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Calandino, Squalius (Iberocypris) alburnoides

(Steindachner, 1866)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 37-42 + 2-3. Raggi divisi sulla pinna dorsale: 7. Raggi divisi sulla pinna anale: 8-9. Denti faringei monoseriati: 5 o 4.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale ellittica compressa lateralmente, con altezza massima compresa 3.8 - 4.4 volte nella lunghezza standard. Testa piccola, con bocca in posizione terminale ed apertura orale rivolta verso l'alto. Muso corto, di lunghezza inferiore al diametro oculare. Squame cicloidi relativamente grandi. Peduncolo caudale stretto e allungato. Pinna anale con bordo esterno concavo. Peritoneo di colore grigio chiaro. Livrea del dorso variabile da bruno verdastro a grigio o grigio verde. Fianchi argentei, con tinta di fondo progressivamente più chiara procedendo dal dorso verso il ventre bianco. Sul fianco è presente una banda scura mediana estesa dal muso fino alla base della pinna caudale. Se si osserva l'esemplare da una certa angolazione, si nota una striscia iridescente di colore dorato situata tra dorso e linea laterale. Pinne semitrasparenti, con leggere sfumature giallastre o arancio. Pinna dorsale e pinna caudale più scure, spesso con raggi e membrane della parte prossimale leggermente pigmentati.

 

 

Dimorfismo sessuale - Le femmine adulte sono di dimensioni maggiori rispetto ai maschi coetanei. Durante il periodo di frega le femmine appaiono più tozze per la maturazione delle uova.

 

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Habitat e abitudini - Specie ubiquitaria, poco esigente per qualità delle acque e tenore di ossigeno disciolto. Diffusa dai piccoli torrenti collinari ai grandi fiumi di pianura con acque lente è limacciose, frequente anche in laghi, canali, stagni e paludi. Di indole gregaria, forma branchi composti individui di varia taglia ed età, spesso associandosi ad altri ciprinidi. In fiumi e torrenti branchi si spostano lungo tutta la colonna d'acqua, mentre nei laghi e nei fiumi più grandi stazionano lungo le sponde o si trattengono negli strati superficiali. Durante la stagione rigida queste si spostano in acque profonde, dove rallentano la loro attività o restando in stato semilatente.

 

 

Alimentazione - La composizione varia secondo l'età ed i cicli stagionali. L'alimentazione comprende insetti acquatici, molluschi, crostacei, plancton (diaptomidi, ciclopidi, cladoceri), alghe filamentose e detrito organico. Talvolta preda uova ed avannotti di altre specie. Gli avannotti si cibano di plancton e microinvertebrati.

 

 

Riproduzione - La frega si svolge da aprile a giugno inoltrato, a seconda delle condizioni climatiche dell'anno in corso e della portata dei corsi d'acqua e, nei casi di ibridogenesi, dipende anche dai cicli riproduttivi delle specie di Squalius con cui si ibrida. In rari casi, maschi "puri" sessualmente maturi si accoppiano con le femmine della propria specie, ma in generale le femmine mature si aggregano ai branchi di riproduttori di specie del genere Squalius e utilizzano lo sperma dei maschi per fecondare le proprie uova. La deposizione si svolge in acque basse, di solito presso le rive, sulla vegetazione acquatica o sulla ghiaia e pietre del fondo. Per stagione ogni femmina produce alcune migliaia di piccole uova adesive. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa.

 

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Struttura genetica e modalità riproduttive delle popolazioni - Il tipo di riproduzione ibridogenetica  di questa specie è estremamente raro, adattamento ad ambienti particolarmente aridi dove si verificano forti ed imprevedibili fenomeni di magra estiva, tanto che solo pochi altri esempi sono conosciuti da specie ittiche diffuse nei deserti nord americani. S. (I.) alburnoides forma un complex di popolazioni che includono esemplari diploidi, triploidi o tetraploidi di entrambi i sessi, generalmente con femmine triploidi in numero prevalente. Le varie popolazioni hanno diverse strutture cromosomiche e particolari modalità riproduttive. In molte popolazioni S. (I.) alburnoides (a) si ibrida con Squalius pyrenaicus (p). Esemplari maschi di S. (I.) alburnoides puri (aa) sono abbondanti nel corso del fiume Tago e nei corsi d'acqua a sud, ma risultano assenti nei bacini dei fiumi Mondego, Duero, e nella zona settentrionale dell'area di distribuzione della specie. Le femmine pure (aa) sono molto rare, attualmente sono state identificate soltanto nel bacino del fiume Guadiana. Maschi e femmine di S. (I.) alburnoides provvisti di due set di gameti (aa) svolgono la meiosi producendo normali gameti aploidi. Dove S. (I.) alburnoides si ibrida con S. pyrenaicus generalmente gli ibridi sono generati da accoppiamenti di femmine di  con maschi di S. pyrenaicus e, nei casi in cui siano presenti maschi di S. (I.) alburnoides, questi ultimi possono dare origine ad ibridi con femmine dell'altra specie. Gli ibridi generati possono essere diploidi, triploidi o tetraploidi, con una, due o tre copie del genoma di S. (I.) alburnoides ed una o due copie del genoma di S. pyrenaicus. Esistono ibridi con genoma paa, ppa, pa, paaa e ppaa, ma non sono mai stati osservati esemplari con genoma pppa. Tutti gli esemplari di S. (I.) alburnoides hanno solo mitocondri di Squalius. La maggioranza degli ibridi triploidi sono femmine, e queste costituiscono la parte numericamente più rilevante della gran parte delle popolazioni esistenti. I vari ibridi producono diverse tipologie di gameti. Gli ibridi diploidi producono uova clonali che, dopo la fecondazione, danno ibridi triploidi con genoma ppa o paa, oppure si riproducono per diretta ginogenesi. A loro volta gli ibridi paa triploidi possono riprodursi per ginogenesi o per ibridogenesi, eliminando il genoma p in dispari, e producendo gameti diploidi non ridotti aa oppure generando gameti aploidi a per normale meiosi. La capacità delle femmine di S. (I.) alburnoides di utilizzare maschi del genere Squalius come partner riproduttivi, a portato a ritenere la specie come sperma parassita di Squalius. Questo corrisponde a verità nelle zone settentrionali della sua area di distribuzione, dove i maschi di S. (I.) alburnoides sono rari o del tutto assenti, mentre nelle aree dove i maschi sono comuni le popolazioni risultano riproduttivamente indipendenti dalla presenza di esemplari del genere Squalius. Nella maggior parte del suo areale la specie si ibrida con S. pyrenaicus, con S. carolitertii nei bacini dei fiumi Duero e Modego a nord, e con S. aradensis nel bacino del fiume Quarteira a sud. Nelle cellule delle popolazioni di S. (I.) alburnoides sono presenti i mitocondri della corrispondente specie di Squalius genitrice.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. Specie di piccole dimensioni, raggiunge una taglia massima di circa 70 mm SL per gli esemplari diploidi e di circa 110 mm SL per gli individui tetraploidi.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di varie specie di parassiti, tra cui vermi trematodi e cestodi, altri elminti, protozoi, crostacei ed altri invertebrati parassiti. Esemplari malati e/o feriti possono contrarre gravi infezioni micotiche. I principali predatori sono varie specie di pesci tra cui specie alloctone, spesso immesse in gran numero per scopi alieutici, uccelli ittiofagi e serpenti acquatici. Durante il periodo estivo, quando i corsi d'acqua sono in forte magra, risultano particolarmente dannose tutte le specie di uccelli trampolieri (aironi, garzette, ecc.). Uova, larve ed immaturi sono preda di pesci, crostacei, insetti acquatici o larve acquatiche carnivore di insetti.

 


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Status della specie - Sebbene attualmente S. (I.) alburnoides sia comune e relativamente abbondante in quasi tutta la sua area di distribuzione, si sospetta che negli ultimi 10 anni abbia subito un calo superiore al 30% delle sue popolazioni, dovuto principalmente all'introduzione di specie esotiche come il persico sole (Lepomis gibbosus), il pesce gatto (Ictalurus melas), il black-bass (Micropterus salmoides), il luccio (Esox lucius) ed il lucioperca (Stizostedion lucioperca). La contrazione è anche imputabile a fenomeni antropici, come prelievo idrico eccessivo ed inquinamento.

 

 

Protezione - Nessuna. S. (I.) alburnoides è catalogata come specie vulnerabile nell'appendice III della Convenzione di Berna sulla fauna protetta 82/72. Presente nell'annesso II della direttiva Europea "Habitat" del 21 maggio 1992. Catalogata come "In pericolo d'estinzione" nel "Catalogo de especies amenazadas de fauna y flora silvetres de la Comunidad de Madrid", 18(92 del 26 marzo. Catalogata come "d'interesse speciale" nel " Catalogo regional de especies amenazadas da Castilla-La Mancha, Decreto 33/1998 del 5 di maggio. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata vulnerabile (VU A3ce, Vulnerable).

 

 

Valore economico - La specie non ha valore commerciale. Pesce d'interesse naturalistico, sia come endemismo iberico, sia per le sue particolari modalità riproduttive.

 

 

Pesca - La pesca commerciale è inesistente. Non esiste nessuna forma di pesca sportiva specifica a riguardo. Talvolta può capitare che esemplari di questa specie abbocchino a lenze preparate per altre specie.

 

Galleria di immagini

 

rutilus_alburnoides01.jpg (69850 byte)

   
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