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Il
gobione del delta danubiano,
Romanogobio antipai (Banarescu,
1953) |
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Caratteri
meristici - Squame circumpeduncolari: 12. Raggi divisi nella pinna
dorsale: 81/2.
Raggi divisi nella pinna anale: 61/2. Numero cromosomico: 2n = 50. |
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Descrizione
- Specie simile a R. kesserii, di cui era considerata sottospecie,
da cui si distingueva per gli occhi di diametro molto piccolo (17 - 23%
HL).
Presenza di cresta epiteliale sulle squame predorsali. Quattro squame
dall'apertura anale all'origine della pinna anale. Livrea del dorso bruno verdastra o verde grigiastra, fianchi più chiari
con riflessi argentei, ventre è bianco o bianco argentato. Sono presenti
grandi macchie nerastre o bruno nerastre, tra il dorso e i fianchi, al di
sopra della linea laterale, estese dal margine libero dell'opercolo alla
base della coda. |
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente. |
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Habitat
e abitudini
- La specie era diffusa
nel corso inferiore del bacino del Danubio, in fiumi e torrenti a
corso lento o moderato. Si incontrava con particolare frequenza alla
confluenza degli affluenti con il fiume principale e colonizzava anche zone prossime alla foce.
Specie reofila in misura minore di altre, si spostava anche su substrati
sabbiosi e fangosi, trattenendosi
in prossimità del fondo. Stanziale e gregario, formava piccoli branchi,
spesso associandosi con
altri ciprinidi. Durante tutta la buona stagione si
incontrava in acque di bassa e media profondità, nei mesi invernali
raggiungeva profondità maggiori dove stazionava rallentando la propria attività.
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Alimentazione - La dieta si componeva principalmente di
invertebrati come crostacei,
vermi, molluschi, insetti e loro larve, avannotti ed uova
di altre specie di pesci. |
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Riproduzione
- Il periodo di frega si verificava
nella tarda primavera. Nel periodo della riproduzione i branchi risalivano
i fiumi alla ricerca di acque basse, dove le femmine deponevano poche migliaia di
uova che aderivano al substrato. |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, alto: meno di 15 mesi.
La lunghezza superava raramente i 15 cm. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie era soggetta a malattie
virali e parassiti di varie specie, tra cui vermi trematodi e
cestodi, elminti e vari ceppi di funghi. I principali predatori erano
costituiti da pesci ed uccelli ittiofagi. |
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Status
della specie - Le ultime segnalazioni della specie risalgono agli
anni '60. In seguito sono state effettuate numerose campagne di
campionamento ma il risultato è stato sempre negativo. Le ricerche più
recenti sono state effettuate nel 2001, 2002 (J. Freyhof) e nel 2003 (N. Bogutskaya)
durante una serie di verifiche sulla distribuzione delle specie nel delta
del Danubio, ma non è stato osservato nessun esemplare di R. antipai.
Anche se non esiste una certezza assoluta, la specie potrebbe essere
sopravvissuta in qualche remota località, R. antipai è ritenuto
estinto.
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Protezione
- Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature and Natural Resources) la specie è classificata come stinta (extinct). |
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Valore
economico - Le
sue carni, piene di lische ma saporite, erano molto apprezzate dai pescatori locali e venivano generalmente consumate fritte.
La specie ha interesse scientifico come endemismo danubiano. |
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Pesca
- La specie era oggetto di pesca professionale, veniva catturata
spesso assieme ad altre specie di pregio insidiate con reti di vario tipo. |
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