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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Gobio

Il gobione di Tessaglia, Gobio feraeensis Stephanidis, 1973

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 36 - 38 + 2 - 3. Squame circumpeduncolari: 16. Diametro dell'occhio pari a 1.0 - 1.3 volte la lunghezza infraorbitale.

Descrizione - A lungo considerata popolazione di Gobio gobio. Recenti studi genetici e morfologici ne hanno dimostrato la validità come buona specie. Si distingue dagli altri gobioni per la presenza di 3 - 4 squame tra l'apertura anale e l'origine della pinna anale. Distanza tra ano ed origine della pinna anale, minore della lunghezza del diametro oculare. Zona pettorale provvista di squame.

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

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Habitat e abitudini G. feraeensis popola il corso medio e medio superiore dei corsi d'acqua, in acque ben ossigenate a corrente moderata, con substrato misto ma con estese zone sabbiose. La specie ha abitudini gregarie e bentoniche. Forma piccoli gruppi, spesso in associazione con altre specie di ciprinidi reofili. In estate frequenta acque basse o poco profonde, mentre si sposta a profondità maggiori nei mesi invernali.

Alimentazione - La dieta comprende invertebrati bentonici, come insetti e loro larve, crostacei, anellidi e molluschi. In misura minore si ciba di detrito organico e di avannotti e uova di altri pesci.

RiproduzioneLa frega si svolge da primavera al principio dell'estate, a seconda delle condizioni climatiche. Durante il periodo riproduttivo gli esemplari maturi si radunano in branchi e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al substrato fino alla schiusa.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La lunghezza massima è di poco superiore ai 10 cm SL.

Predatori, parassiti e malattie -  I predatori sono rappresentati varie specie di pesci, tra cui percidi, salmonidi ed esocidi, uccelli ittiofagi ed alcuni serpenti acquatici. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e parassitosi. Tra i parassiti si contano vermi trematodi e cestodi, elminti ed alcuni ceppi di funghi.


 

A panoramic view of the place occupied by the ancient Lake Karla. The water at the back of the photograph corresponds to one of the seven irrigation and pollution control reservoirs that have been established in the region over the years.

 

Vista panoramica dell'area occupata dall'antico lago Karla. L'acqua sullo sfondo correspondead una delle sette dighe per l'irrigazione costruite nella regione dopo il prosciugamento del lago.

Status della specie - La presenza di G. feraeensis è segnalata soltanto nel bacino del fiume Pinios, dove occupa un area stimata circa 10.000 km². La specie si è recentemente estinta nel bacino del Lago Karla (18.000 ettari) prosciugato nel 1962 per creare nuove superfici coltivabili. La principale minaccia alla sopravvivenza di G. feraeensis  è rappresentata dalla sottrazione di acqua per scopo irriguo, spesso causa di prosciugamento di tratti di fiume. Pericolo aumentato dalle frequenti siccità che colpiscono la zona e dal continuo degrado ambientale causato da vari tipi di inquinamento.

Protezione - Nessun dato disponibile. Dalla Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata come vulnerabile (VU B1ab(i,ii,iii,iv,v), vulnerable).

Valore economico - Nessuno per la pesca commerciale. G. feraeensis ha invece un notevole interesse scientifico come specie endemica della Penisola Ellenica.

Pesca - La si pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con "camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici.

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