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Il gobione ucraino,
Gobio sarmaticus Berg, 1949
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Caratteri
meristici - Lunghezza della testa equivalente al 26 - 32% SL.
Altezza della testa alla nuca pari al 17 - 18% SL, all'occhio 45 - 54%
della sua lunghezza. Diametro dell'occhio pari a 1.3 - 1.8 volte la
lunghezza infraorbitale, 5 - 7% SL. Altezza massima del corpo 21 -
24% SL. Altezza del peduncolo caudale: 29 - 34% della lunghezza del capo. |
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Descrizione
- Specie considerata precedentemente popolazione di Gobio gobio.
Recenti studi genetici e morfologici ne hanno dimostrato la validità come
buona specie. Si distingue dagli altri gobioni per i barbigli che, estesi
all'indietro, raggiungono l'area compresa tra il bordo anteriore
dell'occhio ed il centro della pupilla. Lunghezza del muso 0.8 - 0.9
volte la lunghezza postorbitale
del capo. Zona pettorale priva di squame o presenza di squame soltanto
lungo la sua linea mediana. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- Specie reofila, vive nei
torrenti e nei fiumi del Bassopiano Sarmatico, in acque ben ossigenate a substrato
misto di
roccia, pietre e ghiaia, con componente sabbiosa predominante. Specie
gregaria, forma branchi più o meno numerosi che stazionano in acque di
media e bassa profondità da primavera alla fine dell'autunno, quando si
radunano nelle zone più profonde e riparate dei corsi d'acqua per svernare
svolgendo attività molto ridotta.
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Alimentazione - La dieta si compone principalmente
di invertebrati
bentonici, ma può cibarsi anche di avannotti ed uova di altri pesci e di
detrito organico. |
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Riproduzione
- La
frega si svolge da primavera al principio dell'estate, a seconda
delle condizioni climatiche. Durante il periodo riproduttivo gli esemplari maturi si
radunano in branchi e compiono brevi migrazioni alla ricerca di zone di
scarsa profondità, con acqua ben ossigenata, non inquinata ed in presenza
di substrato pietroso od a ghiaia grossolana, dove deporre le uova. Le uova sono adesive e restano fissate al
substrato fino alla schiusa. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della
popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie di
origine virale batterica e viene attaccata da varie specie di
parassiti. Tra i parassiti predominano i vermi trematodi e cestodi, gli
elminti e vari ceppi di funghi. Tra i principali predatori ci sono varie
specie di pesci, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. |
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Status
della specie - G. sarmaticus appare ancora relativamente
comune ed abbondante nella maggior parte del suo areale di diffusione.
Localmente la specie è messa in pericolo dalla costruzione di sbarramenti
artificiali invalicabili e da alterazioni della qualità dell'acqua causate
da inquinamento, urbano, industriale ed agricolo. |
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Protezione - Nessuna. Nella
Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature
and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima
(LC, Least Concern). |
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Valore
economico - Praticamente inesistente. Localmente viene catturato
dai pescatori professionali mentre insidiano con le reti altre specie più
pregiate ed è commercializzato assieme ad altri piccoli pesci. Le carni
sono discrete anche se ricche di lische, è consumato fritto o conservato. |
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Pesca
- Non esiste un tipo di pesca specifico per questa specie, viene
catturato frequentemente durante la pesca sportiva ad altri ciprinidi. Si
pesca con tecnica a razzolo in prossimità del fondo, o con "camolere", "moschere" fornite di esche artificiali. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca
carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. |
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