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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Luciobarbus

Il barbo di Graells, Luciobarbus graellsii (Steindachner, 1866)

Caratteri meristici - Squame in serie laterale 43 - 48 + 2 - 3.

Descrizione - Corpo a sezione ovale compresso lateralmente, più alto e robusto delle specie simili, come L. bocagei, L. guiraonis e L. sclateri. Barbigli lunghi rispetto alle dimensioni del capo, il primo paio raggiunge il bordo anteriore dell'occhio, il secondo arriva fino al bordo posteriore. Labbro inferiore spesso, privo di lobo mediano. Bordo della mascella inferiore ricoperto dal labbro. Raggio più lungo della pinna dorsale slanciato, ossificato, privo di dentelli posteriori, la dentellatura si incontra sporadicamente negli esemplari immaturi. Pinna dorsale con bordo posteriore diritto o leggermente concavo. Pinne ventrali inserite alla corrispondenza dell'origine della pinna dorsale. La colorazione del dorso è verdastro scuro, sfuma gradatamente sui fianchi, che assumono sfumature dorate, per divenire bianco giallastra sul ventre. Gli immaturi hanno macchie leggermente più scure della tinta di fondo su dorso e fianchi.

Dimorfismo sessuale -  I maschi sono più piccoli delle femmine (Doadrio, 1984) e, durante il periodo riproduttivo, presentano nella regione cefalica dei tubercoli nuziali arrotondati.

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Habitat e abitudini Luciobarbus graellsii riesce a colonizzare quasi tutti i tipi di ambiente fluviale, preferisce comunque il corso medio e superiore dei fiumi (zona del barbo e zona del temolo). Nel tratto superiore dei fiumi viene spesso sostituito da B. haasi e B. meridionalis.  Come le altre specie di barbi, anche L. graellsii è gregario. Vive in piccoli gruppi che si raccolgono tra gli anfratti delle rive o sotto pietre del fondo. Tende ad aggregarsi in branco con altri ciprinidi. Nelle ore più calde della giornata, preferisce stazionare nelle zone a corrente più tranquilla, presso le sponde, dove le radici degli alberi forniscono rifugi naturali. Nelle ore crepuscolari e notturne si sposta in cerca di cibo. In inverno, durante i periodi più rigidi, i branchi si spostano nelle parti più profonde e calme dei corsi d'acqua, dove si riparano tra gli anfratti del substrato svolgendo attività ridotta o rimanendo in stato latente.

Alimentazione Presenta una alimentazione varia, a seconda della disponibilità dell'ambiente si ciba tanto di detriti organici e sostanze vegetali, come di macroinvertebrati bentonici (Sostoa et al.,1990).

Riproduzione -  La stagione riproduttiva dura da maggio fino ad agosto, con il massimo di maturità dei gameti raggiunto in giugno (Sostoa, 1983). I branchi di riproduttori compiono migrazioni in risalita, anche per lunghi tratti, per raggiungere zone adatte alla frega. Come specie litofila, L. graellsii ricerca acque poco profonde, correnti e ben ossigenate, con fondali a ghiaia grossolana. Le femmine scavano nel substrato con la pinna anale, creando depressioni dove depongono le uova. A seconda della taglia, ogni femmina depone da 5.000 a 25.000 uova.

Accrescimento e resilienzaTempo minimo di raddoppiamento della popolazione, molto basso: più di 14 anni. Maschi e femmine raggiungono la maturità a 4 anni (alcuni maschi anche a 3 anni). La crescita è piuttosto lenta. A tre anni, in ambiente naturale, raggiunge la taglia di  150- 200 mm (Sostoa, 1983). Nel delta del fiume Ebro,i maschi vivono circa 11 o 12 anni, meno delle femmine che possono raggiungere e superare i 16 anni. Specie di grande taglia, che può raggiungere gli  800 mm di lunghezza totale (Sostoa, 1990), ma la maggioranza degli esemplari non supera i 350 mm.

Predatori, parassiti e malattie - Viene parassitato, principalmente nelle branchie, pinne ed epidermide da: Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon homoion homoion. I giovani esemplari vengono predati da pesci ittiofagi, specialmente specie alloctone introdotte. Gli esemplari più grandi possono essere vittime di uccelli ittiofagi e di pesci predatori più grandi. L'introduzione della specie predatrice S. glanis nelle acque iberiche rappresenta una grave minaccia per la specie.


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Status della specie - Il barbo di Graells è in forte contrazione in gran parte dell'areale di distribuzione. Le cause principali sono essenzialmente la riduzione delle portate dei corsi d'acqua, che proprio nei tratti pedemontani subiscono in genere massicci prelievi idrici, l'inquinamento e le modificazioni antropiche sugli alvei.

ProtezioneB. graellsii non figura nella "Lista Roja de los Vertebrados de España" (Icona, 1986), per il semplice motivo che non viene distinto da Barbus bocagei.Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

Valore economico - In Spagna, la specie è dichiarata oggetto di pesca dal "Real Decreto 1095/89", strumento legislativo che elenca le specie cacciabili della fauna spagnola. Localmente riveste un certo valore come pesce commestibile. La sua maggiore importanza è legata alla pesca sportiva, infatti è una delle prede maggiormente ambita dai pescatori.

Pesca - Praticata con frequenza, soprattutto con lenze collocate a fondo o radenti il fondo, nonché con la bilancia. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. Si tratta di un pesce che oppone una resistenza proporzionalmente notevole alla cattura.

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