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Webmuseum Osteichthyes Cypriniformes Leuciscidae Pelecus

Chekon, Pelecus cultratus (Linnaeus, 1758)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 88-120. Branchiospine: 15-26. Vertebre:  46-52. Pinna dorsale: II-III (di norma III)/6-10 (di norma 7). Pinna caudale: 19. Pinne pettorali: 13-17. Pinne ventrali: 6-8 Pinna anale: II-III (di norma III)/ 24-291/2. Denti faringei: 2.5-5.2; possibili varianti: 2.5-4.2, 2.4-5.2 e 2.5-5.3.

 

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Descrizione - Corpo allungato, a sezione trasversale ellittica, fortemente appiattito lateralmente e con dorso a profilo quasi rettilineo. Una carena ventrale appuntita, priva di squame, si estende dalla gola fino all'apertura anale. Testa inclinata verso l'alto, con bocca in posizione superiore ed aperture opercolari molto grandi.  Mascella inferiore a forma di uncino, negli esemplari di taglia maggiore presenta un tubercolo arrotondato apicale che si inserisce in un'incisura della mascella superiore. Denti faringei biseriati. Linea laterale ad andamento ondulato. Pinne pettorali lunghe e falcate. Pinna caudale con lobo inferiore più sviluppato e con raggio esterno semirigido.  Livrea del dorso più o meno scura, di colore verde con sfumature bluastre o brune. Fianchi e ventre argentei, tinta di fondo dei fianchi è simile a quella del dorso solo nella parte superiore. Pinne ialine semitrasparenti, con riflessi a grigiastri. Pinne dorsali ed anale più scure e spesse. Pinne pari e pinna anale spesso con riflessi giallastri e base giallo arancio, più evidenti nel periodo di frega.

 

 

Dimorfismo sessuale -  Non evidente. I maschi raggiungono taglie inferiori rispetto alle femmine.

 

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Habitat e abitudini Specie pelagica, diffusa nel corso medio ed inferiore dei fiumi di maggiore portata, in laghi costieri, lagune, estuari e aree salmastre marine. Esistono popolazioni semianadrome ed altre residenti stabilmente in acqua dolce. Gli adulti delle popolazioni semianadrome svolgono la fase trofica nelle aree pelagiche dei mari poco salati (Mar Caspio, Mar Baltico) od in prossimità degli estuari di grandi fiumi (Mar Nero, Mar d'Azov), mentre risalgono in acqua dolce per riprodursi. Le popolazioni di acqua dolce si riproducono nelle zone pelagiche dei laghi e dei maggiori fiumi, nelle aree di esondazione e nei canali di maggiore portata. Nel fiume Don la comparsa in acqua dolce delle popolazioni semianadrome comincia in luglio, la risalita si interrompe quando i fiumi vengono coperti dal ghiaccio, e riprende la successiva primavera. Dopo la frega i riproduttori iniziano immediatamente la discesa in acque salmastre od in mare per alimentarsi. Gli immaturi scendono verso gli estuari durante la prima estate di vita. Specie fortemente gregaria forma branchi numerosi. P. cultratus sembra particolarmente abbondante nelle grandi dighe artificiali che interrompono il corso dei fiumi Volga e Don, ed è presente in buon numero anche nel Lago di Aral e nei suoi tributari.

 

 

Alimentazione - La dieta è prevalentemente costituita da plancton ed invertebrati, ma gli esemplari di taglia maggiore predano anche pesci, come clupeonelle, alburni, gobidi e spinarelli. Il cibo catturato in superficie include insetti ed altri invertebrati terrestri caduti in acqua. Nei bacini maggiori ed in acque marine salmastre i branchi seguono le migrazioni batimetriche stagionali e giornaliere del plancton. le larve e gli immaturi si alimentano di plancton e microinvertebrati.

 

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Riproduzione - Nella diga di Kyubyshev, nel bacino del fiume Volga, la frega avviene durante la seconda metà di maggio, quando la temperatura dell'acqua è tra i 13.5-14.1 °C ed i 18-22°C, ad una profondità di 2-3,5 metri. La deposizione delle uova si svolge solitamente al tramonto, copre un periodo temporale di circa 24 giorni, con un picco di massima di 10 - 12 giorni. Nel corso del fiume Volga la deposizione si svolge in zone a bassa corrente (0.28-1.1 m/sec) con substrato a sabbia e ghiaia. Per stagione ogni femmina può produrre fino a 71.400 uova. Immediatamente dopo la fecondazione le uova affondano ma, grazie all'elevata igroscopicità, dopo circa un'ora aumentano la capacità di galleggiamento rigonfiando fino a raggiungere un diametro medio di 4.7 mm. A questo stadio vengono trasportate passivamente dalla corrente, che provvede anche a mantenerle sospese nella colonna dell'acqua. Le uova pelagiche  possono completare lo sviluppo embrionale anche in acque ferme, come pianure allagate, bracci morti dei fiumi, baie ed laghi, grazie all'apporto di ossigeno garantito dagli scambi gassosi aria-acqua, effettuati dal forte vento che spira costante in molte regioni dell'Europa centro orientale. Dopo la schiusa le larve sono natanti, fototropiche ed attive.

 

 

Accrescimento - Nel fiume Volga, la maturità sessuale  è raggiunta dai maschi a 3-4 anni, ad una lunghezza minima di 200 mm SL, mentre le femmine maturano a 4-5 anni, quando misurano almeno 220 mm SL. Nel fiume Kura, in Azerbaijan, dove lo sviluppo risulta più veloce che in altre popolazioni, per entrambi i sessi la prima deposizione si verifica al secondo anno di vita. I pesci del Kura di classe 2+ hanno le stesse dimensioni di quelli di classe 3+ del fiume Don e del Mar Nero e  di quelli di 4+ del mare di Aral. Il periodo di massima fecondità di ogni singolo pesce dura circa 4-10 anni. La durata della vita è di almeno di 16 anni (Sil'chenko, 1976), mentre l'età massima raggiunta dagli esemplari sterili di entrambi i sessi non supera i 6 anni.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie di origine virale e batterica. Ospite e portatrice di parassiti, tra cui elminti, protozoi, sanguisughe, crostacei, ed altri invertebrati. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre gravi malattie micotiche. Viene insidiata da pesci ed uccelli ittiofagi (cormorani, pellicani, trampolieri e svassi), ed in misura minore anche da mammiferi e rettili acquatici. Krylov (1984) riporta che nel Mar Caspio rientra nella dieta della foca (Pusa caspica). Uova, larve, ed avannotti, fanno parte della dieta di crostacei, insetti acquatici (ditisci, notonette) o larve acquatiche carnivore di insetti, ed altre specie di invertebrati.

 


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Status della specieP. cultratus risulta comune e relativamente abbondante in tutta la sua area di distribuzione, e non sono segnalate particolari cause di minaccia per la specie. Le popolazioni del Mar nero hanno subito una forte contrazione a causa della regimazione e canalizzazione dei principali fiumi, ma attualmente appaiono stabilizzate. Lelek (1987) classifica questa specie come rara in Europa ma relativamente comune nel bacino del Mar Caspio. Kiabi ed altri (1999), in base ai test di verifica dell'IUCN, considerano questa specie come seriamente minacciata nei bacini fluviali del sud del Mar Caspio. Le indagini condotte nel Mar Caspio hanno evidenziato un'eccessiva pressione di pesca ed una forte contrazione dell'habitat (riduzione a meno del 25% dei corpi idrici).

 

 

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Anche se viene regolarmente pescata in tutto il bacino del Mar Caspio, il valore commerciale della specie non è elevato, la carne, grassa e liscosa, viene generalmente venduta affumicata. Le squame contengono cristalli argentei di guanina e, fino alla metà del secolo precedente, veniva estratta ed usata per formare l'essenza d'oriente, composto usato per dipingere le perle artificiali.

 

 

Pesca - Attualmente la pesca industriale viene scarsamente praticata, anche se nel periodo 1909 - 1913, nella regione del Volga, venivano catturati annualmente più di 14 milioni di pesci. Specie di scarso interesse per la pesca sportiva. Abbocca volentieri alla mosca artificiale ma non riveste molta importanza per tale disciplina.

 

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