rutilus
prespensis, Rutilus rubilio,
Rutilus rutilus, Rutilus
ylikiensis. |
| Scardinius |
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Scardinius
acarnanicus, Scardinius
erythrophtalmus, Scardinius
graecus,
Scardinius knezevici, Scardinius
racovitzai, Scardinius scardafa. |
| Tinca |
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Tinca
tinca. |
| Tropidophoxinellus |
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Tropidophoxinellus_alburnoides, Tropidophoxinellus
hellenicus, Tropidophoxinellus
spartiaticus. |
| Vimba |
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Vimba
elongata, Vimba
melanops, Vimba
vimba. |
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La
famiglia Cyprinidae comprende Cipriniformi con mascelle prive
di denti, dorsale unica, tronca; caudale più o meno biloba,
squame per lo più cicloidi, grosse; spesso sono presenti
barbigli attorno alla bocca. Il
margine
boccale superiore è costituito solo dai premascellari.
Molto importanti per lo studio dei Ciprinidi sono
i denti faringei molto variabili per forma e
per numero; questo può differire a destra e a sinistra. I denti
sono poco numerosi e disposti in 1-3 serie su ciascun osso
faringeo; si oppongono a una placca portata dal basioccipitale.
La piastra ossea deriva dalla fusione delle ossa faringee
superiori. L'azione delle ossa faringee inferiori contro la
piastra provoca la triturazione del cibo.
La forma dei denti
faringei (molariformi, uncinati, seghettati, ecc.) e la loro
disposizione sono in relazione al tipo di alimentazione e
rivestono importanza sistematica nella determinazione dei generi.
L'arco osseo che da ciascun lato li sostiene è costituito dal
grande osso faringeo, facilmente percettibile lungo il limite
posteriore della camera branchiale; esso si trova quindi
dietro le branchie ed è addossato al cleitro. Ne è agevole
l'estrazione per esaminare i denti previa ripulitura, che deve
farsi con cautela affinché i denti stessi non si stacchino. Le
branchiospine di solito
sono brevi e poco numerose, rivestono importanza per
l'identificazione di alcune specie, ad esempio nel genere Carassius.
I barbigli sono
generalmente poco sviluppati, possono essere assenti o presenti in 1-2
paia. Su tutte le
specie si contano 3 raggi
branchiostegi. La vescica
natatoria è divisa in due camere successive per mezzo di
un restringimento. Le appendici piloriche sono assenti.
Il dimorfismo
sessuale è abbastanza frequente, ma prevalentemente limitato al
periodo riproduttivo. Nei maschi le pinne
pari sono generalmente più lunghe, con il primo o i primi due
raggi più robusti dei successivi. All'epoca riproduttiva
possono comparire livree particolari - con tinte rosse o
aranciate sul corpo e sulle pinne, o con parziali annerimenti
- e si sviluppano i cosiddetti tubercoli nuziali o organi
perlacei. Questi consistono in formazioni cornee
transitorie, arrotondate o coniche, sparse sul capo e talora
anche sul corpo e sulle pinne, soprattutto nei maschi; nelle
femmine essi sono più piccoli e più scarsi.
In
natura sono abbastanza frequenti i casi di ibridazione
interspecifica e intergenerica (Nikoljukin, 1935);
talvolta gli ibridi sono risultati fecondi. Per la riuscita
dell'ibridizzazione sono importanti certe caratteristiche delle
uova, oltre all'affinità sistematica della specie
parentali.
Le uova sono demerse nella grande
maggioranza dei casi e sono deposte su fondi sabbiosi o ghiaiosi
oppure su vegetazione acquatica. Lo sviluppo può essere più o meno
rapido. Di esso si occupò Balinsky (1948) considerando
diverse specie europee e presentando una chiave per
riconoscere i loro stadi larvali. Nei giovani individui il
corpo è proporzionalmente meno alto e gli occhi sono più
grandi. Il corpo è per lo più regolarmente fusiforme,
molto spesso argenteo col dorso bruno-verdastro. La statura è
di solito modesta; nessuno dei Ciprinidi europei può
gareggiare con certe colossali specie asiatiche, come
Catlocarpio siamensis che misura fino a tre metri.
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L'interesse
presentato da questi Pesci in rapporto alla struttura, alla
biologia, alla distribuzione insieme con la loro importanza
per la pesca e per il commercio dei pesci ornamentali, spiega
l'abbondante letteratura che li riguarda essa include una
lunghissima serie di scritti oltremodo vari, di carattere didattico
e
divulgativo.
Questi
pesci hanno una
rilevante importanza pratica. Molti Ciprinidi sono
commestibili, anche se di solito poco pregiati per
l'abbondanza di lische e per il sapore talora amarognolo o
" di fango ".
La
piscicoltura viene praticata soprattutto
nei paesi asiatici e nell'Est europeo. Alcune specie (Carpa, Tinca)
vengono allevate (Ciprinicoltura), per lo più in stagni (Stagnicoltura,
praticata anche per altri pesci).
Numerosi Ciprinidi,
soprattutto indigeni dell'Asia tropicale, figurano tra i Pesci
da acquario ornamentale, a cominciare dai classici Pesci rossi
del genere Carassius, i quali sono i più noti esempi di quei
fenomeni di eritrismo e xantocroismo che in questa famiglia
sono assai frequenti e determinano belle colorazioni rosse o
dorate. I Ciprinidi più diffusi negli acquari appartengono ai
generi Danio, Rasbora, Barbus, Labeo, ecc.
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Oltre
le numerose specie europee autoctone sono state introdotte
nelle nostre acque interne numerose specie esotiche; tra queste ultime, la
carpa e i carassi sono acclimatati da molti secoli e ampiamente
distribuite, tanto che ormai sono considerabili come parte
integrante delle comunità biotiche delle nostre acque dolci;
altre, come le carpe erbivore, da alcuni anni frequentemente
introdotte in alcuni sistemi idrici, non sono in grado di
riprodursi nei nostri ambienti naturali; altre ancora, di
recentissima introduzione, hanno distribuzione limitata a pochi
bacini, ma sembrano in grado di riprodursi e di espandersi
rapidamente. Inoltre si sono verificati molti casi di immissione
di specie europee originarie di un distretto zoogeografico in
altre zone del territorio continentale. Questa pratica ha
determinato molti fenomeni di competizione con le specie
endemiche originarie, portando spesso all'estinzione di intere
popolazioni. Si tratta di un gravissimo problema che dovrebbe
essere affrontato e risolto anche in sede legislativa
comunitaria.
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