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Il gobione dell'Alvernia,
Gobio alverniae
Kottelat & Persat, 2005 |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 38 - 40 + 2 - 3. Squame
circumpeduncolari: 16. Raggi divisi sulla pinna dorsale: 10. Raggi divisi
sulla pinna anale: 8. |
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Descrizione - Specie
molto simile a Gobio gobio, della quale veniva considerata una
popolazione. Recenti studi genetici e morfologici ne hanno dimostrato la
validità come buona specie. Si distingue dalle altre specie del
genere Gobio per avere l'area infraorbitale marcatamente concava negli
esemplari di lunghezza superiore ad 80 mm. Lunghezza della testa
equivalente al 25 - 26% SL. Diametro dell'occhio pari a 1.4 - 1.7 volte la
lunghezza infraorbitale. Peduncolo caudale di altezza pari a 1.6 - 2.2
volte la sua lunghezza. Presenza di 5 squame tra l'ano e l'origine della
pinna anale. Le macchie laterali non hanno grandi dimensioni, sono poco
evidenti e presentano bordi frastagliati. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Si tratta di una
specie reofila, tipica della zona del barbo. Vive sia nel corso medio e
medio superiore dei corsi d'acqua principali e dei loro maggiori
affluenti, sia in corsi d'acqua minori. Predilige acque ben ossigenate e correnti, con substrato
roccioso misto a sabbia e ghiaia.
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Alimentazione - La dieta comprende prevalentemente invertebrati
bentonici, come insetti, crostacei, anellidi e molluschi. Occasionalmente
può cibarsi di detrito organico e di avannotti e uova di altri pesci. |
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Riproduzione
- La
frega si svolge da primavera al principio dell'estate, a seconda
delle condizioni climatiche. Durante il periodo riproduttivo gli esemplari maturi si
radunano in branchi e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di
scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza
di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al
substrato fino alla schiusa.
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della
popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Lunghezza massima segnalata : 14.9 cm
SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Come tutti i ciprinidi, anche gli
individui di questa specie vengono colpiti da malattie virali e da
parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e cestodi, gli
elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci sono varie
specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Status
della specie - La specie è
minacciata dalla costruzione di dighe e di altri sbarramenti artificiali
che impediscono o limitano fortemente lo scambio tra le varie popolazioni
e la ricerca di zone adatte alla riproduzione. Alterazioni della qualità dell'acqua,
causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo, ne
riducono ulteriormente l'habitat. |
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Protezione - Nessuna.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature
and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima
(LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Praticamente inesistente. Localmente viene catturata
durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Talvolta è usata come pesce
esca per pesci predatori. |
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Pesca
- Si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con
"camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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