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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Luciobarbus

Barbo iberico,

Luciobarbus comizo (Steindachner, 1864)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 48-53. Lunghezza della testa pari a 27-34 SL. Pinna dorsale: IV/8 (9). Pinna anale: III/5. Pinne pettorali: II/16-17. Pinne ventrali: II/7-8. Denti faringei: 4.3.2/4.3.2. (immaturi 5.3.2/5.3.2). Specie tretraploide (2n = 100).

 

 

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Descrizione - Corpo  allungato, soprattutto nella regione caudale dove si assottiglia considerevolmente. La specie si diversifica considerevolmente dalle altre dello stesso genere, per il notevole allargamento che subisce la testa al crescere di taglia dell'individuo. La lunghezza del muso è pari a circa 2.3 - 2.8 volte l'altezza massima del capo. Il profilo superiore del cranio è profondamente incavato, con l'occhio situato in alto. I barbigli sono corti in relazione alla lunghezza della testa, il primo paio non raggiunge il bordo anteriore dell'orbita, il secondo non supera il bordo posteriore dell'occhio. Labbro inferiore sottile, privo di lobo mediano. Bordo della mascella inferiore ricoperto dal labbro. Raggio più lungo della pinna dorsale robusto, ossificato e con bordo posteriore fortemente dentellato. Livrea del dorso variabile da bruno verde fino a bruno dorato, sfuma sui fianchi fino a diventare bianco giallastra sul ventre. Pinne ialine con sfumature di tinta simile a quella di fondo della livrea.

 

 

Dimorfismo sessuale - Le femmine mostrano la pinna anale più larga che i maschi e raggiungono taglie maggiori. Durante il periodo riproduttivo, i maschi hanno tubercoli nuziali molto pronunciati nella regione cefalica.

 

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Habitat e abitudini - Pesce di fondo che preferisce i letti sabbiosi e ghiaiosi, con vegetazione sommersa, dei grandi corsi d'acqua a corrente lenta o moderata. La specie popola di preferenza i fondali maggiori, spostandosi in acque meno profonde soltanto nel periodo della frega. Rispetto ad altre specie del genere, il barbo iberico è stato favorito dalla costruzione di bacini idroelettrici. La sua preferenza ad abitare nei grandi fondali, lo ha reso vincente nel popolare il nuovo habitat disponibile. Come tutti gli appartenenti al genere Luciobarbus, anche L. comizo mostra abitudini crepuscolari e notturne, tendendo a rimanere in tana durante le ore di massima insolazione. Nei mesi più rigidi si raduna in branchi  nelle pozze più profonde, dove resta in stato latente riparato in anfratti o sotto grandi massi.

 

 

Alimentazione - I giovani si alimentano di zoobenthos e piccoli invertebrati. Gli adulti mangiano invertebrati acquatici, detriti organici di origine vegetale ed animale e, al raggiungimento di taglie maggiori, predano occasionalmente anche piccoli pesci.

Riproduzione - La riproduzione si svolge da maggio a giugno. I riproduttori si spostano in acque basse, ben ossigenate, con fondale ciottoloso o ghiaioso. Le uova vengono deposte sul substrato. La schiusa avviene dopo alcuni giorni. Sono segnalati ibridi di L. comizo con L. bocagei in varie località.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Il barbo iberico è la specie del genere Luciobarbus che può raggiungere le dimensioni maggiori, si conoscono esemplari che superano la lunghezza di un metro.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Gli individui giovani possono essere predati da molte specie di pesci ittiofagi. Gli adulti possono essere vittima di grandi pesci di origine alloctona, come S. glanis, S. lucioperca ed E. lucius. Ospite di varie specie di parassiti, come vermi elminti, protozoi, ed altre specie di invertebrati. Tra i più comuni sono segnalati Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon homoion homoion, che colpiscono branchie, pinne ed epidermide. Gli esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche.

 


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Status della specie - Nonostante sia ancora abbondantemente diffusa, la specie sta subendo una certa rarefazione a causa di fenomeni antropici, come il prelievo idrico e l'inquinamento, e per l'immissione di specie alloctone come i pesci gatto del genere Clarias e Silurus. Si stima che B. comizo abbia subito un calo di popolazione di almeno il 30% negli ultimi 10 anni per le cause già citate, portando a un continuo declino in numero di località ed in area totale di occupazione.

 

 

Protezione - Nell'Annesso I del "Real Decreto 1095/1989" della legge spagnola, si dichiara specie oggetto di pesca. B. comizo figura nella "Lista Roja de los Vertebrados de España" come non in pericolo. Nell'Annesso III della Convenzione di Berna (BOE 7-6-88) è incluso tra le specie che devono essere protette. La specie Luciobarbus comizo è stata inserita nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo 1994 (IUCN Red List), come specie vulnerabile (VU A2ce, Vulnerable).

 

 

Valore economico -  Con il "Real Decreto 1118/1989" viene definito oggetto di pesca commerciale in Spagna. Le carni del barbo iberico sono piene di lische, ma molto gustose. La specie gode perciò di un commercio limitato e soltanto locale; la sua frittura è considerata comunque un piatto assai prelibato.

 

 

Pesca - Questo barbo è catturato sia dai pescatori sportivi sia da quelli professionisti, con le stesse modalità utilizzate per la pesca del barbo europeo.

 

Galleria di immagini

 

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