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Il gobione del Vardar,
Gobio banarescui
Dimovski & Grupche, 1974 |
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Caratteri
meristici - Nessun dato. |
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Descrizione - Ciprinide
dal corpo allungato e fusiforme, a sezione subcilindrica nella parte anteriore e
ovale compressa lateralmente in quella caudale. Testa relativamente grossa e corta,
appiattita superiormente. Bocca in posizione ventrale (infera o
subterminale), con ai lati due barbigli tattili. Denti faringei biseriati.
Squame cicloidi, grosse e
saldamente impiantate. Linea laterale
con
andamento quasi orizzontale. Pinna
dorsale, a base corta, origina un poco più avanti della corrispondenza
con la base delle pinne ventrali. Livrea grigio verdastro o bruno sul
dorso,
più chiara con riflessi argentei sui fianchi, ventre bianco. Nella regione dorso-laterale sono presenti piccole macchie nere distribuite irregolarmente. Lungo i
fianchi si osservano alcune macchie scure più marcate.
La pinna dorsale e la caudale sono dello stesso colore del dorso mentre le
altre possono uniformarsi a tale colorazione oppure essere biancastre o
giallo biancastre; tutte le pinne sono coperte da numerose macchiette bruno-nerastre o nere,
presenti soprattutto sulla dorsale e sulla caudale. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Work in progress |
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In preparazione |
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Habitat
e abitudini
- Si tratta di una
specie reofila, tipica della zona del barbo. Vive nel corso medio e
medio superiore di fiumi e torrenti, in acque ben ossigenate e correnti, con substrato
roccioso a sabbia e ghiaia. Gregaria, tende a formare branchi che si
spostano sul fondo ricercando il cibo.
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Alimentazione - La dieta comprende larve di insetti (soprattutto
chironomidi), crostacei e anellidi; gli individui di maggiori dimensioni
si nutrono anche di molluschi e talora di altri piccoli pesci. |
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Riproduzione
- La
frega si svolge in primavera (da aprile a giugno), a seconda
della temperatura dell'acqua. Durante il periodo riproduttivo gli esemplari maturi si
radunano in branchi e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di
scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza
di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al
substrato fino alla schiusa. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Come tutti i ciprinidi, anche gli
individui di questa specie vengono colpiti da malattie virali e da
parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e cestodi, gli
elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci sono varie
specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Work in progress |
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In preparazione |
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Status
della specie - La specie è
minacciata dalla costruzione di dighe e di altri sbarramenti artificiali
che impediscono o limitano fortemente lo scambio tra le varie popolazioni
e la ricerca di zone adatte alla riproduzione. Alterazioni della qualità dell'acqua,
causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo, ne
riducono ulteriormente l'habitat. |
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Protezione - La
specie non figura nella Lista Rossa IUCN. |
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Valore
economico - Praticamente inesistente. Localmente viene catturata
durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Talvolta è usata come pesce
esca per pesci predatori. |
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Pesca
- La si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con
"camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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