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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae

Il genere Cyprinus Linnaeus , 1758

Specie tipo - Cyprinus carpius Linnaeus, 1758.

Tipo designato da Desmarest 1856:283, vedere Whitley 1939:225, ma Whitley ha una data sbagliata per Desmarest; anche di Jordan & Gilbert 1883:254. Nella Lista Ufficiale (Opinione 77).

Opinioni: nomenclatura generica valida come "Cyprinus" Linnaeus 1758, secondo Chen & Huang 1977:401, Sawada in Masuda et al. 1984:58, Zhou in Chu & Chen 1989:329, Liu in Pan et al. 1991:224, Wu & Wu 1992:515, Jenkins & Burkhead 1994:272, Bogutskaya & Naseka 1996:46, Chen in Chen 1998:248, Dyer 2000:89, Hänfling & Brandl 2000:267, Luo & Yue in Yue et al. 2000:399, Sideleva 2001:53, Sideleva 2003:10, Bogutskaya & Naseka 2004:61.

Il genere Cyprinus compare nella documentazione paleontologica a partire dal Miocene. Gruppo affine al genere Carassius sia per la morfologia che per i diversi aspetti della biologia; tra i due generi sono noti ibridi che possono risultare fecondi. Corpo piuttosto tozzo, più o meno sviluppato in altezza. Bocca terminale, relativamente piccola; sulla mascella superiore sono presenti due paia di corti barbigli. Denti faringei molariformi e disposti in tre serie, in numero di 1 su quella anteriore, 1 su quella mediana e 3 su quella posteriore. Pinna dorsale con base lunga almeno il doppio di quella della pinna anale; le altre pinne sono normalmente sviluppate. L'ultimo raggio semplice della dorsale e dell'anale sono spiniformi e dentellati posteriormente. Coda biloba, con lobi più o meno arrotondati. Scaglie grandi, in numero inferiore o uguale a 40 lungo la linea laterale (in alcune razze le scaglie sono assenti, in altre molto grandi e in numero ridotto). Linea laterale completa, in posizione mediana. 

  Genere Specie  
Cyprinus

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Cyprinus carpio

Il genere comprende una sola specie, C. carpio, indigena in parte dell'Europa orientale e nell'Asia. Questa specie ha diffusione cosmopolita. Allevata da secoli, è stata introdotta nelle zone temperate di tutti i continenti. In Europa C. carpio sarebbe indigena solo nel bacino del Danubio e nelle aree circostanti il Mar Nero. La forma indigena, che rappresenta un notevole patrimonio in termini di conservazione di varietà genetica, è fortemente minacciata di estinzione nel suo areale. In Italia la carpa è presente in tutte le regioni, sia in bacini d'allevamento che in acque libere; la specie, anche se introdotta, è acclimatata da diversi secoli ed ampiamente diffusa. Generalmente le popolazioni naturali non sono numericamente molto consistenti nelle nostre regioni, a parte alcune zone in cui le condizioni ambientali risultano ottimali.


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