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Carpa argentata, Hypophthalmichthys molitrix (Valenciennes, 1844)

 

Caratteri meristici - Branchiospine: 650-820. Squame in serie laterale: 110-124. Squame sopra la linea laterale: 28-33. Squame sotto la linea laterale: 16-28. Raggi divisi pinna dorsale: 7-8. Raggi divisi pinna anale: 12-15.

 

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Descrizione - Corpo allungato, compresso lateralmente, di lunghezza totale pari a circa  4 volte la sua altezza. Testa grande, larga e appiattita dorsalmente, di lunghezza equivalente a circa 1/3 LS. Bocca ampia, priva di barbigli, in posizione superiore, con apertura obliqua e diretta verso l'alto. Denti faringei monoseriati, appiattiti, e caratterizzati da una serie di fini striature a destra e a sinistra del solco centrale e ad esso perpendicolari. Occhi relativamente piccoli, con margine inferiore dell'orbita sotto la corrispondenza con l'angolo posteriore della bocca. Spazio infraorbitale particolarmente ampio. Branchiospine, numerose e fini, più lunghe delle lamelle branchiali, coperte da tessuto spugnoso ed unite da una membrana disposta in banda continua lungo il margine anteriore dell'arco branchiale. Il tubo digerente è lungo ed avvolto in numerose complesse spirali. Squame cicloidi relativamente piccole. Linea laterale con andamento che, nel tratto compreso tra la base della coda e l'apice della pinna pettorale, segue all'incirca il profilo del margine ventrale del corpo poi s'incurva verso l'alto fino a raggiungere il margine superiore dell'opercolo. Presenza di carena ventrale priva di squame estesa dalla regione pettorale fino all'origine della pinna anale. Pinna dorsale a base corta e margine dritto, con origine di poco posteriore alla base delle pinne ventrali. Pinna caudale biloba, a margine nettamente inciso e apici appuntiti. Livrea variabile secondo l'ambiente e lo stato fisiologico dell'esemplare. Parte superiore del capo e dorso, più o meno scura, dal colore di fondo verdastro, bruno giallastro o verde bruno, la tinta diviene gradatamente più chiara procedendo verso il ventre biancastro. Fianchi e ventre con marcati riflessi argentei, dovuti alla presenza di cristalli riflettenti nelle cellule del derma. Pinne ialine semitrasparenti, con riflessi di colore grigio o giallo bruno. Pinne dorsale ed anale più scure e spesse rispetto alle altre.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

 

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Habitat e abitudini - Nel suo areale di origine la specie vive in corsi d'acqua di grande portata, o popola laghi e dighe connessi ai fiumi maggiori. In Europa H. molitrix è stata introdotta in acque ferme o a corso lento stagni, con substrato ricco di vegetazione, ed in molti bacini altamente eutrofici dove trova condizioni ideali per il suo accrescimento. Questa specie ha notevole resistenza alle variazioni termiche dell'acqua, tollera temperature comprese tra 0 e 40 ºC, anche se il suo optimum termico si colloca tra 26 e 30 ºC o, secondo alcuni ricercatori, tra i 30 ed i 34 ºC.  Gli esemplari introdotti nei bacini afferenti al Mar Caspio discendono frequentemente i fiumi e si portano in acque salmastre. La specie tollere agevolmente concentrazioni saline del 5-8‰, ed alcuni esemplari sono stati catturati in arrea a salinità del 10-12‰. Sembra che risalga in acqua dolce per riprodursi (Abdusamodov, 1986). Specie gregaria, forma branchi numerosi che si stazionano in ambiente pelagico alla ricerca di banchi di plancton. I branchi si spostano nei vari livelli della colonna d'acqua seguendo i ritmi giornalieri e stagionali dei microrganismi. In estate si muovono spesso sotto il pelo dell'acqua, spiccando balzi spettacolari che consentono di localizzare facilmente il branco. Durante la stagione fredda entrano in latenza, radunandosi in gruppi nelle parti più profonde e riparate dei corsi d'acqua o scendendo sotto la linea del termoclino nei laghi e nei bacini artificiali di maggior estensione.

 

 

Alimentazione La dieta della carpa argentata è costituita prevalentemente da plancton, catturato filtrando in modo passivo l'acqua che passa attraverso l'apparato branchiale. Le branchiospine ed il tessuto spugnoso annesso, formano un setaccio in grado di trattenere anche le particelle alimentari più piccole, l'operazione viene facilitata da un organo epibranchiale che secerne un muco trappola per il plancton. Le variazioni dell'alimentazione collegate al calo naturale di biomassa del fitoplancton in estate-autunno è stata studiata da Spataru & Gophen (1985). La componente principale del contenuto stomacale di esemplari catturati nel lago Kinneret (Israele) nei mesi tra febbraio ed agosto era costituita quasi esclusivamente da fitoplancton, mentre in quelli campionati da settembre a gennaio lo zooplancton si rivelava predominante, con crostacei Cladoceri e Copepodi (cyclops) come prede principali.

 

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Riproduzione - Nel suo habitat naturale la specie si riproduce nei grandi corsi d'acqua e nei loro maggiori tributari. Le arre di frega sono situate in prossimità di rapide poco profonde, con corrente sostenuta (0.5-1.7 m/s), a torbidità relativamente elevata, su substrato a ghiaia e sabbia prevalenti, e con temperature superiori a 15 °C (di norma 18-26 °C). I riproduttori si riuniscono in branchi che compiono migrazioni anche di notevole entità per raggiungere le aree di riproduzione. La montata inizia in coincidenza con l'arrivo delle piene, da aprile ad agosto a seconda della latitudine. La frega si svolge in superficie, inizia quando le acque hanno raggiunto un'altezza di 50-120 cm sopra il normale livello, interrompendosi se le condizioni mutano, per poi ricominciare appena l'acqua ritorna a salire. La fecondazione avviene con modalità collettiva, i riproduttori si inseguono rilasciando contemporaneamente i gameti. La fecondità è elevata, le femmine più grandi possono produrre oltre 5 milioni di uova per stagione (nel Canale Kara-Kum 1.525.000 uova; in altri casi fino a 5.4 milioni). Le uova sono relativamente grandi, a causa del grande spazio perivitellino. Dopo la fecondazione le uova precipitano verso il fondo, poi aumentano di dimensioni assorbendo acqua per osmosi (fino a 4,9 - 5,6 mm di diametro), aumenta la loro galleggiabilità e vengono trasportate dalla corrente. La schiusa avviene durante il viaggio verso vale, dopo circa due giorni con una temperatura dell'acqua di circa 25 °C. Se il corso d'acqua è interrotto da chiuse o sbarramenti, o semplicemente non è abbastanza lungo, le uova non giungono a maturazione e la riproduzione ha esito negativo. La frega viene influenzata anche dalla qualità delle acque. Malek Nedjad & Parivar (1993) ritengono che il livello dell'inquinamento da piombo nella laguna di Anzali Mordab, in media circa 0.124 p.p.m. in superficie e 0.1956 p.p.m. in profondità, sia causa di una mortalità dell' 8% nelle uova fecondate che che circa il 18% delle uova sia reso inservibile per l'uso da parte degli allevamenti ittici. Sono state segnalate riproduzioni naturali nei grandi fiumi della Russia meridionale e nel basso corso del fiume Danubio, ma non è stato verificato se il processo si sia svolto con esito favorevole. A scopi ittiogenici, in Europa occidentale si fa ricorso alla riproduzione artificiale, previa induzione ormonale mediante gonadostimoline ipofisarie o altri ormoni in grado di favorire il processo di maturazione sessuale. Nelle zone di origine della specie sono noti ibridi con la specie congenere H. nobilis.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni (K=0.16-0.29; tm=2-6). In entrambi i sessi la maturità sessuale viene raggiunta tra il quinto ed il settimo anno di età. La crescita è relativamente veloce, in pochi anni si raggiungono i quattro o cinque chili di peso. Specie di grande taglia. Dimensione massima segnalata: 105 cm TL. Peso massimo pubblicato: 50.0 kg. La durata della vita supera i 20 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite e portatrice di numerose specie di parassiti. Mokhayer (1989) segnala la presenza, in pesci catturati nelle acque iraniane, di metacercarie della fasciola dell'occhio (Diplostomum spathaceum), capace di causare la completa cecità e la morte di importanti specie ittiche commerciali, e di quelle della malattia delle macchie nere (Posthodiplostomum cuticola). Jalali & Molnár (1990b) hanno segnalato la presenza del monogeneo Dactylogyrus hypophthalmichthys in esemplari allevati in acquacoltura in Iran. Masoumian & Pazooki (1998) segnalano la presenza di mixosporidi in esemplari di questa specie nelle province di Gilan e Mazandaran, dove hanno campionati degli esemplari affetti da Myxobolus pavlovskii. Akhlagi (1999) segnala che alte temperature dell'acqua (superiori a 32 °C) stressano i pesci e li sensibilizzano verso infezioni da parte di Aeromonas hydrophila. Safari & Khandagi (1999) riportano la presenza di Clostridium botulinum nel 1.1% dei campioni di carne fresca di questa specie prelevati nella provincia di Mazandaran. Ebrahimzadeh Mousavi & Khosravi (1999) riportano la presenza dei funghi tossici Aspergillus flavus, Alternaria, Penicillium e Fusarium in questa specie e nell'acqua degli stagni di allevamento di un'acquacoltura del nord dell'Iran. Akhondzadeh et al. (2002) e Akhondzadeh Basti & Zahrae Salehi (2003) hanno rintracciato il patogeno psicotropico Listeria monocytogenes in campioni di questa specie provenienti da mercati ed allevamenti iraniani. Naem et al. (2002) esaminando le branchiospine di esemplari del ramo occidentale del fiume Safid, hanno riscontrato la presenza del protozoo Ichthyophthirius multifilis, di una specie di Trichodina, e del trematode monogeneo Dactylogyrus hypophthalmichthys. Jalali et al. (2002) e Jalali & Barzegar (2006) hanno osservato vari parassiti in esemplari catturati nel lago Zarivar, tra cui Dactylogyrus hypophthalmichthys, D. suchengiaii, Diplostomum spathaceum, due specie di Argulus, e plasmodi di mixosporidi. Gli esemplari adulti di grande taglia non hanno particolari nemici naturali, mentre gli avannotti e gli immaturi possono cadere preda di pesci ed uccelli ittiofagi. Inoltre uova e larve trasportate dalla corrente, sono predate pesci e da larve di insetti acquatici.

 


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Status della specie - Specie alloctona immessa in Europa come specie allevata per il consumo, per rifornire i laghi privati destinati alla pesca sportiva, o per controllare lo sviluppo del fitoplancton nei canali e negli stagni. La sua incapacità di acclimatazione rende la specie meno dannosa di altre specie introdotti, anche se non deve essere sottovalutato il pericolo che la specie rappresenta come veicolo di gravi malattie e di parassitosi, capaci di danneggiare le specie autoctone. In modo particolare gli esemplari importati dovrebbero essere oggetto di quarantena preventiva.

 

 

Protezione - Nessuna. In Italia, dove fu importata per la pesca sportiva e per la lotta biologica all'eccessivo sviluppo di alghe planctoniche in ambienti eutrofici, dovrebbe essere eliminata dalle acque naturali. Specie non inclusa nella lista rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources).

 

 

Valore economicoH. molitrix è tra le più produttive del mondo tra le specie di i pesci d'acqua dolce, con 3,1 milioni di tonnellate prodotte nel 1997 (rispetto a 2,2 milioni per Cyprinus carpio). In Italia e nell'Europa occidentale è quasi del tutto priva di interesse commerciale, ma è apprezzata e venduta regolarmente nei mercati dell'Europa orientale. Le carni sono discrete e vengono esportate fresche, refrigerate o affumicate. In tutta l'Asia H. molitrix viene allevato a scopo alimentare in acquacoltura. La piscicoltura viene praticata soprattutto in Cina, in associazione (policoltura) con altri pesci, in particolare la carpa erbivora, la carpa argentata e la carpa comune.

 

 

Pesca - Nei paesi d'origine viene pescata professionalmente con vari tipi di reti. In Italia la specie ha importanza soltanto per pesca sportiva, esercitata in laghi artificiali o nelle acque libere dove H. molitrix è stata introdotta.

 

Un buon sito per saperne di più circa la pesca sportiva di questa specie e vedere foto di esemplari catturati in Italia.

 

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