|
|
|
|
|
 |
Il
barbo microcefalo,
Luciobarbus
microcephalus
(Almaça 1966) |
|
Caratteri
meristici - Squame in serie laterale - 45 - 50 + 3. |
|
Descrizione
- La forma generale non differisce in maniera significativa da
quelle degli altri barbi iberici, con l'eccezione di B. haasi e di B.
meridionalis. Corpo a sezione ovale compresso lateralmente con
lunghezza della testa pari a 22 - 27% SL. Le labbra sono fini ed accorciate, l'inferiore si
accosta al dentale ed il superiore al mascellare. Il labbro inferiore è
privo di lobo mediano. I barbigli sono fini e
corti. Terzo raggio indiviso
della pinna dorsale robusto e dentellato per buona parte della sua
lunghezza. Pinna dorsale grande con bordo posteriore concavo. La
colorazione del dorso è verdastro scuro, sfuma gradatamente sui fianchi,
per divenire bianco giallastra sul ventre. Dorso e fianchi con sfumature
dorate. Pinne translucide, con sfumature di tinta simile a quella di fondo
della livrea. La pinna anale e le pinne pari possono presentare sfumature
giallo arancio più o meno marcate. Negli esemplari adulti non si osservano macchie sulla livrea o
sulle pinne, mentre gli immaturi presentano piccole macchie scure su dorso
e fianchi. |
|
Dimorfismo
sessuale - Come gli altri barbi spagnoli, anche la femmina del
barbo microcefalo ha la membrana della pinna anale molto più grande e
larga del maschio. Carattere che sembra essere correlato con l'abitudine
di usare la pinna per scavare il substrato, durante la deposizione delle
uova. Nel periodo riproduttivo, nei maschi compaiono i tubercoli
nuziali (vedi foto). |
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click
sull'immagine per ingrandire e per le informazioni. |
|
Habitat
e abitudini
- Questa specie convive
con L. comizo In canali, bacini e fiumi profondi e con corrente
lenta. Non si incontra mai nelle zone più a monte. Rispetto
a L. comizo può trovarsi anche in quelle zone, comprese nel tratto
inferiore del fiume, a corrente più vivace.
|
|
Alimentazione - L. microcephalus
si ciba di microinvertebrati e macroinvertebrati di fondo: larve di
ditteri (Tipula, chironomidi), plecotteri, efemerotteri,
tricotteri e crostacei, talvolta preda anche piccoli pesci. Entrano nella
dieta sostanze vegetali e materiale organico in decomposizione. |
|
Riproduzione - La riproduzione si svolge da
tarda primavera al principio dell'estate, a seconda delle condizioni
climatiche. I riproduttori
formano branchi e si spostano in cerca dei luoghi adatti alla deposizione.
La frega avviene in acque basse, ossigenate, con fondale ghiaioso o
pietroso. Le uova, giallastre, misurano circa 2 mm di diametro, sono
adesive ed aderiscono al substrato. L'incubazione dura una decina di
giorni, secondo la temperatura dell'acqua. Dopo la schiusa le larve
giacciono sul fondo fino al riassorbimento del sacco vitellino, in seguito
iniziano a spostarsi sul fondale ed a cibarsi di detrito, organismi
planctonici e microinvertebrati. |
|
Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La lunghezza massima conosciuta è di 50 cm. |
|
Predatori,
parassiti e malattie - Viene parassitato, principalmente nelle
branchie, pinne ed epidermide da: Gyrodactylus katharineri, Dactylogyrus
bocageii, Dactylogyrus carpathicus, Dactylogyrus dyki e Paradiplozoon
homoion homoion. Gli individui giovani sono preda di vari tipi di
pesci. Gli adulti sono predati da grandi pesci di origine alloctona, come il siluro, il
lucioperca ed il luccio, e da varie specie di uccelli ittiofagi. |
|
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click
sull'immagine per ingrandire e per le informazioni. |
|
Status
della specie - L'introduzione di specie esotiche nel suo areale, come il persico sole
(Lepomis gibbosus), il pesce gatto nero
(Ictalurus melas), il
black-bass (Micropterus salmoides),
il luccio (Esox lucius), il lucioperca (Stizostedion lucioperca)
e diverse specie di ciprinidi, è una delle cause principali del declino
di questa specie. Inquinamento e pressione antropica, danneggiano la
consistenza delle sue popolazioni. In particolare il prelievo idrico
incontrollato e la costruzione di dighe, sprovviste di sistemi di risalita
per pesci, danneggiano spesso in modo irreparabile l'habitat di questa
specie. IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources) riporta che le popolazioni di L. microcephalus sono diminuite
di circa il 30% negli ultimi 10 anni e, probabilmente, si assisterà ad un
calo altrettanto marcato nei prossimi 10 anni. |
|
Protezione
- La specie è citata come "non in pericolo nel "Libro Rojo de los Vertebrados
Españoles". Dichiarata specie oggetto di pesca dal "Real Decreto
1095/89", strumento legislativo che elenca le specie cacciabili della
fauna spagnola. Figura come specie commercializzabile nel "Real Decreto 1118/89".
Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources) la specie è classificata vulnerabile (VU A2ce + 3ce,
Vulnerable). |
|
Valore
economico - Una volta questo barbo veniva attivamente
catturato a scopo commerciale da pescatori locali. Attualmente mantiene un
certo interesse, ma la sua principale importanza è legata alla pesca
sportiva. |
|
Pesca
- Viene pescato con reti da posta (tramagli), con bilance e con
l'amo. Specie apprezzata dai pescatori sportivi, per la sua capacità di lottare con
energia. Generalmente si insidia alla passata, con canna fissa o bolognese,
o a fondo (legering e carp-fishing). |
|
Galleria
Fotografica |
| |
 |
|
| |
Pag. 1 |
|
|
|
|