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Il
barbo zagorico,
Luciobarbus
albanicus (Steindachner, 1870) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 48 - 55 + 2 - 3. Squame
circumpeduncolari: 20 - 24. |
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Descrizione
- Corpo slanciato con bocca in posizione ventrale, munita di 4 barbigli
di dimensioni quasi identiche. Muso notevolmente arrotondato. Nella
maggioranza degli esemplari il labbro inferiore è sottile con lobo mediano
assente, solo in pochi individui appare spesso con lobo mediano evidente.
Terzo raggio indiviso della pinna dorsale slanciato, robusto e seghettato
posteriormente per un tratto variabile da metà fino a tutta la sua
lunghezza. Squame cicloidi, inserite solidamente nel derma. Livrea del dorso
variabile da bruno
a bruno verdastro. Fianchi progressivamente più chiari fino al ventre
bianco o bianco giallastro. Pinne translucide con sfumature grigiastre,
pinne impari più scure. |
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Dimorfismo
sessuale - Maschi con tubercoli sul muso durante il periodo di
frega. |
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Habitat
e abitudini
- L.
albanicus è diffuso in acque a corrente debole o ferma, in laghi e nel
corso inferiore dei fiumi, su substrato fangoso o sabbioso. Specie
bentonica vive isolata forma branchi poco numerosi. Svolge attività
massima durante le ore crepuscolari e notturne, o nelle giornate di cielo
coperto. Nella parte centrale della giornata frequenta le zone più
profonde del corso d'acqua. Durante i mesi più rigidi si raduna in branco
e resta in stato latente in acque profonde, al riparo in avvallamenti o
tra gli anfratti del substrato. Gli avannotti e gli immaturi formano
branchi monospecifici che frequentano le zone calme prossime alle rive.
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Alimentazione - Gli avannotti e gli immaturi si alimentano
di organismi planctonici. microinvertebrati e di detriti vegetali. Gli adulti predano
principalmente invertebrati bentonici, tra cui predominano larve di
insetti, crostacei, vermi e molluschi. Rientra nella dieta una piccola
percentuale di detrito organico e materiale vegetale. |
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Riproduzione
- Il periodo di frega va da maggio a luglio. I riproduttori migrano
per raggiungere zone
con acqua ben ossigenata, di bassa profondità, e fondale
sabbioso. Gli esemplari presenti nei laghi
tendono a risalire gli immissari. Durante il corteggiamento ogni femmina
viene seguita da tre a sette maschi. Le uova non sono adesive e, dopo la
deposizione, giacciono sul substrato fino alla schiusa. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (tmax = 14; K =
0.083). La crescita è relativamente lenta. Entrambi i sessi raggiungono la
maturità tra il terzo ed il quarto anno di età. La durata della vita di B. albanicus
è relativamente lunga, può superare i 14 anni d'età. Dimensione massima
segnalata: 60.0 cm TL. Peso massimo pubblicato: 3.000 g. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Durante le prime fasi di sviluppo, la
specie è predata da pesci ittiofagi (salmonidi, altri ciprinidi, esocidi),
uccelli ittiofagi (airone, nitticora, ecc.) e serpenti d'acqua. |
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Status
della specie - La
specie è minacciata dall'inquinamento, dalla frammentazione dell'areale
per alterazioni
ambientali (costruzione di sbarramenti artificiali) e dalla pressione
esercitata pesca professionale e sportiva. La specie è ancora abbondante largamente diffusa nella Grecia
occidentale, l'area di distribuzione stimata è superiore a 20.000 km².
Localmente ha sofferto pesanti momenti di declino dovuti ad eutrofizzazione ed alterazioni dell'habitat nelle zone
di riproduzione. Attualmente le minacce sembrano essere contenute. |
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Protezione
- Il barbo zagorico è protetto dalle leggi sulla pesca presenti in
Grecia, attraverso periodi di divieto e misura minima. Nella Lista Rossa
IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources)
la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern). |
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Valore
economico - La specie riveste un modesto valore commerciale
soltanto localmente. Le sue carni, ricche di lische ma saporite, vengono
vendute negli esercizi pubblici locali e vengono generalmente consumate
fritte. |
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Pesca
- Non riveste interesse per la pesca professionale. La pesca sportiva
è quella classica per i ciprinidi reofili: a razzolo con canna fissa o a
mulinello, Le esche più usate sono larve di mosca, lombrichi e larve di
insetti acquatici. |
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Galleria
Fotografica |
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