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Il gobione del Don,
Gobio brevicirris (Berg 1914)
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Caratteri
meristici - Lunghezza della testa equivalente al 23 - 28% SL.
Altezza della testa alla nuca equivalente al 14 - 15% SL, all'occhio 45 -
54% della sua lunghezza. Diametro dell'occhio pari a 1.3 - 1.5 volte la
lunghezza infraorbitale, 4 - 6% SL. Altezza massima del corpo 18 -
22% SL. Altezza del peduncolo caudale: 29 - 39% HL. |
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Descrizione - Molto simile a Gobio gobio,
specie di cui era considerata una
popolazione fino a poco tempo fa. Recenti studi genetici e morfologici ne hanno
però dimostrato la
validità come buona specie. Si distingue dagli altri gobioni per i
barbigli che, se estesi all'indietro, raggiungono il bordo anteriore
dell'occhio, muso di lunghezza pari alla lunghezza postorbitale del capo,
e per a parte del petto tra le pinne pettorali priva di squame. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila,
diffusa nel corso medio e
medio superiore dei corsi d'acqua principali e dei loro maggiori
affluenti, e nei corsi d'acqua minori. Tipico di acque ben ossigenate e correnti, con substrato
roccioso misto a sabbia e ghiaia, ma talvolta si osserva anche in corsi
d'acqua a corrente più lenta e con fondale leggermente fangoso.
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Alimentazione - La dieta comprende invertebrati
bentonici, come insetti e loro larve, crostacei, anellidi e molluschi. In
misura minore si ciba di detrito organico e di avannotti e uova di altri pesci. |
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Riproduzione
- La
frega si svolge da primavera al principio dell'estate, a seconda
delle condizioni climatiche. Durante il periodo riproduttivo gli esemplari maturi si
radunano in branchi e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di
scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza
di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al
substrato fino alla schiusa. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della
popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Lunghezza massima segnalata : 10 cm
SL. |
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Predatori,
parassiti e malattie - I predatori sono rappresentati varie
specie di pesci, tra cui percidi, salmonidi ed esocidi, uccelli ittiofagi
ed alcuni serpenti acquatici. La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e parassitosi. Tra i parassiti si contano vermi trematodi e cestodi,
elminti ed alcuni ceppi di funghi. |
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Status
della specie - La specie è
minacciata dalla costruzione di dighe e di altri sbarramenti artificiali
in grado di interrompere la continuità fluviale e con essa lo scambio
genetico tra popolazioni
e la possibilità per i riproduttori di raggiungere zone adatte alla frega. Alterazioni della qualità dell'acqua,
causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo, ne
riducono ulteriormente l'habitat. |
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Protezione - Nessuna.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature
and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima
(LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Praticamente inesistente. Localmente viene catturata
durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Talvolta è usata come pesce
esca per pesci predatori. |
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Pesca
- La si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con
"camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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