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Il
barbo ellenico,
Luciobarbus
graecus
(Steindachner,
1896) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 39 - 44 + 2. Squame
circumpeduncolari: 18 - 20. La pinna dorsale ha 12 raggi, l'anale 8, le
pettorali 18 - 19, le ventrali 10 e la caudale 19. Denti faringei: (5+3+2, 2+3(4)+5). |
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Descrizione
- Corpo slanciato a sezione ovale lateralmente compressa. Netta distinzione
tra zona cefalica e tronco, più accentuata negli individui più anziani che nei giovani.
Occhio relativamente piccolo. Bocca in posizione infera
orlata da labbra carnose con due paia di barbigli. Barbigli posteriori lunghi
circa il doppio
di quelli anteriori. Labbro inferiore spesso, privo di lobo mediano.
Raggio più lungo della pinna dorsale slanciato, ossificato e con bordo
posteriore dentellato per un tratto non inferiore alla metà della sua
lunghezza. Livrea del dorso più o meno scura, variabile da verde
grigiastro a bruno giallastro. Fianchi progressivamente più chiari fino al ventre bianco
o bianco giallastro. Pinne translucide, con sfumature di tinta simile a
quella di fondo della livrea. |
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Dimorfismo
sessuale - Durante il periodo riproduttivo, i
maschi hanno tubercoli nuziali nella regione cefalica. |
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Habitat
e abitudini
- Il barbo ellenico
vive sia in acque correnti, sia lacustri, con substrato duro, misto a
roccia, sabbia e ghiaia, frequenta anche canali con fondale fangoso. Preferisce acque limpide e bene
ossigenate, ma può vivere anche in ambienti di qualità inferiore. Specie di di fondo, gregaria, vive in branchi spesso associata con altri
ciprinidi. Di abitudini crepuscolari e notturne, tende a restare rintanato
durante le ore di massima insolazione. Nei mesi più rigidi si raduna in
branchi nelle pozze più profonde, dove resta in stato latente riparato in
anfratti o sotto grandi massi.
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Alimentazione - Il barbo ellenico si nutre di
invertebrati bentonici, come molluschi, crostacei e larve d'insetti, di detriti organici e,
rispetto ad altre specie dello stesso genere, di una maggior percentuale
sostanze vegetali come alghe filamentose e diatomee. |
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Riproduzione
- La stagione di frega inizia in tarda primavera, generalmente si
svolge da maggio a luglio. Le femmine depongono in acque correnti ben
ossigenate su fondali
ghiaiosi. Lo sviluppo embrionale è relativamente veloce, con acqua a
temperatura di circa 20 °C, le uova schiudono in circa cinque giorni. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. L. graecus raggiunge una lunghezza massima di circa 45 cm (media 30 - 40 cm). |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è vittima di vari tipi di
vermi trematodi e cestodi, di crostacei parassiti e di varie malattie
virali e batteriche. Gli individui giovani possono essere predati da vari
tipi di pesci ittiofagi. Gli adulti sono predati da pesci più grandi, da
uccelli ittiofagi e da rettili acquatici. |
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Status
della specie - L.
graecus ha un'area di distribuzione limitata, la zona in cui è
presumibilmente presente risulta minore di 5.000 km², mentre l'area di
occupazione accertata è inferiore a 500 km², divisa in 2 - 5 zone
separate. Il continuo abbassamento del livello delle acque del lago Yliki,
dovuto a prelievo idrico e da opere di bonifica, riduce progressivamente
il territorio a disposizione della specie, mentre il continuo inquinamento delle
acque contribuisce ad accelerare il decadimento dell'habitat. Questi fenomeni
hanno prodotto una frammentazione dell'areale e ridotto la specie in gruppi sempre
più piccoli di
sottopopolazioni. |
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Protezione
- La specie è protetta ai sensi della legge greca sulla pesca con
periodi di divieto e, probabilmente misure minime, misure che spesso non
vengono severamente applicate. La
specie è inserita nell'annesso III della Convenzione di Berna, sulla
conservazione della fauna selvatica europea e degli habitats naturali,
come specie minacciata.
ella Lista Rossa IUCN (International Union
for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è elencata tra
quelle in pericolo (EN B1ab (i, ii, iii, iv) + 2ab (i, ii, iii, iv),
Endagered). |
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Valore
economico - La specie non viene abitualmente catturata per
fini commerciali. Le sue carni, anche se liscose, sono localmente molto
apprezzate dalla popolazione che di solito le consuma fritte. |
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Pesca - Questo barbo è catturato sia dai
pescatori sportivi sia da quelli professionisti, La pesca è praticata con
frequenza, soprattutto con lenze collocate a fondo o radenti il fondo,
nonché con reti da posta e con la bilancia. |
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