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Sanguinerola, Phoxinus lumaireul (Schinz, 1840)

 

Caratteri meristici - Squame in serie laterale: 79-93. Branchiospine: 7-9. Vertebre: 38-40. Pinna dorsale: III/7-8. Pinna caudale: I/19/I. Pinne pettorali: I/14-15. Pinne ventrali: II/7-8. Pinna anale: III/6-8. Denti faringei: 2.4 - 5.2.

 

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Descrizione - Corpo allungato, subcilindrico anteriormente e compresso nel quarto posteriore. Testa arrotondata, relativamente grande rispetto al resto del tronco. Lunghezza del muso pari al 26-29% della lunghezza totale della testa ed equivalente 0.9-1.1 volte il diametro oculare. Bocca in posizione terminale, piccola e con mascella superiore leggermente prominente. Denti faringei biseriati e spesso asimmetrici: 2.4 da un lato e 5.2 dall'altro. Squame cicloidi, piccole, affossate nel derma e poco visibili. Zona ventrale tra le pinne pettorali con squamatura separata da un'area nuda. Linea laterale spesso incompleta, con termine nella zona tra l'origine delle pinne ventrali e la base della pinna anale. Peduncolo caudale snello, di lunghezza pari a 2.2-2.6 volte la sua altezza. Pinna dorsale breve ed a margine convesso. Pinna anale arrotondata e pinna caudale nettamente biloba. Livrea di colore variabile, in relazione all'età, al sesso ed alle condizioni ambientali. Colore del dorso più o meno scuro, variabile da bruno olivastro a bronzo dorato, con rada marmoratura scura. Fianchi, dello stesso colore di fondo del dorso, progressivamente più chiari verso il colore argenteo o biancastro del ventre. Su entrambi i lati è presente una serie di 12 - 15 grandi macchie rotondeggianti scure, talvolta fuse a formare una banda longitudinale. Tra il dorso e la zona scura laterale, se si osserva l'esemplare da una certa angolazione, si nota una striscia iridescente di colore giallo dorato. Durante il periodo di frega entrambi i sessi sviluppano tubercoli nuziali, ma questi risultano più grandi e numerosi nei maschi.

 

 

Dimorfismo sessuale - Le femmine hanno generalmente dimensioni maggiori, e nel periodo di frega appaiono più tozze per la maturazione delle gonadi. I maschi hanno pinne pettorali più grandi e con i primi otto raggi ingrossati. Nella stagione della riproduzione, i maschi sviluppano una livrea nettamente più brillante rispetto alle femmine. Il dorso ed i fianchi divengono blu o di colore verdastro metallico, la tinta dorata e le varie macchie nere appaiono più marcate, ed il ventre, la mandibola, e la base delle pinne pari e della pinna anale si presentano di colore rosso acceso.

 

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Habitat e abitudini - Ciprinide reofilo generalmente diffuso in acque con alto tenore di ossigeno disciolto, temperature non troppo elevate e substrato duro, misto a sabbia, ghiaia e pietrisco. Talvolta si incontra anche in stagni e risorgive, ricchi di vegetazione e fondale con cospicui tratti melmosi, ma sempre ben ossigenati e non inquinati. Frequente in acque torrenti di fiumi e torrenti, popola anche laghi prealpini e alpini di grandi e piccole dimensioni, anche a quote molto elevate (fino a 2000 m sul livello del mare). La sanguinerola è il solo ciprinide presente nella "zona superiore della trota", ma è diffusa in gran numero anche nelle aree pedemontani, dove si trova associata ad altre specie, come il barbo canino, il cavedano, il temolo e lo scazzone. In pianura si incontra in fontanili e in fiumi di risorgiva, dove si sposta in branchi misti con giovani di cavedano, lasca e triotto. Specie fortemente gregaria, forma generalmente gruppi di 10-20 esemplari. I branchi stazionano abitualmente nelle zone la corrente è relativamente calma, posizionandosi a 5-10 cm dal fondale. Gli individui isolati sostan in prossimità delle rive, nascosti tra i massi o tra la vegetazione litorale. Le capacità di nuoto sono rilevanti e, malgrado le modeste dimensioni, resiste in correnti forti a lungo, per spostarsi in zone più calme solo per brevi periodi di riposo. Talvolta questi pesci saltano fuori dall'acqua, per catturare insetti che sorvolano la superficie. Specie tipica di acque fredde, svolge attività nel corso di tutto l'anno.

 

 

Alimentazione - La composizione varia secondo l'età ed il ciclo stagionale. L'alimentazione comprende insetti acquatici (soprattutto chironomidi), molluschi, crostacei, plancton (diaptomidi, ciclopidi, cladoceri), alghe filamentose e detrito organico. Talvolta preda avannotti di altra specie. Gli avannotti si cibano di plancton e microinvertebrati.

 

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Riproduzione - Il periodo di frega va da maggio a luglio, a seconda dell'andamento climatico dell'anno in corso. La specie si riproduce a temperature dell'acqua non inferiori 12 °C, in epoca diversa in base all'altitudine delle "stazioni" abitate. I maschi sessualmente lottano tra loro per la conquista delle femmine. La frega avviene in gruppi più o meno numerosi formati da una ad alcune femmine e numerosi maschi. La deposizione si svolge in acque basse, su substrato sabbioso misto a ghiaia e pietrisco, spesso in vicinanza di sorgenti sotterranee. La frega è policiclica, le femmine possono effettuare più deposizioni nella stessa stagione. Per ciascun ciclo ogni femmina produce da 800 a 1.500 uova adesive biancastre, dal diametro di 1,0 - 1,5 mm. Dopo la fecondazione le uova aderiscono al substrato fino alla schiusa. La durata dello sviluppo embrionale dipende dalla temperatura dell'acqua: a 18 °C le uova, schiudono in 4 - 5 giorni, mentre a 13 - 14 °C impiegano un tempo doppio. Alla nascita le larve misurano circa 2 - 5 mm e restano nascoste sul fondale fino al riassorbimento del sacco vitellino.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La crescita avviene piuttosto lentamente; a un anno d'età le sanguinerole misurano da 30 a 50 mm. Nelle popolazioni montane e pedemontane si osserva un tasso d'accrescimento generalmente minore rispetto a quello delle popolazioni planiziali. Non si notano apprezzabili differenze nella velocità di crescita dei due sessi. Negli individui di tre anni la lunghezza varia tra i 60 ed i 75 mm, con un peso compreso tra 2,3 e 4,7 g. Nella maggioranza delle popolazioni la maturità sessuale viene raggiunta al 2° anno d'età, ma in habitat ad alta produttività l'accrescimento è più rapido e non è raro osservare individui sessualmente maturi di classe 1+. La dinamica delle popolazioni è caratterizzata da una elevata mortalità negli individui di sesso maschile (raramente superano 3 anni), mentre le femmine arrivano facilmente a 4 anni. L'età massima osservata per la sanguinerola è di circa 6 - 7 anni. Negli adulti il rapporto sessi  è generalmente spostato a favore delle femmine: ad un maschio corrispondono circa due femmine. Le popolazioni a maggiore densità sono più comuni in modesti corsi d'acqua pedemontani rispetto a fiumi di maggiore portata. Questa differenza di consistenza numerica è probabilmente da imputare alla presenza maggiore di predatori. In particolare la densità della sanguinerola sembra essere inversamente proporzionale a quella dei salmonidi. Specie di piccole dimensioni, gli adulti presentano una lunghezza standard compresa tra i 60 ed i 90 mm, anche se negli ambienti più produttivi alcuni esemplari possono raggiungere la taglia di circa 19 cm SL.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie è soggetta a malattie di origine virale e batterica, è ospite di varie specie di parassiti. Tra i parassiti più diffusi figurano i trematodi dei generi Dactylogyrus e Gyrodactylus. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre malattie micotiche gravi. P. lemaireul costituisce una fondamentale fonte di cibo per molte specie di pesci, in particolare Salmonidi. Rientra anche nella dieta di bisce d'acqua (Natrix natrix e Natrix tassellata), e di vari uccelli acquatici, come aironi, nitticore, e svassi. Uova, larve e immaturi sono spesso cibo di pesci, crostacei, insetti acquatici predatori e larve acquatiche carnivore di insetti.

 


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Status della specieP. lemaireul è tra i ciprinidi maggiormente sensibili ad inquinamento e ad alterazioni ambientali. La maggioranza degli autori concorda sul forte declino subito dalle popolazioni di sanguinerola nel corso degli ultimi 50 anni, contrazione che ha interessato sia l'ampiezza dell'area di distribuzione, sia la consistenza numerica delle popolazioni. Le principali cause della rarefazione della specie sono da imputare ad inquinamento agricolo, al prelievo idrico eccessivo ed a modifiche dell'habitat come canalizzazioni, derivazioni e costruzione di dighe ed altri sbarramenti invalicabili in grado di interrompere la continuità fluviale. Altra grave minaccia alla sopravvivenza della specie sono le semine sovradimensionate di trote effettuate a scopo alieutico e per favorire il turismo legato alla pesca sportiva. La specie è stata casualmente importata negli anni ottanta in alcune località dell'Italia centro meridionale, ma la sua acclimatazione deve essere confermata da segnalazioni attendibili.

 

 

Protezione - Nessuna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - La specie è priva di valore commerciale. La sanguinerola ha carni considerate mediocri, amare e piccanti, anche se secondo alcuni sono invece buone e adatte a una eccellente frittura. Normalmente è venduta viva come esca, pesce d'acquario o come cibo per altri pesci, rettili ed uccelli ittiofagi (anche surgelata).

 

 

Pesca - La pesca professionale è inesistente. Per la pesca sportiva si impiegano lenze leggere e sottili con piccoli galleggianti o modesti retini. Come esche sono usate i lombrichi, le larve dei chironomidi e quelle di mosca (bigattini).

 

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