|
|
|
|
|
 |
Il gobione dei Carpazi,
Gobio carpathicus Vladykov, 1925
|
|
Caratteri
meristici - Lunghezza della testa equivalente al 25 - 28% SL.
Altezza della testa alla nuca equivalente al 15 - 17% SL, all'occhio 44 -
50% della sua lunghezza. Diametro dell'occhio pari a 1.4 - 1.7 volte la
lunghezza infraorbitale, 4 - 6% SL. Altezza massima del corpo 18 -
25% SL. Altezza del peduncolo caudale: 31 - 39% della lunghezza del capo. |
|
Descrizione - A
lungo considerata popolazione di Gobio gobio. Recenti studi
genetici e morfologici ne hanno dimostrato la validità come buona specie.
Si distingue dalle altre specie del genere per i barbigli che, se estesi
all'indietro, raggiungono il centro dell'occhio od il suo bordo posteriore,
e per a parte del petto tra le pinne pettorali priva di squame o con solo
poche squame lungo la sua linea mediana. |
|
Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click sull'immagine per
ingrandire e per le informazioni. |
|
Habitat
e abitudini
- G. carpathicus
è presente in una vasta gamma di habitat fluviali, ma risulta
particolarmente diffuso nel corso medio e
medio superiore di fiumi di media portata e torrenti con acque ben ossigenate,
a corrente moderata, con substrato misto ma con estese zone sabbiose.
Specie bentonica e gregaria, forma piccoli branchi o si distribuisce in modo uniforme
nel corso d'acqua, spesso
in associazione con altre specie di ciprinidi reofili. In estate questi
gobioni frequentano acque basse o poco profonde, mentre in inverno si
spostano a profondità
maggiori per svernare.
|
|
Alimentazione - La dieta comprende invertebrati
bentonici, come insetti e loro larve, crostacei, anellidi e molluschi. In
misura minore si ciba di detrito organico e di avannotti e uova di altri pesci. |
|
Riproduzione
- La
frega si svolge da primavera al principio dell'estate, a seconda
delle condizioni climatiche. Durante il periodo riproduttivo gli esemplari maturi si
radunano in branchi e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di
scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza
di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al
substrato fino alla schiusa. |
|
Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della
popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La lunghezza massima è di poco
superiore ai 12 cm
SL. |
|
Predatori,
parassiti e malattie - I predatori sono rappresentati varie
specie di pesci, tra cui percidi, salmonidi ed esocidi, uccelli ittiofagi
ed alcuni serpenti acquatici. La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e parassitosi. Tra i parassiti si contano vermi trematodi e cestodi,
elminti ed alcuni ceppi di funghi. |
|
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click sull'immagine per
ingrandire e per le informazioni. |
|
Status
della specie - La specie appare ancora comune e localmente
abbondante. In alcune aree può venire comunque essere
minacciata da alterazioni ambientali di origine antropica, come modifiche
in alveo, prelievo idrico eccessivo, e da inquinamento urbano, industriale
od agricolo. |
|
Protezione - Nessuna.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature
and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima
(LC, Least Concern). |
|
Valore
economico - Nessuno. Localmente viene catturata
durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Talvolta è usata come pesce
esca per pesci predatori. |
|
Pesca
- La si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con
"camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
|
|