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Il gobione di Guascogna,
Gobio lozanoi
Doadrio & Madeira, 2004 |
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Caratteri
meristici - Squame in linea laterale: 36 - 37 + 2 - 3. Squame
sotto la linea laterale: 3. Squame attorno al peduncolo caudale: 12 - 14.
Vertebre preanali: 18. Pinna dorsale: II - III; 7. Pinna anale: II - III;
6. Pinne pettorali: 14 - 16. Pinne ventrali: II; 6. Lunghezza della testa
equivalente al 25 - 28% SL. Altezza della testa pari al 62 - 72% della sua
lunghezza. Diametro dell'occhio pari a 1.2 - 1.8 volte la lunghezza
infraorbitale. Altezza del peduncolo caudale: 1.6 - 2.0 volte la sua
lunghezza. |
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Descrizione - Corpo
allungato, fusiforme, a sezione subcilindrica nella parte anteriore, più
compressa nella posteriore. Testa relativamente grossa e larga,
appiattita dorsalmente. Distanza preorbitale breve. Spazio infraorbitale
piatta o leggermente convessa. Bocca in posizione
ventrale (infera o subterminale), con due barbigli tattili ai lati. Denti
faringei biseriati. Squame cicloidi, grosse e
saldamente impiantate. Da 4 a 5
squame tra l'apertura anale e l'origine della pinna anale. Linea laterale
con
andamento quasi orizzontale. Pinna
dorsale, a base corta, con origine posta poco più avanti della corrispondenza
con la base delle pinne ventrali. La distanza tra le pinne pettorali e
ventrali è generalmente più grande che nelle altre specie del genere
Gobio. Livrea grigio verdastro o bruno sul
dorso,
più chiara con riflessi giallastri ed argentei sui fianchi, ventre bianco. Nella regione dorso laterale sono presenti piccole macchie nere distribuite irregolarmente. Lungo i
fianchi si osservano alcune macchie scure più marcate.
La pinna dorsale e la caudale sono dello stesso colore del dorso mentre le
altre possono uniformarsi a tale colorazione oppure essere biancastre o
giallo biancastre. Tutte le pinne sono coperte da numerose macchiette bruno
scuro o nere,
presenti soprattutto sulla dorsale e sulla caudale. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila, vive sia nel corso medio e
medio superiore dei corsi d'acqua principali e dei loro maggiori
affluenti, sia in corsi d'acqua minori. Predilige acque ben ossigenate e correnti, con il substrato
roccioso con sabbia e ghiaia, ma può essere presente in acque ferme non
inquinate. Forma branchi in associazione con altri ciprinidi. Frequenta il
settore della colonna d'acqua più vicino al fondale. Si trattiene a bassa
e media profondità, durante la stagione fredda si sposta in acque più
profonde rallentando l'attività.
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Alimentazione - Pesce prevalentemente carnivoro, può però nutrirsi
anche di piccole quantità di detrito organico. La dieta comprende
invertebrati bentonici come insetti e loro larve, crostacei, molluschi e
vermi, ma può predare anche avannotti e uova di altri pesci. Gli avannotti
si alimentano di microinvertebrati e componenti del plancton bentonico. |
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Riproduzione
- La
frega si svolge nei mesi primaverili, solitamente da aprile a giugno, a seconda
della temperatura e della portata idrica dei corsi d'acqua. Durante il periodo riproduttivo gli
adulti si
radunano in branchi
e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di
scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza
di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al
substrato fino alla schiusa.
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della
popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Specie di piccole dimensioni. Taglia
massima segnalata: 11.9 cm. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene colpita da malattie virali e da
parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e cestodi, gli
elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci sono varie
specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Status
della specie - G. lozanoi appare ancora relativamente
comune ed abbondante nella maggior parte del suo areale di diffusione ed è
in espansione nella Penisola Iberica. Localmente la specie può essere
minacciata dalla costruzione di dighe e di altri sbarramenti artificiali
invalicabili
che impediscono o limitano fortemente lo scambio tra le varie popolazioni
e la ricerca di zone adatte alla riproduzione. Alterazioni della qualità dell'acqua,
causate da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo, ne possono
ridurre ulteriormente la diffusione. L'introduzione, a scopo alieutico, di
specie estranee alla fauna iberica determina spesso forti cali numerici
nelle popolazioni. |
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Protezione - Nessuna.
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature
and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima
(LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Nessuno. Le carni sono discrete anche se ricche di
lische, localmente viene consumato come frittura. Talvolta esemplari di
questa specie sono utilizzati come esca per pesci predatori. |
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Pesca
- Non esiste un tipo di pesca specifico per questa specie, viene
catturato frequentemente durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Si
pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con "camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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