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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Cyprinidae Luciobarbus

Il barbo di Valencia, Luciobarbus guiraonis (Steindachner, 1866)

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 45 - 49. File di squame sopra la linea laterale: 8 - 10. File di squame sotto la linea laterale: 4 - 7. Branchiospine: 13 - 17. Vertebre: 41 - 46. Denti faringei: 4.3.2- 2.3.4. Pinna dorsale: III - IV, 8 - 9. Pinna caudale: 17. Pinna anale: III, 5. Pinne pettorali: 18. Pinne ventrali I, 8.

Descrizione - Il corpo di L. guiraonis è massiccio, con testa relativamente piccola. Il capo è largo, con distanza interorbitale pari a circa il doppio del diametro dell'occhio. Bocca protrattile, infera, provvista di due paia di barbigli. La bocca non è allungata come in L. graellsii, ma ha labbra dure, grandi e carnose, con il labbro inferiore che tende ad arretrare verso il dentale. Le pinne sono allungate, specialmente quella caudale. La pinna dorsale si origina alla corrispondenza con l'inserzione delle pinne ventrali, ed il suo margine è dritto o debolmente concavo. Il peduncolo caudale è largo, la sua altezza è circa 1.8 volte la sua lunghezza.

La colorazione è grigio verdastra uniforme, con dorso un poco più scuro, nei giovani sono presenti punteggiature nerastre. Un carattere distintivo è data dalla tinta delle pinne, si presentano sempre più scuro del resto del corpo.

Secondo Doadrio (1990), L. guiraonis è membro del gruppo iberoafricano del genere Luciobarbus e si presenta come molto diverso dalle altre specie di barbi europei. Per il riconoscimento della specie, i principali caratteri diagnostici sono i quattro denti faringei sulla fila esterna, i tubercoli nuziali ben sviluppati disposti sulla parte anteriore della testa. L. guiraonis differisce dalle altre specie ibero - africane per l'ultimo raggio indiviso della pinna dorsale, che è dentellato negli esemplari giovani, mentre nella maggior parte degli individui adulti, la dentellatura è ridotta od assente. Le specie morfologicamente più vicine a tutti diffusi nella Penisola Iberica e incluse nel sottogenere Luciobarbus (Machordom e Doadrio, 2001a). L. guiraonis differisce dalle atre tre specie simili per il grande numero di quame sulla linea laterale (media = 48.5) e nel numero di squame sulle serie laterali (media = 8.8/5.8).

Gli esemplari di L. guiraonis sono generalmente meno slanciati di quelli di L. graellsii. Un'altra differenza è rappresentata dal secondo paio di barbigli, più corti che in L. graellsii. in L. guiraonis quelli della coppia anteriore, se piegati indietro, non oltrepassano il bordo anteriore dell'occhio, né quelli della coppia posteriore superano il bordo posteriore del medesimo. L. guiraonis differisce da L. bocagei, e L. sclateri, per avere l'ultimo dente faringeo della fila più esterna molto grande e per le pinne, che sono più lunghe.

Dimorfismo sessuale - I maschi, durante il periodo riproduttivo, presentano nella regione cefalica dei tubercoli nuziali arrotondati. Le femmine sono più grandi dei maschi ed hanno la pinna anale più lunga.

Caratteristiche osteologiche - L'etmoide è tanto lungo quanto largo. Il frontale è largo, con il bordo superiore convesso. l'osso uroiale ha larga superficie basale ed un piccolo processo superiore. La superficie masticatoria dei denti faringei ha un andamento crescente. Il quarto e quinto osso circumorbitale sono larghi come gli altri.

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Habitat e abitudini L. guiraonis è una specie ubiquitaria, non è presente soltanto nelle zone più elevate dei corsi d'acqua che popola. In quegli habitat viene sostituito dal barbo pinnerosse (B. haasi). Questo barbo è frequente anche in canali e lagune naturali. Allo stato attuale, la biologia della specie è scarsamente conosciuta. L. guiraonis è gregario. Vive in piccoli gruppi che si raccolgono tra gli anfratti delle rive o sotto pietre del fondo. Nelle diurne è meno attivo che nelle ore crepuscolari e notturne. Il barbo di Valencia sembra essere maggiormente adattabile delle altre specie di barbi iberici. Si tratta di una delle specie maggiormente diffuse in Spagna.

Alimentazione - A seconda della disponibilità dell'ambiente si ciba tanto di detriti organici e sostanze vegetali, come di macroinvertebrati bentonici. 

Riproduzione - La stagione riproduttiva dura da aprile fino ad giugno. La specie è litofila, frega nei letti ghiaiosi con acque ben ossigenate. Le femmine scavano nel substrato con la pinna anale, creando depressioni dove depongono le uova. La femmina depone varie migliaia di uova adesive che aderiscono al substrato.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. Si tratta di una specie di taglia medio grande, capace di raggiungere e superare i 50 cm di lunghezza, con una media, misurata in un campione di 40 esemplari, pari a x = 193.5 mm.

Predatori, parassiti e malattie - Gli individui giovani sono preda di varie specie di pesci e di uccelli ittiofagi. Gli adulti sono predati dai grandi pesci di origine alloctona come siluro, lucioperca e luccio. Viene parassitato, principalmente nelle branchie, pinne ed epidermide da: Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon homoion homoion.


  Collected from the web.  
Collected from the web.

Status della specie - Nonostante sia ancora abbondantemente diffusa, la specie sta subendo una certa rarefazione a causa di fenomeni antropici, come il prelievo idrico e l'inquinamento, e per l'immissione di specie alloctone come i pesci gatto dei generi Silurus e Clarias. Gli studi più recenti prevedono un declino di circa il 30% nei prossimi 10 anni.

ProtezioneL. guiraonis non figura nella "Lista Roja de los Vertebrados de España" (Icona, 1986), per il semplice motivo che non viene distinto da Barbus bocagei.  La specie è considerata fauna ittica protetta (Anexo IV) nel "Catálogo Valenciano de Especies Amenazadas de Fauna" (Decreto 265/1994). La specie è elencata nell'Annesso III della Convenzione di Berna e nell'allegato V della Direttiva dell'Unione Europea "Habitat" come B. capito. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata vulnerabile (VU A3ce, Vulnerable).

Valore economico - Inesistente. Apprezzato dai pescatori sportivi. Le sue carni, liscosema saporite, sono generalmente consumate fritte od in zuppa assieme ad altri tipi di pesci. Pesce d'interesse faunistico (endemismo iberico).

Pesca - Praticata con frequenza, soprattutto con lenze collocate a fondo o radenti il fondo, nonché con la bilancia. Le esche più idonee sono costituite da larve di mosca carnaria, lombrichi, larve di insetti acquatici. Si tratta di un pesce che oppone una resistenza proporzionalmente notevole alla cattura.

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