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Il
barbo spagnolo,
Luciobarbus
bocagei (Steindachner, 1864) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 44 - 49 + 3. Lunghezza
del capo: 25 - 28% SL. |
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Descrizione
- Corpo robusto, a sezione trasversale ovale. Testa relativamente
grande, con bocca protrattile, in posizione infera. Labbro superiore grande e carnoso.
Labbro inferiore sottile,
non esteso sopra la mandibola e privo di lobo mediano. Due paia di barbigli sulla mandibola superiore,
piccoli in relazione alla lunghezza della testa; il primo non raggiunge il
bordo anteriore dell'occhio, il secondo non arriva al bordo posteriore.
Squame cicloidi relativamente grandi, saldamente inserite nel derma.
Ultimo raggio semplice della pinna dorsale moderatamente ossificato, dentellato
posteriormente per circa metà della sua lunghezza, negli esemplari adulti
i dentelli sono poco pronunciati e raramente del tutto assenti. Bordo
posteriore della pinna dorsale leggermente concavo. La colorazione della
livrea varia molto secondo i fiumi e lo stato di torbidità delle acque.
Generalmente bruno verdastro più o meno scuro, sul dorso, progressivamente
più chiara con riflessi dorati sui fianchi, bianco o bianco giallastro sul
ventre. Gli immaturi presentano una fitta punteggiatura scura
che scompare nell'adulto. |
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Dimorfismo
sessuale - Durante il periodo riproduttivo, i maschi
presentano dei tubercoli nuziali nella regione cefalica. |
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Habitat
e abitudini
- Il barbo spagnolo è
diffuso nel tratto medio ed inferiore di fiumi a corrente lenta, con
substrato prevalentemente sabbioso. Si incontra in zone a flusso veloce
soltanto durante il periodo di frega, quando non esita a compiere anche
lunghe migrazioni in risalita per raggiungere le zone adatte allo sviluppo
delle uova. Specie gregaria e bentonica, forma branchi composti da
esemplari di varie taglie ed età. Di indole moderatamente fotofoba svolge
massima attività nelle ore crepuscolari e durante le giornate di cielo
coperto. In inverno, durante i periodi più rigidi, i branchi si spostano
nelle parti più profonde e calme dei corsi d'acqua, dove si riparano tra
gli anfratti del substrato svolgendo attività ridotta o rimanendo in stato
latente. Nelle zone inferiori dei bacini dei fiumi Tago e Guadiana B.
bocagei viene sostituito da B.
comizo.
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Alimentazione - Il barbo spagnolo ha dieta
prevalentemente basata su invertebrati bentonici e detrito organico.
Nella dieta rientrano insetti acquatici e loro larve, molluschi, crostacei
e vermi. |
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Riproduzione
- Il periodo riproduttivo si colloca tra febbraio e giugno ma, di
preferenza, la deposizione avviene tra maggio e giugno. La specie è litofila, frega nei letti ghiaiosi con acque ben ossigenate. Le femmine
scavano nel substrato con la pinna anale, creando depressioni dove depongono
le uova. La fecondità è piuttosto elevata, a seconda della taglia, ogni
femmina produce in media da
10.000 a 25.000 uova. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (K = 0.09 -
0.19). I maschi sono relativamente precoci, diventano maturi alla
lunghezza di circa 70 mm, mentre le femmine raggiungono la maturità
sessuale quando misurano 180 - 200 mm. Al terzo anno d'età è pronto alla
riproduzione il 92% dei maschi, al sesto anno il 50% delle femmine e ad
otto anni tutte le classi d'età sono adulte. La durata della vita supera
gli 11 anni.
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Predatori,
parassiti e malattie - Gli individui giovani sono preda di
varie specie di pesci e di uccelli ittiofagi. Gli adulti sono predati dai
grandi pesci di origine alloctona come siluro, lucioperca e luccio. Viene parassitato, principalmente nelle
branchie, pinne ed epidermide da: Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus
bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon
homoion homoion. |
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Status
della specie - Localmente è
ancora abbondante, anche se si registra una tendenza regressiva.
L'introduzione di specie esotiche nel suo areale, come il persico sole
(Lepomis gibbosus), il pesce gatto nero
(Ictalurus melas)
, il
black-bass (Micropterus salmoides),
il luccio (Esox lucius), il lucioperca (Stizostedion lucioperca)
e diverse specie di ciprinidi, è una delle cause principali del declino
di questa specie. Si stima che nei prossimi anni si assisterà ad una
riduzione di circa il 20% dell'areale e della qualità dell'habitat della
specie. La distruzione dell'ambiente ottimale per il barbo spagnolo viene
causata dall'aumento degli scarichi urbani, agricoli ed industriali, dalla
realizzazione di opere idrauliche e dall'indiscriminato prelievo di
acqua a scopo irriguo.
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Protezione
- La specie è citata come "non in pericolo" nel "Libro Rojo de los Vertebrados
Españoles". Dichiarata specie oggetto di pesca dal "Real Decreto
1095/89", strumento legislativo che elenca le specie cacciabili della
fauna spagnola. Figura come specie commercializzabile nel "Real Decreto 1118/89".
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC,
Least Concern). |
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Valore
economico - Localmente riveste un certo valore come pesce
commestibile. La sua maggiore importanza è però legata alla pesca
sportiva, infatti è una delle prede maggiormente ambita dai pescatori. |
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Pesca - Localmente viene praticata pesca
semiprofessionale con con lenze calate a fondo, reti e bilancia, è anche
diffusa la pesca con mezzi illegali, come veleni od esplosivi. La pesca
sportiva è quella classica per i ciprinidi reofili: a razzolo con canna
fissa o a mulinello. Le esche più usate sono larve di mosca, lombrichi e
larve di insetti acquatici. |
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